“MAI RIVOLUZIONARI” di Iannozzi Giuseppe

MAI RIVOLUZIONARI

di Iannozzi Giuseppe

Lenin

Ma i rivoluzionari si fanno i fari lungo i viali a tarda sera
C’è chi ti dice “Adesso scava, trova la verità, fatti la tomba”
E c’è quella che c’ha gl’agganci in politica e in televisione,
e mostra il visone che le ha fatto quella talpa del suo kapò
E non manca il solito che ascolta Stalin e Lenin e i Traditori;
e non manca di certo Benito, vestito di tutto punto di mussolina
che si gratta i coglioni, che un po’ per gioco e un po’ per finta
grida ai quattro venti che qualcuno era comunista
perché stanco d’esser comunista

La televisione però, che gran bella invenzione
Stasera si fanno due o tre piste di bianca, e la Uno bianca
e la strage di Capaci; quanti mostri rapaci
tra Bulli e Pupe, e così va avanti il buon costume,
quello solito di non lamentarsi mai, di star a guardare
le star che piano piano diventano polli d’allevamento

Ma i rivoluzionari si strappano la parrucca, si danno alla nera
Li ritrovi poi al mattino nudi, mezzo ammazzati in un dirupo
All’assemblea di condominio ti dicono che il pogrom, sì,
è un gran casino per i giornali, ma che s’ha da fare per il bene
della nazione, in memoria della Grande Madre Russia

La rivoluzione però, che gran bella invenzione, più della Luna
E che si scopre poi? Che il primo allunato era uno allupato
che aveva stuprato la cognata e le figlie, ma quattro anni ancora
prima della pensione; e la rivoluzione sempre una gran matrioska

Se compri i giornali, guardati le spalle, c’è chi ti fa l’occhiolino
T’ammazza dentro al primo portone in nome della rivoluzione
Se rilasci una ricevuta fiscale, toccati le palle, c’è chi ti si vuol fare
perché gl’hanno detto che c’hai un gran bel culo e non sta bene

Ma i rivoluzionari che gran bel tradimento, tradizione
che si porta avanti col fazzoletto rosso di padre in figlio
Ma i rivoluzionari che strana, che strana illusione, uguali
a un non mai stanco attacco di prolungato meteorismo,
praticamente un fatto piccolo piccolino di nessuna importanza
Signore e Signori, la rivoluzione si sa, cattiva digestione

Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
Mai per il tricolore, mai per la falce e il martello, mai per il nero
Non sto dalla vostra parte, non faccio le parti di nessuno, non sto
Tanto, qui tutti rivoluzionari, sì, ladri pirati o spie e mai uno di spirito
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare

Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare
Mai per il tricolore, mai per la falce e il martello, mai per il nero
Non sto alla vostra corte, non faccio le sniffate di nessuno, non sto
Tanto, qui tutti rivoluzionari, sì, mangiapatate e mai uno di spirito
Ognuno pensa ai propri sogni di pietra, ognuno pena di non pensare

Ma i rivoluzionari si fanno i fari lungo i viali a tarda sera
C’è chi ti dice “Adesso scava, trova la verità, fatti la tomba”
Prótege Dómine, la rivoluzione che pazza punizione

‘Fanculo, qui non è un bordello, non è quello che dici in tivù
‘Fanculo, qui non c’è un reality show per dannati e drogati
‘Fanculo, qui non c’è la tua donna, non c’è quella che ti chiavi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.