Dalla Tomba a Te. Poesie dark di Iannozzi Giuseppe

Dalla Tomba a Te

di Iannozzi Giuseppe

buried

IL MARE DI CYBILLA

Il più bello dei mari, il più tenebroso
e pur sempre il più bello non ha incontrato
ancora il tramonto dei miei occhi
Il più bello no, non l’ho ancora navigato

Carco di anni, la pelle di tumori di soli
di albe di sale, oramai vecchio
veglio quella sì tanto sottile linea
là dove il sole colora ora di rosso
ora di nera tempesta il nuovo dì
e quello che invece va a riposare

Le mani che raccolsero abbondanza di pesci,
queste mani marinaie che portarono carezze
sulla liscia pelle di tante amanti
oggi sono così stanche, così tanto
che non è possibile farvi capire, mia Signora,
se non col sibilo profondo che dalla gola
si diparte in un prolungato sospiro

Così bella la vita, gli anni passati
a navigare, a pescare dal mare i frutti
ma solo i più gentili e adulti;
e quelli troppo giovani di nuovo in acqua

Il più bello dei mari, mia Signora,
non l’ho ancora pescato dentro agli occhi
Pria d’intraprendere però l’ultimo viaggio
quanto vorrei per una volta soltanto
perdermi nel pacifico azzurro dell’alma
che gelosamente custodite in petto
E che solo di rado mostrate in un sorriso
con gli occhi ridenti e sì tanto sfuggenti

DALLA TOMBA A TE

Amor mio, Amor Bello, m’hai lasciato
tutto solo a respirar la terra
Le unghie rotte contro le assi della tomba;
di venirne fuori tutto d’un pezzo niente,
neanche pregando per un miracolo
E io che pensavo d’aver in mano quattro assi
e uno per ogni evenienza nel cavo
della manica là dove s’insinua l’ombra
e un solitario gemello d’oro

Amor mio, Amor che ho nelle budella,
ancor accuso nella carne il freddo tocco
uguale a lama di coltello bene a fondo

Amor mio, Amor bello, l’uomo tuo riposa
ma senza quiete: negli occhi chiusi ancora
gli scintilla lo sguardo tuo affilato
tremendo di passione, verde e innaturale

Amor, Amor, Amor, gratto le assi
a occhi chiusi, a occhi chiusi
Non m’arrendo, non m’arrendo mai
Cerco l’aria, la cerco per tornare
a darti l’asso che ti spetta

Cerco l’aria, più della pace la cerco
La cerco per affrontare ancora una volta
il tuo sguardo verde e bello, troppo
per esser d’umana fanciulla!

RONDINE ALL’IMPROVVISO

Sei tornata
Sei tornata a trovarmi
in quella casa che dicesti
che non t’apparteneva più
da quando avevo cominciato
a bere,
per il tuo amore a dar di matto

Sei tornata
col tuo carico di viaggio,
come rondine
che le stagioni le vola al contrario:
sul divano m’hai trovato infreddolito
con accanto soltanto la tivù
e nel bicchiere un carico d’infinità
– di depressione

Sei tornata
Così adesso costretto sono a tremare,
ad aver paura che possa perderti
un’altra volta in quel ristretto spazio
che ci separa
e che è fra gli occhi tuoi e quelli miei

SAGGEZZA E TACCO 12

Sei una ragazza casa e chiesa
Sei proprio una ammodo
E quando sarà giusto il tempo
andrai in paradiso con gli angeli
– e insieme a te di noia creperanno
Sappi però che le cattive ragazze,
quelle che oggi disprezzi,
vanno dappertutto già adesso
senza dover mai chiedere
il permesso

Sei proprio carina, curve su curve
Fai tenerezza,
per questo ti lascio una carezza
e non oso qualcosa di più
Ma sappi che quelle che se la tirano
vanno e vanno a mille all’ora,
e il mondo lo tengono stretto al petto
e fra le gambe,
per allattarlo meglio
Per spremerlo al meglio
delle loro possibilità

Ma tu sei una tipa corretta,
saggezza e tacco 12
Sei uno schianto,
uno schiaffo in faccia a Dio
E un giorno non lontano
incontrerai la felicità,
il perfetto bacio,
quello d’un tiranno tutto per te

BACI DALLA RUSSIA!

Tornata sei dalla fredda Russia
Sei ora qui tutta d’un pezzo
e non m’hai dato neanche del pazzo
per poi ridermi addosso

Tornata sei più fredda che mai
E se anche i tuoi baci son guai
e tanti tanti giammai con la testa,
ti ricordo che non sei passata da me
a buttare i bicchieri di vodka nel camino

Tornata sei e ti sei dimenticata
di dirmi che sei ghiaccio
In fretta e furia sei tornata
con la gioia d’esser viva
e non un perché per me,
non uno che possa dissetare
tutta la nostalgia che bene o male
ho provato durante la tua assenza
E’ questo oggi a farmi male

Tornata sei dalla fredda Russia
Me l’ha detto la tua peggiore amica
che è oggi la mia migliore nemica
Lei mi ha riso addosso
come un tempo usavi tu, mio Gesù
Tornata sei, innevata da capo a piedi,
bianca come una madonna,
e non m’hai detto una parola

Non hai aperto bocca,
non hai bussato alla mia porta
Così per colpa tua mi tocca di partire
per non tornare mai più, mai più
sulle tue labbra di duro ghiaccio

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Dalla Tomba a Te. Poesie dark di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    queste son diverse danno un’idea di “durezza” ma sarà veramente così?
    cinzia

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non direi che sono “dure”. Sono maggiormente versate alla disillusione, ma non dure.

    bacione

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.