“Favole nude e crude. Poesie al di là del buio” di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz e segnalazione “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

Favole nude e crude

Al di là del buio della notte

di Iannozzi Giuseppe

La Grazia  by Chatterly

La Grazia by Chatterly

La Grazia è Opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz


frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)
Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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Nudi petali d’amore

Quel tuo bel seno virgineo
Quelle tue gote un po’ rosse
Quelle tue gambe lunghe eleganti
Tutto in te, tutto in te
fa supporre che sei nata per far morire
chi ti sta dietro
appiccicato a quel fondoschiena da favola

Tutto in te, tutto in te
fa supporre che non ti accontenterai
d’una sigaretta a buon mercato né di stare
ad aspettare sotto un lampione con la luna
a farti la spia

Tutto in te, tutto in te
fa supporre che sei nata per dare dispiacere
a quell’uomo che oserà toccarti con un dito
Eppure, bella gitana, quell’uomo ha già valicato
la linea di confine e sta venendo da te
armato di trentadue denti affilati come coltelli
perché ha una gran fame di carne giovane e tenera

Tutto in te, tutto in te fa capire
che non sei una di quelle che la danno via facile
Tutto in te, tutto in te fa male
Sapere che esisti, sapere che sei bella e giovane
Tutto questo è dolore al centro del petto
Tutto questo è amore, tutto questo è amore

Puoi mettere alla prova quanti amanti vuoi
Saranno pronti a morire se necessario
con il volto scuro e il sorriso sulla bocca
I tuoi giovani seni puntuti lasciano immaginare
che sei eccitata e vergine più della madonna
Tutto in te, tutto in te conduce all’amore
Tutto in te, tutto in te fa l’uomo un uomo
in cerca di preda

Quando ti hanno portata in questo mondo
non potevi sospettare che solo il sesso ha senso
Quando ti hanno raccontato di cristi e santi
non potevi sospettare che la dura realtà
ti avrebbe messa in ginocchio
davanti a ben altri confessionali
E anche se oggi fai finta di non capire
vero è invece che la verità la sai in profondità
Così abbandona quella paura che fingi d’avere
e goditi questa vita
perché già una bolgia l’ha data via per niente,
addormentandosi sotto la scure del boia

Tutto in te, tutto in te conduce al peccato
Tutto in te, tutto in te fa il peccato degno d’un uomo
Tutto in te, tutto in te fa la vita nuda e cruda,
degna d’esser vissuta fino al limite estremo

Non dire che non lo sospettavi
Non giurare che non l’avresti mai immaginato
Ti hanno raccontato bugie per portarti qui
Ti hanno descritto il paradiso, e tu lo sapevi
che pure loro stavano sbavando per la tua scollatura
Hai visto i loro occhi pieni di desiderio, e non solo
E allora hai fatto loro l’occhiolino,
al pari di tutte le prede di carne e d’amore
Non dire che non lo sapevi
che più d’uno era ai tuoi piedi a pregarti senza fine
per un minuto almeno, uno soltanto d’amore
Non dire che non lo sentivi
scorrere il sangue nelle vene e farsi bollente
Non dire bugie se non servono
a far eccitare chi oggi ti prega di spogliarti
dei tuoi petali di rosa per vedere uno spiraglio di dio

Quel tuo bel ventre liscio e virgineo
Quella tua lingua rossa e delicata
La tua schiena perfetta elegante fin giù
Tutto in te, tutto in te
fa supporre che sei nata per far morire
chi ti sta dietro
appiccicato a quel fondoschiena da schiava

Nonne francobolli e droghe

Piccola, m’avevi promesso
che non avresti più fumato l’erba della nonna
né che le avresti dato baci
quando tiene salda la dentiera in bocca
per leccare poi meglio i francobolli
Mi hai mentito anche questa volta
Hai preso la nonna
e da lei non ti sei più staccata
Sono stato costretto a prenderti a ceffoni
per staccarti dalla sua dentiera
Poi, manco fossi una bambina,
col visetto rosso rosso ti sei scusata
e m’hai rivelato il tuo segreto:
“Sono una di quelle a cui piace Saffo”
Non c’ho visto più
e t’ho tirato un altro ceffone
Ma tu d’andare giù manco a parlarne;
hai difatto continuato a parlare, a dire
che non è peccato; e che poi anche con gl’uomini…
Ti ho mollato un pugno: e, per dio!, che male
Una maschia così, mai incontrata sulla strada

Non c’è stato verso, ti ho lasciata
a meditare sulle vergini rocce dannunziane
E tu, quando son da te tornato
m’hai rivelato che a te solo un bel noir
Quando m’hai confessato che saresti andata via
con la nonna per un viaggio sull’Orient Express,
ho capito d’averti persa per sempre

Adesso me la faccio con un trans argentino,
con le mani in pasta e non solo
Te lo volevo far sapere che è tutta colpa tua
se ho perso la fede nell’amore
Te lo volevo far sapere che è tua la colpa
se oggi mi svendo per sesso
e per un po’ di successo in giallo in libreria

Giornata storta

Oggi sto male, proprio male
Mi sta sul cazzo tutta la gente
Guardo storto pure la gatta morta
e piango ruggine senza ritegno
Il ferramenta m’ha negato il martello
L’ho messo in croce e lì l’ho lasciato,
me ne sono poi andato al supermercato
a comperare una bottiglia di ottimo aceto

