Essere Hannibal Lecter. Di Iannozzi Giuseppe

Essere Hannibal Lecter

di Iannozzi Giuseppe

Hannibal Lecter

– L’irriconoscenza è l’unica valevole moneta di scambio in questa nostra società di cervelli atrofizzati, divorati dal cancro dell’egotismo.

– Non c’è niente di meglio della compagnia di un uomo. Il piacere della carne fatica a morire. Ma ciò che più mi affascina è il cervello dell’uomo. Possiamo fare a pezzi il cervello di un uomo, e questi continuerà a rimanere in piedi. Possiamo anche privarlo del cervello e delle palle, e continuerà a rimanere in piedi. E’ un mistero? No, direi di no. La carne è sulle braccia, lungo le gambe, e in qualche caso intorno alla vita e all’addome superiore. Anche se oggi il cervello è diventata una prelibatezza sempre più rara da trovare, non bisogna per questo disprezzare il resto.
L’ultima volta che ho mangiato un cervello umano ho avuto un orgasmo, intellettuale, psicofisico. Dare la caccia agli uomini è uno sport che mi affascina, soprattutto oggi in questi tempi di magra. Prendere, catturare un uomo, scoperchiargli il cranio e scoprire se ce l’ha o no un cervello. Novantanove volte su cento il cranio è vuoto. Ma quando trovo un cervello, quando trovo anche un mezzo cervello atrofizzato, alla faccia del colesterolo, me lo pappo per primo. Perché il colesterolo è una fantasia, una malattia inventata, dovuta all’ipocondria. Per questo raccomando di mangiare cervelli. Per questo caccio uomini per cacciargli il poco cervello che hanno. E’ una dura caccia. Ma se così non fosse, non sarebbe divertente il piacere della caccia.

– Gli uomini-coniglio sono tanti, tantissimi. Si riproducono a ritmo vertiginoso. Hannibal Lecter non avrebbe alcun problema a procacciarsi gli uomini-conigli e a far fuori i tanti parassiti che, coi loro mezzucci da poco, cercano di metterlo in quel posto al prossimo. Semplicemente Hannibal non crede nel prossimo perché il prossimo non esiste. E’ una invenzione, una mistificazione della società perché qualcuno possa dirla civile. Ed allora ben venga Hannibal. Divori pure chiunque sia sulla sua strada. Poco importa che sia un uomo-coniglio, un parassita, uno zombie. Tutto fa carne in una civiltà incivile.

– Noi siamo Hannibal. O meglio, dovremmo esserlo. Ma l’Italia manca di genuini veri Hannibal. Questo è il problema.

– La cultura che non viene tenuta in debito conto e che non viene pagata nemmeno con due baiocchi. Questo è il problema.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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