“Nome al tavolo Blackjack” di Valter Binaghi – Gruppo Perdisa Editore – in libreria dal 5 dicembre

Nome al tavolo Blackjack

Valter Binaghi

Valter Binaghi - nome al tavolo blackjack

Valter Binaghi – nome al tavolo blackjack

Gruppo Perdisa Editore
Collana Corsari
Pagine, 248
Prezzo, euro 16,00
Isbn 978 88 8372 624 8

in libreria dal 5 dicembre 2013

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(Dalla prefazione di Antonio Paolacci)

Perdisa POP editore[…] Incontrerete un protagonista perfetto per un thriller: un giocatore d’azzardo professionista che si ritrova a investigare su un omicidio e lo fa a suo modo: giocando – appunto – con il rischio; e incontrerete una donna bellissima, pronta a trainare gli eventi e a dare fiato a una storia d’amore; e poi criminali, brutti ceffi, giri d’affari loschi; e il commissario Leonetti, che Binaghi fa rivivere qui come per mascherarsi un attimo da vero giallista; per non parlare dell’omicidio con tanto di carta da gioco accanto al cadavere: più che in un genere letterario, siamo nel regno delle citazioni. Ma non solo. Perché il gioco d’az- zardo nelle mani di Binaghi non poteva restare semplice ambientazione: è un mezzo, potente come un’allegoria, un modo per disegnare una società e i suoi individui, per riflettere sulle nostre scelte passate e future.

Valter Binaghi (14 luglio 1957 – 12 luglio 2013) è stato insegnante, musicista e scrittore. Negli anni Settanta si è occupato di controcultura e movimenti giovanili come redattore della rivista “Re Nudo”. Tra i suoi libri ricordiamo: La porta degli innocenti (Dario Flaccovio, 2005); I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano (Sironi, 2007); Devoti a Babele (Perdisa Pop, 2008); Ucciderò Mefisto (Perdisa Pop, 2010); Johnny Cash, The Man in Black, con Francesco Binaghi (Arcana, 2010); La sposa nera (Senza Patria, 2010); Dieci buoni motivi per essere cattolici, con Giulio Mozzi, prefazione di Tullio Avoledo (Laurana, 2011); Melissa, la donna che cambiò la storia (Newton Compton, 2012).

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a “Nome al tavolo Blackjack” di Valter Binaghi – Gruppo Perdisa Editore – in libreria dal 5 dicembre

  1. Blackjack ha detto:

    Brutto uomo con la barba eheheh, è un sacco che non ci si sente 🙂 ma mi fa piacere che tu segnali il libro di Walter: se lo merita Walter. Se lo merita e, fra un casino (non casinò ma proprio casino) e l’altro, farò di tutto per pubblicizzare questo romanzo. Non cambierà il mondo ma è una bella storia, ben scritta, che si lascia leggere. Sarebbe perfetta anche per un film, una bella sceneggiatura. E chi può sapere cosa potrebbe succedere, quando le carte girano nel verso giusto?
    Comunque grazie per esserti ricordato di Walter; sei uno dei pochi, assieme a Di Monaco ad aver parlato del suo ultimo romanzo. In barba a quella manica di stronzi che fingevano amicizia: che si fottano!

    Un abbraccio Blackjack 😉

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Blackjack, ma tu guarda! 😉 E’ un sacco che non ci sente. Accidenti a te, sempre sulle tue. Oramai ti avevo dato per disperso. Ti ho cercato anche attraverso a “Chi l’ha visto?”, ma niente. E di punto in bianco mi spunti qui, la qual cosa non puo’ che farmi grandemente piacere.

