“Non uscirò vivo da questo mondo” di Steve Earle (Mondadori, Strade Blu) – recensione di Iannozzi Giuseppe

Non uscirò vivo da questo mondo

STEVE EARLE

di Iannozzi Giuseppe

Steve Earle - Non uscirò vivo da questo mondo

Steve Earle – Non uscirò vivo da questo mondo

Non uscirò vivo da questo mondo (Mondadori, collana Strade Blu) di Steve Earle è la biografia immaginifica di Doc e in parte del più grande cantautore country che l’America abbia mai avuto, Hank Williams.
Doc Ebersole è stato il dottore che ha somministrato l’ultima dose di morfina ad Hank, afflitto dal dolore causatogli dalla spina bifida. L’ultima dose, forse quella fatale. E Doc non ha mai ben compreso cosa sia accaduto quel maledetto giorno; ma sa una cosa, ha la scimmia, è un tossico, un tossico che è stato radiato, che non potrebbe più esercitare in qualità di medico. Non aspettatevi però di conoscere, per filo e per segno, le circostanze che hanno portato alla morte di Hank Williams. Steve Earle in Non uscirò vivo da questo mondo lavora molto di fantasia: fa abile commistione di realtà, di fatti realmente accaduti, e di immaginifici accadimenti forse possibili e forse no.

Doc si spara forti dosi di roba, fino a raggiungere il limite, fino a sfiorare la morte: e così vede l’ombra smilza, spigolosa, di Hank che gli parla. Un fantasma, forse la voce della sua coscienza. Doc non crede ai fantasmi, anche se talvolta è tentato di credere che l’ombra di Hank sia qualcosa di più d’un fantasma. E’ forse lo spirito tormentato di Hank che, in un modo o nell’altro, gl’è rimasto incollato alle chiappe per guidarlo, per metterlo sull’attenti. Doc vive in una pensione. Per racimolare i soldi che gli servono a farsi, si è da tempo adattato a svolgere un lavoro squallido, peccaminoso: aiuta ad abortire le prostitute e quelle ragazzine in difficoltà che, per un motivo o un altro, non possono permettersi di andare in un ospedale. Doc sa bene che per quello che fa è condannato all’inferno: e però che senso avrebbe mai lasciare che delle creature disperate mettano al mondo dei bambini non desiderati?
Doc Ebersole è sempre con la scimmia sulle spalle. La sua vita è quanto di più squallido si possa immaginare. Il solo amico che ha è Hank, che gli si presenta davanti agli occhi quando è completamente fatto, più di là che di qua. Un giorno però bussa alla sua porta un ragazzo, un figlio di papà che ha messo nei guai una giovane messicana, Graciela. Doc l’aiuta ad abortire. Dovrebbe essere un intervento uguale a tanti altri, così però non sarà. Graciela rimane accanto a Doc. Presto diventa la sua assistente. Un giorno poi si procura una ferita a un polso. Doc e Graciela, insieme ad alcuni sbandati, erano andati a vedere Kennedy e Jackie scendere dall’aereo. Graciela non ha occhi che per Jackie, per la bellissima moglie del presidente americano, che a breve sarà assassinato. Jackie Kennedy è d’una bellezza unica. Graciela guarda a lei come a una madonna. E’ completamente stregata dalla sua classe. Nel tentativo di salutarla con la mano, infila la mano in una rete di filo spinato e si ferisce al polso. Lei non sente dolore. Saluta Jackie, chiama il suo nome, la invoca. La ferita è superficiale, però non guarisce. Doc non capisce. Eppure è certo che Graciela non è emofiliaca. Graciela continua a restare accanto a Doc. Impara l’inglese e non avendo nessuno, non potendo tornare dalla sua famiglia, di sua spontanea volontà decide di diventare l’assistente di Doc. Lo aiuta con le povere ragazze costrette, loro malgrado, ad abortire, ma anche in altri interventi. E iniziano così i miracoli. Graciela ha un potere miracoloso. Sotto gli occhi vigili della giovane messicana, Doc non sbaglia un colpo e le persone che si fanno operare da lui guariscono in fretta. Troppo in fretta. Persino certi drogati persi, da un giorno all’altro, si redimono e perdono il vizio per sempre. I’ll Never Get Out of This World Alive continua a far impazzire giovani e meno giovani. Le canzoni di Hank passano sempre al jukebox. Hank Williams è più vivo adesso da morto che non quando, ubriaco fradicio, saliva sul palco come un gatto ferito.

Non uscirò vivo da questo mondo non è un semplice romanzo, è poesia in prosa. Steve Earle racconta la storia di Doc Ebersole e del suo amico Hank con stile graffiante, umanamente scorretto e proprio per questo ricco d’una vitalità più unica che rara. Steve Earle racconta e lo fa con piglio unico e inimitabile ricco di vitalità, lo stesso che è concentrato nelle sue canzoni. Non uscirò vivo da questo mondo di Steve Earle è una storia sulla piccolezza, sulla grandezza dell’umanità, sul superamento del dolore e del rimorso, ma è soprattutto la storia d’una redenzione che ha del miracoloso, perché sì, i miracoli sono possibili e dipendono dall’uomo, dalle persone che frequentiamo e amiamo. Un Capolavoro, come sempre più di rado accade di leggere di questi tempi. Steve Earle è superbo narratore, che nulla ha da invidiare a John Steinbeck e William Faulkner, a William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Una unica doverosa raccomandazione: il romanzo di Earle non è una puntigliosa biografia, non intende affatto svelare le circostanze della misteriosa morte di Hank Williams. Non è questo che si è proposto l’autore; e chi non l’ha capito, peccato per lui, perché forse manca di un po’ tanta umanità prima che di spirito critico.

Steve EarleSteve Earle, nato in Virginia nel 1955, è un musicista, attore, attivista da sempre in prima fila nel sostenere diverse cause politiche. Ha pubblicato più di una dozzina di album acclamati dalla critica e dal pubblico, tra i quali The Revolution Starts Now, Washington Square, Serenade e Townes, vincitori del Grammy Award. È apparso in diversi film e serie tv, con ruoli molto apprezzati in The Wire e Treme. Anche il suo ultimo album si intitola I’ll Never Get Out of This World Alive. Le sue canzoni sono state interpretate dai grandi della musica americana come Johnny Cash, Willie Nelson, Emmylou Harris e Joan Baez.
Suona spesso in concerto insieme alla moglie, la cantautrice Allison Moorer.

Non uscirò vivo da questo mondo – Steve Earle – Mondadori – Strade Blu – ISBN 9788804619970 – pagine 252 – Prezzo: € 17,50

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, autori e libri cult, casi letterari, consigli letterari, critica, critica letteraria, cultura, editoria, fiction, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, letteratura, libri, narrativa, promo culturale, recensioni, romanzi, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.