Sospeso il processo per l’assassinio di Anna Politkovskaja. La Russia di Putin come quella di Stalin – di Iannozzi Giuseppe

Sospeso il processo per l’assassinio
di Anna Politkovskaja

La Russia di Putin come quella di Stalin

di Iannozzi Giuseppe

Anna Politkovskaja

Anna Politkovskaja

Che il processo per l’assassinio della giornalista Anna Stepanovna Politkovskaja fosse tutta una farsa, in perfetto stile stalinista, non v’era dubbio alcuno. Putin ha raccolto la nefasta eredità di Stalin. Ecco dunque che i giurati hanno dato forfait adducendo una scusa tanto banale quanto incredibile: motivi di salute. Il processo dunque non si farà. Si è in attesa della nomina d’una giuria popolare, il 14 gennaio 2014. La decisione è stata presa oggi, 14 novembre 2013, dal Tribunale cittadino di Mosca. Il procedimento era stato aperto lo scorso 24 luglio, ma parlando di “presunti assassini”; gli imputati, quattro ceceni e un ex ufficiale della polizia moscovita. A darne notizia l’agenzia stampa Interfax.

I tre giuranti hanno notificato di non poter continuare a partecipare alle udienze per motivi di salute o di lavoro. Impossibile procedere, poiché il numero dei giudici popolari è sceso sotto la quota legale di 12.

Anna Stepanovna Politkovskaja, assassinata nell’ottobre del 2006 nell’ascensore di casa sua, è stata una delle avversarie più temibili per Putin. La giornalista non si è mai risparmiata di criticare apertamente l’operato di Vladimir Putin denunciando le sue porcherie al mondo.

putin e berlusconiAperto lo scorso luglio, il processo fu boicottato dai figli di Anna Stepanovna Politkovskaja, Ilia e Vera, che accusarono la Corte d’aver scelto dei giurati senza prima consultarli. Ilia e Vera presero comunque parte alle sedute in Tribunale. Uno degli imputati, Lom-Ali Gaitukayev, è accusato di aver organizzato, per conto di un mandante ignoto (!), l’assassinio della giornalista della Novaya Gazeta. Gaitukayev avrebbe reclutato un ex poliziotto di Mosca, Dmitri Pavliushchenkov, l’ex dirigente della polizia Sergei Khadikurbanov e i fratelli ceceni Rustam, Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, nipoti di Gaitukayev e presunti esecutori materiali dell’omicidio. Nel primo processo, concluso nel 2009, due fratelli, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, erano stati assolti per insufficienza di prove insieme a Khadzhikurbanov, mentre Rustam Makhmudov era ancora latitante e Gaitukayev era stato sentito solo in qualità di testimone. Nel 2010, la Corte Suprema russa, di punto in bianco, ha deciso di annullare la sentenza per gravi vizi procedurali, così, pochi mesi dopo, accogliendo un ricorso della famiglia Politkovskaja, aveva sospeso il processo bis, inviando gli atti alla procura per unificarli con l’inchiesta sul mandante e sul presunto killer, Rustam Makhmudov, nel frattempo catturato in Cecenia. In un processo stralcio, l’ex poliziotto Pavliushchenkov, pur collaborando con la giustizia, è stato condannato a 11 anni di carcere duro per aver pedinato la vittima, partecipato all’organizzazione del delitto e fornito l’arma al killer.

joseph_stalinPutin, parlando della giornalista Politikovskaja, la definì “una critica severa delle autorità in Russia” sottolineando sovrastimata l’importanza datale::“Era ben conosciuta fra i giornalisti, gli attivisti per i diritti umani e in Occidente. Comunque, la sua influenza sulla vita politica russa era minima”. (BBC News, 10 ottobre 2006) Il filosofo francese André Glucksmann, amico della giornalista, non risparmia feroci critiche contro Vladimir Putin, Jacques Chirac e Gerhard Schröder, attraverso le colonne de Il Corriere della sera: “I leader che, in Europa occidentale, fanno il bello e il cattivo tempo, hanno prestato il fianco alla sfrontatezza di Vladimir Vladimirovich. Questo ex ufficiale della Gestapo sovietica (il Kgb) si pavoneggia nei fronzoli di un «democratico puro», come l’ha definito Gerhard Schroeder (ex Cancelliere tedesco e neo-assunto alla Gazprom), il quale gli ha giurato un’amicizia eterna (pagata in contanti). Quanto al presidente francese, non sembra minimamente pentito di avere appuntato la più alta onorificenza della République sul petto d’un Putin. Nessuno dei due, nessuno dei loro simili, ha mai messo il naso negli scritti di Anna Politkovskaja, tanto è il terrore di scoprire le verità pestilenziali che ha pagato con la propria vita”. (3 dicembre 2006)

E’ fuor d’ogni ragionevole dubbio che la Russia di Putin è uguale, se non addirittura peggiore, rispetto a quella di quel pazzo sanguinario che fu Iosif Stalin.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Sospeso il processo per l’assassinio di Anna Politkovskaja. La Russia di Putin come quella di Stalin – di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    che schifo…. e prevedibile..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La Russia di Putin non è meno assassina di quella di Stalin. Questo è poco ma sicuro.

    beppe

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