    Walter se lo merita. Per il momento è soltanto una segnalazione, ma il suo romanzo lo sto leggendo e a breve ne parlerò in maniera critica ed esaustiva.
    Io e Walter eravamo come cane e gatto, ma il mondo è bello perché ci sono persone così. Seppur le nostre posizioni fossero spesse volte diametralmente opposte, alla nostra maniera ci siamo rispettati. Mi è spiaciuto immensamente quando ho appreso della sua scomparsa. Era una cosa lontana mille anni luce. Mai più avrei pensato…

    In ogni caso seguimi se ti va, caro Blackjack, non fosse altro per il fatto che parlerò di “Nome al tavolo Blackjack” di Walter Binaghi. Lo farò in maniera critica, non sarà un omaggio a Walter. Il migliore omaggio che possa fargli è di parlare del suo lavoro in maniera critica. Credo che questo vorrebbe e non una slinguazzata, un coccodrillo.

    Non lo so come la pensino gli altri, quelli che si sono detti amici di Walter. Non so che concetto hanno loro in seno dell’amicizia, e soprattutto non so che concetto hanno della cultura. Il fatto però che non si siano degnati di guardare nemmeno per puro sbaglio al lavoro di Walter Binaghi mi lascia dentro un sapore amaro. Si dice che gli scrittori sono tutti amici. Mica vero. Gli scrittori sono delle iene e se possono ti pugnalano alla schiena, a maggior ragione se non ci sei più a rompergli gli scatole. Solo pochissimi – te lo assicuro – sono amici sul serio e condividono l’amore per l’arte, la scrittura, al di là delle loro proprie posizioni.

    Detto ciò, caro Blackjack, non mi scomparire un’altra volta. 😉
    Ogni tanto passa di qua, lascia un segno o anche no. Non sono così supponente da pensare che quello che propongo sia sempre interessante, ma non è detto che qualche cosa possa attirare la tua attenzione.

    Un forte abbraccio a te, Blackjack

    beppe

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  3. Blackjack ha detto:

    Qualcun altro è comparso, a parlare del suo ultimo libro, ma sempre pochi: troppo pochi se penso a tutti quelli che ha recensito, a tutti quelli con cui dialogava e discuteva.
    Il mondo degli scrittori si sta rivelando per quello che effettivamente è (con le dovute eccezioni): un mondo di stronzi e di egoisti.
    Ci sarà tempo e modo per evidenziare anche questo aspetto e non è detto che, fra tanto cazzeggiare, non decida di farlo in pompa magna e facendo nomi e cognomi eheheh.
    Ci sarà da divertirsi, credo proprio che ci sarà da divertirsi 😉

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Blackjack, proprio tu? Non ti facevo così ingenuo. 😉
    Binaghi era tutt’altro che uno stinco di santo. Ma d’altro canto nessun scrittore lo è e se puo’, vivo o morto che tu sia, cerca di mettertelo dabbasso né più né meno al pari dei politicanti. Nei secoli dei secoli è sempre stato così. Lo scrittore è un essere umano, null’altro che questo: più vizi che virtù. I pochi grandi che sono stati onesti, ma onesti sul serio e persino con i propri colleghi, sono finiti male, molto male, spesse volte al rogo, in prigione, etc. etc.

    Potrei dirti che gli scrittori vengono da me quando hanno bisogno, poi tagliano i ponti, anzi fanno finta di non averti mai conosciuto e se glielo rammenti si vergognano e giurano che te la faranno pagare e cara. Ecco dunque il classico scrittore che mi si presenta. Gli faccio il favore e gliene faccio due e tre. Lui risponde che mi sarà riconoscente e che davvero sì, sono un “grande”, “un tipo tosto”, “che non sa come sdebitarsi”. Fossi un ingenuo ci crederei. Non sono un ingenuo però. In ogni caso, quando io chiedo a lui un favore che vale un decimo di tutto quello che io ho per lui fatto, questi manco si degna di rispondermi con un “NI”. E’ poco ma sicuro che al prossimo libro che uscirà, il suo ovviamente, tornerà da me. Accade periodicamente tutto ciò, e non importa affatto che sia uno scrittore noto o poco noto o alle prime armi. Tutti adoperano lo stesso collaudato (abusato) cliché.

