Editori e autori. Consigli per salvarsi da una morte quasi certa – di Iannozzi Giuseppe

Editori e autori. Consigli per salvarsi da una morte quasi certa

di Iannozzi Giuseppe

EditoriaNessuno scrittore è un santo, e se può, vivo o morto che tu sia, cerca di mettertelo dabbasso né più né meno al pari dei tanti politicanti di oggi, purtroppo tutti a piede libero. Nei secoli dei secoli è sempre stato così. Lo scrittore è un essere umano, null’altro che questo: più vizi che virtù. I pochi grandi che sono stati onesti, ma onesti sul serio – e persino con i propri colleghi -, sono finiti male, molto male, spesse volte calunniati e allontanati dalla società, o finiti sotto tortura, messi al rogo, sbattuti in prigione, etc. etc.

Potrei dire che gli scrittori vengono da me quando hanno bisogno, poi tagliano i ponti, anzi fanno finta di non averti mai conosciuto e se glielo rammenti si vergognano e giurano che te la faranno pagare e cara. Ecco dunque il classico scrittore che bussa alla mia porta. Gli faccio il favore e gliene faccio altri due e tre. Lui risponde che mi sarà riconoscente e che “davvero sì, sono un grande”, “un tipo tosto” e “che non sa come sdebitarsi”. Fossi un ingenuo ci crederei. Non sono un ingenuo però. In ogni caso, quando io chiedo a lui un favore che vale un decimo di tutto quello che io ho per lui fatto, questi manco si degna di rispondermi con un “forse!”. E’ poco ma sicuro che al prossimo libro che uscirà, il suo ovviamente, tornerà da me. Accade periodicamente tutto ciò, e non importa affatto che sia uno scrittore noto o poco noto o alle prime armi. Tutti adoperano lo stesso collaudato (abusato) cliché.

E provaci un po’ tu a dire che un libro non è proprio perfetto, cioè che non è un capolavoro con la “C” maiuscola. L’editore vorrebbe spararti alle spalle, gambizzarti e poi staccarti la testa e ficcarti i gioielli di famiglia in bocca. L’autore invece è disposto anche a querelarti, prima di farti fuori con le sue mani.

Il fatto è che agli editori vanno bene le recensioni basate sulle cartellette stampa, ovvero le non-recensioni che sono poi degli ingannevoli spot pubblicitari dove tutti i libri sono detti belli bellissimi e di più ancora. Libri che ovviamente nessun critico ha mai letto. Io purtroppo i libri che recensisco li leggo. Dovrebbe essere una nota a mio favore e bella grossa anche. Invece no. Agli editori sta bene lo spot, quello che dice nulla e che dice che il libro è bello: punto e basta. Se fai un lavoro del genere, allora editore ed autore ti vorranno un bene della madonna e a Natale panettoni a non finire, come minimo.

Leggo il libro io e se è bello lo dico a chiare lettere, e morta lì, questo perché i libri sono di gran lunga superiori rispetto a chi li scrive. Giudico il libro, mai l’autore e men che memo l’uomo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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