I morti possono tornare a vivere? Racconto breve di Iannozzi Giuseppe

I morti possono tornare a vivere?

di Iannozzi Giuseppe

rain

Il crepuscolo è caduto su Torino.
Palazzo Madama accusa sferzate di vento e pioggia.
Il cielo è di tempesta. Il freddo è venuto all’improvviso.
Cammino curandomi poco o niente delle persone che mi scivolano accanto.
I semafori fanno il loro sporco gioco, scattano e durano sempre troppo poco perché uno possa attraversare la strada con l’ombrello.
I mezzi pubblici sono bloccati su diverse linee, colpa d’un incidente, ma in verità nessuno sa dire con precisione. Si parla di un tram che ha deragliato prendendo in pieno un SUV. Forse un morto. Forse due. Chi può dirlo!
Cerco riparo sotto i portici, affollatissimi.
Alzo il collo del cappotto e con un gesto furtivo mi assicuro che il cappellaccio a tese larghe sia ben calcato in testa.

Nonostante la pioggia e la poca luce tengo su gli occhiali da sole. Qualcuno mi guarda in tralice.
Non sono allegro. Non sono triste. Sono e tanto basta. A chi mi incontra per caso o distrazione, non devo alcuna spiegazione.
Entro in un caffè.
E’ pieno di gentaglia che parla a vanvera.
Mi avvicino al banco e ordino un caffè.
Il barista non fa una piega.
Butto giù il caffè, senza zucchero, pago ed esco, lasciandomi alle spalle chiacchiere e persone che, con tutta probabilità, non incontrerò mai più sulla mia strada.
Sfidando l’impetuosità del vento, mi caccio fra le labbra una sigaretta. Riesco ad accenderla al primo colpo.
Due testimoni di Geova mi stoppano.
Senza preamboli sparano: “I morti possono tornare a vivere?”
Mio malgrado sorrido, facendo cadere la sigaretta in un pozzanghera d’acqua che subito la soffoca.
Non gli rispondo. Mi limito a indicare loro il bar dal quale sono appena uscito.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a I morti possono tornare a vivere? Racconto breve di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    L’uomo di oggi pensa di trovar risposte a tutto.
    La chiesa dice: “La morte è la fine del pellegrinaggio terreno dell’uomo, è la fine del tempo della grazia e della misericordia che Dio gli offre per realizzare la sua vita terrena secondo il disegno divino e per decidere il suo destino ultimo. Quando è finito l’unico corso della nostra vita terrena noi non ritorneremo più a vivere altre vite terrene. Spesso si perdono persone a noi care e pieni di dolore vorremmo fare qualcosa per loro…ma possiamo solo pregare E’ stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta purtroppo.
    Ma tu perché eri incavolato?

    Buonanotte caro King…

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mya DYavoletta Vany ♥ ♥ ♥

    io non credo in una vita nell’aldilà né credo che i morti risorgeranno come dicono i testimoni. Sono ateo-agnostico, vale a dire che la vita che oggi non viviamo è vita che perdiamo per sempre. Sono molto terra terra, o pragmatico, essendo che non c’è prova alcuna che sia mai esistito un dio. Nessuna religione – e ci tengo a sottolinearlo – può dimostrare l’esistenza di un dio che abbia creato l’universo. Quando una religione riuscirà a dimostrare l’esistenza di un dio, di un qualsiasi dio, bene, sarò io il primo ad ammettere d’aver sbagliato, ma sino a quando dovrò credere in ciò che non è dimostrabile resterò della mia idea.

    Ciò detto, non ero incavolato. Ero normale. Una semplice persona a spasso che faceva un po’ di giri per i regali del Natale. Okay, non credo nel Natale, ma la festa piace anche a me e non ci trovo niente di male, tanto più che lascio libertà a TUTTI di credere in ciò che più rende felice la loro anima. Semmai ero infastidito dalle chiacchiere nel bar, di gente che si lamentava per il cattivo tempo, dimenticando che i portici, purtroppo, ospitano tanti homeless che nessuno degna d’uno sguardo. E loro lì, al caldo, attaccati all’iPhone, a perdere tempo. Diavolo, un caffè ci vuole mezzo minuto per consumarlo. E invece no, lì dentro stipati… un gran brutto assortimento di radical chic, di persone finte, di quelli che si dicono di sinistra e che però c’hanno i milioni in tasca e guardano schifati i meno fortunati. Tutti belli tirati da far invidia a Rockefeller. E’ questa la sinistra? quella dei radical chic? Temo di sì. E con questo non intendo dire che la destra sia migliore, né che altre idee politiche siano migliori. A me mi stanno sulle balle pure gli anarchici. Non credo in nessuna fede politica e con nessuna fede politica mi schiero perché tutti, allo stesso modo, fanno schifo e soltanto schifo.

    Il racconto breve che hai letto è una “lama di rasoio”. Solleva interrogativi, fa inalberare anche. E’ d’una schiettezza pulita, senza ipocrisie. Non porto giudizi, ma il costrutto narrativo dice tutto attraverso le immagini proposte. non trovi, MYa DYavoletta Vany?

    Bacetti e leKKatine, Dolcissima Bimba ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  3. furbylla ha detto:

    siamo circondati da persone che credono di essere vive invece aleggiano in una stupida inutile finta realtà che poco se nulla ha a che fare con la Vita Vera. il maiuscolo è voluto.
    buongiorno ragazzi
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    ESATTO.
    Hai colto in pieno il leitmotiv del racconto, cara Cinzietta.

    Purtroppo i morti che vivono e che intasano la società sono in ogni dove. Non si rendono conto che la vita è altro e non gettarsi a capofitto in inutili chiacchiere.

    beppe

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