Gli Angeli di Beslan – di Iannozzi Giuseppe

Gli Angeli di Beslan

di Iannozzi Giuseppe

i bambini di Beslan

i bambini di Beslan

ricordando i bambini di Beslan
caduti per mano di Putin

Indietro ricacciare la rabbia,
le lacrime;
e scoprire che è possibile,
e scoprire che è impossibile,
anche se tutto il dolore
consumato. Straziato.

I morti e i vivi
mi tocca contare
per scoprire
che di più sono i primi,
e che non ha più il cimitero
un solo posto libero.

L’urlo
ho visto
sui materni volti:
e penetrare
l’ho sentito
nel cuore
fino ai precordi
e dentro fissarsi
come malattia
d’infinito dolore.

Quanti angeli ha il cielo
e quanti pochi la terra!

“Non sparate per favore,
siamo bambini.”
E’ sulla prima pagina
del quotidiano Kommersant
il grido non ascoltato.
Il grido non ascoltato.

Traditi nell’innocenza
e in essa periti.
Vittime però non sono:
mille sogni avevano
e una speranza uguale a zero,
solo a bruciapelo un destino.
Una pargoletta mano avevano
che del panico il peso reggeva;
e un prigioniero sguardo
nell’inferno precipitato;
e un cuore,
ma troppo veloce
batteva
per comprendere
che presto sarebbe finita
la vita.

“Quando sono fuggito,
ho calpestato
i cadaveri dei miei compagni.
A questo mi hanno ridotto.”

Tu, testa di cuoio,
che ora reggi
di quel pargolo la fragilità,
come ti senti? un eroe,
o un figlio di puttana?
Le spezzate ali reggi
e il peso loro volato via.
A Beslan
non esistono vittime:
solo angeli
in cielo sepolti.

Quanti angeli ha il cielo
e quanti pochi la terra!

“Non sparate per favore,
siamo bambini.”
E’ sulla prima pagina
del quotidiano Kommersant
il grido non ascoltato.
Il grido non ascoltato.

Indietro ricacciare la rabbia,
le lacrime;
e scoprire che è possibile,
e scoprire che è impossibile,
perché dilaniata è l’Eternità.
Le lacrime non valgono molto, ora.
E la rabbia non serve a granché, ora,
ora che aperto è il macello
agli occhi di tutti. Morta è
l’Eternità:
generazione negata
e nelle macerie soffocata.

Tu, testa di cuoio,
un eroe ti credi,
o un sopravvissuto?
Per me,
l’ennesimo figlio di puttana
che dirà al domani:
“Non mia è stata la colpa!”

Come nel ghetto di Varsavia,
oggi Mastini Russi a Beslan.
Come nel caos del teatro Dubrovka,
la Pazzia di Putin a Beslan.

“Lo Stato sa pagare solo le lapidi
ma non ha saputo salvare i nostri figli.”
E’ della folla l’urlo.
E disarmato lo sguardo loro s’arresta
sui corpicini in fila esposti.
E’ di chi resta l’impotenza.
E’ di chi resta la subita violenza.

E tu, tu lo scuserai
il tuo blitz del cazzo,
ordine dall’alto lo dirai;
ma se in alto un Dio davvero c’è,
quello di te pietà non avrà
perché “pietà l’è morta”.

Quanti angeli ha il cielo
e quanti pochi la terra!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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9 risposte a Gli Angeli di Beslan – di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    Che animo triste e funereo avevi quando hai scritto questa pagina:(
    Al mondo ci sono tante cose belle…. ma ancor di più sono le cose brutte fatte dagli uomini cattivi , tiranni e aguzzini e malefici.

    Buonanotte carissimo King. Baciottoni
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Forse tu non ricordi cosa accadde a Beslan, le mammi piangenti, i bambini morti, la disperazione. Accadde 9 anni or sono, ma quello che ha fatto Putin per me è piaga e viva memoria. Non perdonerò mai Putin per i suoi crimini, perché Putin non è altro che un criminale della peggior specie. Se solo lo si potesse condannare per crimini contro l’umanità… Ma toccarlo significherebbe la Terza Guerra Mondiale. 😦

    Baciottoli, Agnellina Vany ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  3. Blackjack ha detto:

    Ricordo benissimo e, come sai, sono molto affezionato a quella terra che conosco bene. No, Putin proprio non c’entra nulla. Prima o poi ne parleremo, quando vorrai e se ci sarà tempo e modo; anche se non mi piace speculare su quella terra che conosciamo poco.
    Blackjack

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dici che Putin non c’entra? Uhm, questa dovresti spiegarmela. 😉 Magari… con un po’ di tempo.

    beppe

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  5. Blackjack ha detto:

    Basta leggere uno qualunque dei resoconti (tempificati) di ciò che successe. No, le forze speciali russe non possono essere accusate di nulla e, se un errore commisero all’epoca, fu solo quello di intervenire in ritardo.
    Quelli che sequestrarono le persone nella scuola erano un gruppo di sadici. Mi fermo che è meglio…
    Blackjack

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La conosco la storia. Ma le forze speciali sono intervenute con armi pesanti e non provarono neanche a trattare con i sequestratori. Lo stesso Putin è stato costretto ad ammettere che ci fu “mancanza di professionalità nel gestire la crisi”. Putin ha fatto un lavoro schifoso, come sempre del resto. A pagarne le consenguenze gli innocenti. Se i terroristi erano dei sadici – e su questo non ci piove -, Putin non gli è da meno.

    beppe

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  7. Blackjack ha detto:

    No, ti manca qualche pezzo e non mi meraviglia, visti i filtri che la stampa occidentale pratica alle notizie che arrivano da quei paesi.
    Le trattative durarono più di 48 ore, mentre nel frattempo quei porci ne combinavano di tutti i colori, con la ciliegina sulla torta del medico spedito a controllare lo stato di salute dei bambini e al quale spararono prima che entrasse.
    La scuola era minata (i terroristi, camuffati da operai avevano fatto “manutenzione” nascondendo armi ed esplosivi DENTRO la scuola) e l’attacco delle forze speciali che sì, furono “lente”, fu scatenato da uno scontro a fuoco non previsto fra cittadini locali, che cercarono di entrare nella scuola, e terroristi.
    No, Beppe, mi dispiace, ma le notizie che arrivano qui da quei paesi non sono sufficienti per farsi un parere, purtroppo.
    Idem per l’immagine di Putin. Non è un santo, ma non fosse arrivato lui e fosse rimasto Yeltsin con i Kodorkosky a fargli compagnia, avrebbe già svenduto quel meraviglioso paese alle multinazionali occidentali.

    Parliamone 🙂

    Blackjack

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  8. furbylla ha detto:

    peccato il vostro scambio sia finito qui..
    cinzia

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non è finito qui.
    Devo solo trovare il tempo materiale di rispondere al mio caro amico Blackjack in maniera conveniente, ma per farlo ho bisogno di prendermi un po’ di tempo. Non è cosa da risposto al volo.

    beppe

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