    E tu prova a dire che un libro non è proprio perfetto, cioè che non è un capolavoro con la “C” maiuscola. L’editore vorrebbe spararti alle spalle, gambizzarti e poi staccarti la testa. L’autore invece è disposto anche querelarti.

    Il fatto è, caro Blackjack, che agli editori vanno bene le recensioni basate sulle cartelle stampa, ovvero le non-recensioni che sono poi degli spot dove tutti i libri sono detti belli bellissimi e di più ancora. Libri che ovviamente nessun critico ha mai letto. Io purtroppo i libri che recensisco li leggo. Dovrebbe essere una nota a mio favore e bella grossa. Invece no. Agli editori sta bene lo spot, quello che dice nulla e che dice che il libro è bello: punto e basta. Se fai un lavoro del genere, allora editore ed autore ti vorranno un bene della madonna e a Natale panettoni a non finire, come minimo.

    Ironia della sorte recensirò Binaghi, per l’ennesima volta, nonostante mi abbia sempre considerato meno di uno zero assoluto e considerato spam una volta che ho iniziato a pubblicare anch’io dei libri. Per dire: Walter non mi ha mai cagato manco di striscio, eppure lo recensisco, ancor oggi, con lo stesso spirito critico di ieri, senza lasciarmi influenzare dall’uomo che egli fu. Io leggo il libro e se è bello lo dico, morta lì. I libri sono di gran lunga superiori rispetto a chi li scrive. Io giudico il libro, non l’autore e nemmeno l’uomo.

    Non cercare santi tra gli scrittori: è come cercare un politico onesto se non peggio, caro Blackjack.

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  5. Blackjack ha detto:

    Ehi, Beppe, ovvio che non sono così ingenuo e nessuno è uno stinco di santo, neppure io 🙂 Il tuo discorso non fa una grinza, epperò, c’è sempre un epperò…
    Al tavolo con me non ti devi sedere, ma ci sono stati e ci saranno tavoli ai quali ho partecipato per perdere, o per far vincere qualcun altro, che poi è la stessa cosa. Lo fai in silenzio, cercando di essere il più elegante possibile e di dare nell’occhio il meno possibile.
    Immaginavo, qui sì da ingenuo, che qualcosa di simile esistesse anche nel mondo della letteratura; esistono eventi più grandi di tutte le nostre bassezze e di tutte le nostre invidie, speravo che anche i letterati fossero in grado di scorgerli e comprenderli.

    Poco male, pe un mesetto avrò tempo e qualche casino combinerò ahahah

    Un abbraccio e, per quel che serve, Buone Feste 🙂

    Blackjack

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Uhm, non credo proprio che esista qualche cosa del genere fra gli scrittori. Ricordi Wilde? Cito lui perché tutti lo conoscono. Be’, è stato tradito da tutta la comunità letteraria e in primis dal Bosie. E alla fine ha perso tutto, compresa la sua amata biblioteca, la famiglia, e la vita.

    Gli scrittori non sono così belli d’animo. Ne ho conosciuti tanti e tutti pensano solo a sé stessi. Niente di strano. E’ sempre stato così. Certo, ci sono gli animi nobili, ma sono detti dei “fessi”.

    Comunuqe meglio poche recensione ma sincere a cento recensioni di chi il libro non l’ha letto manco di striscio.

    Buone feste anche a Te, caro Blackjack. Non ti giocare tutto a Capodanno. 😀 E il mio abbraccio.

    beppe

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  7. Blackjack ha detto:

    Beppe, credo che la mancanza di “senso comune”, sia uno dei motivi principali per cui la “comunità” degli scrittori ha un peso sociale specifico così basso. Vive di singole fiammate. Non sa fare sistema.
    Poco male, c’è di molto peggio 😉

    Blackjack

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    C’è di peggio, è vero.

    Leggiti la mia recensione, se vuoi, caro Blackjack. L’ho appena postata. E’ in primo piano.

    beppe

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