Oggi è una giornata di quelle
Mando a fare in culo il prete e la sposa
Sull’altare, mi spiace, non ci so stare
Rubo manette ai carabinieri
e cerco un nemico con cui fumare
Rubo gl’anni al calendario
e ci capisco chiaro
che ho fatto sempre tutto sbagliato,
non a caso pure la morticina di me s’è stufata:
sarà che le ho pestato la coda mille volte
e che l’ho presa sotto
mentre ero ubriaco di luna e serpenti
e del primo canto del gallo

Oggi non mi rompete le palle
altrimenti vi faccio ingoiare i denti,
tutti quanti, e se tenete la dentiera
pure quella
insieme al mio anello di fidanzamento
Oggi ho voglia di benzina
che mi bruci la gola
e d’una sigaretta senza filtro
che m’intasi i polmoni fino a farmi cristonare

Ci sono giornate storte
e altre più peggio che hai sol voglia
di spaccare le rotule a buffoni e commedianti
Ci sono giornate come questa
che riesumi l’accetta indiana,
e metti dentro alla testa un Vhs stronzo,
uno di quelli che ti spingono a rubare al peccato
E tu, Amica mia, non ci puoi fare niente

E’ che mi gira storto
Ho la gola secca e vedo doppio
Non mi sopporta nessuno
Eppure giuro che ho ammazzato per molto meno
E allora, che cazzo c’hanno da tenere su il grugno
Non capisco e me ne fotto

Madre e Figlio

Figlio, oh Figlio mio,
perché hai tagliato le mani
alla Mamma?
Perché le hai fatto questo?
Lei è un po’ così, svampita
Fra le mani le piace
tenere una frusta lunga lunga
uguale a velenoso serpente
E poi le piace tener la testa
fra bianche nuvole
– gravide di primaverile pioggia –
dove nessuno la possa trovare
Le piace farci del male
perché ha un’anima così
Tu però non le dovevi tagliare
le mani, e lasciare intatte le unghie,
lunghe, che graffiano la pelle
e le spalle di me, che ancor oggi resisto
tenendo vivo l’orgoglio dei miei lombi

Figlio mio, un Mostro sei!
Ti dovrei punire per quel che hai fatto
La Mamma non ti perdonerà
quando lo saprà
Verrà da te con la sua bocca
e le zanne lucenti di Luna,
e io non potrò nulla
per portarti in salvo dal suo alito
Accosterà la sua testa alla tua
Ti bacerà sulla bocca
e l’anima te l’avvelenerà
fino a fartela cadere ai piedi,
esausta
senza più un’ombra di divino

Figlio mio, Perduto Seme,
la fossa per te l’ho scavata
Aspetta solo d’esser riempita
Sarà una molto breve attesa

Questa volta, Figlio mio,
ti sei cacciato in guaio
che non ti posso curare

Bella Fanciulla così scema

Bella Fanciulla, ascolta…
tu potrai essere anche una stella,
ma lei è più bella,
I fienili vengono giù
nelle stalle
e gl’uomini ne escono smunti
Credi a me, lei è così, ti spreme
Non hai speranze,
nemmeno ai punti

Hai mai visto Charlie Chaplin
fare a pugni con Hurricane?
Io no, non sarebbe stato divertente
vedere un comico cadere al tappeto
per non rialzarsi mai più
Hai mai visto Marilyn Monroe
a braccetto d’un nano,
d’un nanetto qualunque
uscito da un anonimo circo?
Io no, i nani avranno pure
una virtù da favola
ma portarsela in giro per Hollywood
sa tanto di presa per i fondelli

Dammi retta, Bella Fanciulla,
torna ai fornelli
Ci stanno i tortelli da riempire
e la pasta sfoglia ancora tutta
da stendere, con le tue mani di fata:
ti prego, metti giù quel matterello
e meno lacrime, torna a cucinare
e a fare all’amore come sai
dimenticando ‘sto pazzo sogno
della competizione
Sai meglio di me che ne usciresti
con il capo cosparso di farina,
e forse solo una salata punta
di compassione
Ed è questo che vuoi?

Non far la scena, non fare la Star
Non fare la scema, ti dico, non fare la Star
Sarai pure bella e un fuoco a letto
Lo sai bene, lei è di più d’un giaciglio
Lei è un giglio carnoso, è vertigine
Così asciuga le lacrime e torna in cucina
a fare quello che ti riesce meglio

Lei è molto più di tutto questo
Lei è di più
Lei è più d’un semplice giglio selvatico
Lei è più di tutto
Lei è semplicemente più in alto
d’ogni stella del Creato, e tu, Fanciulla Bella,
non puoi proprio farci niente

Non far la scena, non fare la scema
Fanciulla Bella, lei è più d’una stella
Lei è di più, più di qualunque paragone

Tu torna in cucina e fatti bella per stanotte
Ho fame di te, ho una fame tremenda
Suvvia, adesso basta coi capricci
Basta con le lacrime, basta frignare
Fa’ la scema, fa’ la scema, fa’ la scema
e fammi eccitare a modo tuo, a modo tuo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a “Favole nude e crude. Poesie al di là del buio” di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz e segnalazione “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

  1. furbylla ha detto:

    mmhhh queste non sono molto “nelle mie corde” ma già lo sai 🙂
    cinzia
    p.s. c’è un errore di battitura questo” Oggi ho voglio di benzina”

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ce lo so che non sono nelle tue corde queste. Ma tu, Cinzietta, ben sai che non posso sempre scrivere d’amore. La poesia non è monotematica e guai se lo fosse.

    Grazie per avermi segnalato l’errore, cara Cinzietta. Un errore di battitura ma che subito metto a posto. Bacione grande.

    beppe

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