Come Spartaco – di Iannozzi Giuseppe

Come Spartaco

di Iannozzi Giuseppe

Spartacus

Spartacus

IN SOCIETA’

la società un discorso complicato
c’è la massa
e c’è quella che è massa per convenzione
c’è chi si solleva contro il potere
c’è chi invece ci resta dentro per…
per convinzione – distrazione
la massa c’è ed è confusione unificata

la società c’è e prova, prova
ad essere e ad essere fuori di testa
almeno per un tempo contato sul minuto
ti prenderanno dentro o ti faranno fuori
senza pensarci su due volte
senza pensarci senza chiederti
quale il tuo nome

BEI STRONZI

ma guardali quanti bei stronzi
guardagli le catene
e poi dimmi se, se sono ancora vivi
certo, respirano ma sempre troppo poco
hanno troppe commissioni e loschi affari
da legare – da incatenare nei lucchetti
dell’incoscienza, della cattiva finta scienza
ma tu, tu guardali bene: eroi di niente
stelle al collasso

io fortemente scarpe rotte
e niente in mano o in bocca…
io, incazzato così tanto
che me ne frega solo un tanto
e poi niente, sconvolgo la notte
e lo dico solamente a nessuno
io riesco ancora a sorridere per un niente
e una rossa rosa rubata al freddo inverno
e vivo, e vivo fortemente contento

ma guardali, guarda quanti bei stronzi
bestemmiano santi, si muovono scalzi
per non far rumore, per metterlo in culo
pure a te
poi proclamano innocenza
sciogliendo il sangue
dentro alla sfera del Negro Magro Vaticinio
ma guardali, guarda quanti sono
in Vaticano e altrove

guardali, guardali
tu digli che sono solamente dei bei stronzi
tu digli che sono finiti annegati
nelle pozzanghere dello loro ombre

guardali un’ultima volta, una sola
e poi via, via con me a molestare la noia
della notte, e se saran botte saranno
a buon fine – al termine della notte

RACCONTARSI

dovrei raccontarti di me
delle cazzate che ancora so fare
dovrei dirti che è stato amore
e una poesia scritta per te

ma il mio desiderio è un tenero vivere
ma il mio desiderio è un carnale morire
perciò penso che resterò in piedi da me
aspettando che il domani mi dica di te

CENTRO DELL’UNIVERSO

a volte
ti ricordo avvolta nell’umbratile fragilità
di quel portone d’avorio ch’era casa tua
poi più niente di te io so – non una verità

ricordo però il sapore dei tuoi baci aggraziati
all’interno del mio sgraziato
disgraziato
centro dell’universo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Come Spartaco – di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    …Non credere di essere immune tutti i secoli lo sapranno e una fama antica dirà chi sei uno sorbetto 😉 pure tu a volte!!
    “notte ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io invece dico che i secoli mi ricorderanno “brutto”, certo che sì, ma fascinoso e libertario, uno che non s’è mai piegato a novanta gradi per prenderselo in quel posto dal signor padrone. Diranno di me burbero anche, ma generoso e passionale. Non è forse così che sono?

    E tu dirai che è vero, perché lo sai che è vero. 🙂

    ♥ ♥ ♥

    Dolce Notte, Mya Regyna… fra un po’ è il tuo compleanno e io ti sto preparando una bella favoletta, pulita pulita, tutta per te.

    orsetto di VaNY

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