UMBRA DEMOSTRAT LUCEM – di Iannozzi Giuseppe (illustrazione di Valeria Chatterly Rosenkreutz)

UMBRA DEMOSTRAT LUCEM

di Iannozzi Giuseppe

Alchemy by Chatterly

Alchemy by Chatterly

Alchemy è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

Mia Musa, cerca di restare ragazzina sempre.
Tu guarda una magia e il cappello magico:
s’impazzisce e non si sa il motivo;
ma Pollicino continua a seminare molliche di pane,
mentre ad Avalon sono ancora le nebbie
e il Re non ha ancora fatto ritorno alla Tavola Rotonda.

C’è un’aria strana:
dovrei imparare ad amare seriamente,
come Majakovskij,
o a giocare le trame sull’arcolaio della nonna.
Una rivoluzione d’ottobre in Pawel Radimow,
una guardia rossa:
il mio amore per te, Musa,
non si spegne così facilmente.

Fa il crepuscolo: le strade si vuotano
e la mia spada non so più dov’è.
E la strada che seguivo non sa più niente di me.

Ma tu, mia Musa, cerca di essere ragazzina:
la tua pelle scintilla stelle, i tuoi occhi amore e dolore,
o il sogno di Atlantide.

Danza, danza, danza per me.
Sono un uomo e tu la zingara
che leggerà la mia mano
mentre dipingiamo un mostro di neve
che invade il mondo da Mosca a Toronto.
E sono un Re, e tu la Regina di questo regno
che ho inventato per la bellezza del tuo corpo,
per la purezza del tuo cuore: non ci sono regole
né strade sicure. Il rasoio taglia via la barba
e il vecchio…
Lega dei campanelli alle tue sottili caviglie,
o indossa il vestito più regale che hai nell’armadio.
E gli scheletri tutti saranno carne per i nostri denti.
Possiamo essere mille strade infinite
e mille personaggi in cerca d’autore. Se lo vorrai.

Versa un po’ di miele nel sonno del mio sguardo,
stordiscimi poi con una visione; il resto verrà da sé.

Ti racconto di ieri: le fabbriche sputavano fumo
e si vedevano uomini sconfitti in un pettine di svastiche.
Non abbiamo bisogno di questo incubo,
così ti chiedo di perdonare la debolezza
che ieri mi vide morire nella derisione d’un sorriso
fasci. Sapevano quello che facevano:
ricorda la storia, si ripete ogni giorno.
Possiamo però fare in modo che per noi sia diverso:
da Toronto a Mosca, un mostro di neve.
Musa, solo tu sei importante. Il resto
si può perdere. Solo tu sei vera.

Umbra demonstrat Lucem.
Ma tu non dire quanti anni hai
perché Dio benedice l’innocenza.
Così, per sempre, sempre giovane resterai.

Cerca di restare ragazzina sempre.
Prima prenderemo Manhattan poi Berlino
insieme canteremo.
Tu guarda lo specchio e interrogalo:
chi è la più bella del reame?
Oh, Musa! La mela del peccato,
e sotto il vestito niente:
solo un tintinnio di campanellini,
la nudità il vestito più bello.

Dio benedice l’innocenza;
e tu, lo sai, per sempre, sempre giovane sarai
se canterai e danzerai,
perché ho bisogno della tua essenza:
non mi basta una semplice presenza
attraverso la luce e l’ombra.

Umbra demonstrat Lucem.
Ma tu non dire quanti anni hai
perché Dio ti benedice,
e non ha bisogno di sapere altro.
Per sempre, sempre giovane resterai,
oltre il tempo e lo spazio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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