LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA. Eleonora Bagarotti la nuova Pivano – di Iannozzi Giuseppe

LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA

Eleonora Bagarotti la nuova Pivano

Laurana editore

di Iannozzi Giuseppe

Con piglioLaurana Editore essenziale, quasi narrativo, Eleonora Bagarotti (www.eleonorabagarotti.it) ha da poco dato alle stampe LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA.
Eleonora Bagarotti, giornalista musicale, è stata per anni ufficio stampa degli Who; ha collaborato con prestigiose riviste quali GQ, Jam, Mucchio Selvaggio e Buscadero; ed è inoltre autrice di diversi libri: Magic Bus. Diario di una rock girl (2001, Editori Riuniti), The Who (2002, Editori Riuniti), Elvis Costello (2006, Editori Riuniti), Ligabue. 1990-2004. In viaggio tra rock, cinema e letteratura (2004, Editori Riuniti), The Who. Testi commentati (2011, Arcana), The Who. Tommy (2012, No Reply). Ha inoltre tradotto in italiano le commedie The real thing di Tom Stoppard e Lifehouse di Pete Townshend.

Eleonora Bagarotti

Eleonora Bagarotti

LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA è qualcosa di più di una semplice biografia. E’ una sorta di diario letterario, attraverso il quale Eleonora Bagarotti lascia parlare Ligabue, riportando lunghi stralci di interviste che il Liga ha rilasciato proprio a lei; ma è anche un viaggio nell’Emilia e nella letteratura di Pier Vittorio Tondelli. Ad esempio, quanti di voi sapevano che Tondelli è stato, e continua ad essere, un fermo punto di riferimento per Luciano Ligabue? E avreste mai immaginato che Tondelli e Ligabue erano vicini di casa e che il Liga, negli anni Ottanta troppo giovane e timido, non ha mai trovato il coraggio di scomodare lo scrittore presentandosi a lui? Se Fernanda Pivano avesse avuto la possibilità di leggere questo lavoro di Eleonora Bagarotti, sono certo che non avrebbe potuto non approvare. Perché l’autrice è la degna erede della storica Pivano.
Eleonora Bagarotti, senza mai essere invadente, lascia parlare a ruota libera Ligabue attraverso generosi stralci di interviste. Non è però questo l’unico punto di forza di LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA, l’autrice infatti non si limita a ritrarre il raccontastorie; la panoramica che viene fatta sull’artista è a trecentosessanta gradi, si parla dunque del suo rapporto con la musica e i songwriter, di poesia, di letteratura, di cinema.

Ligabue

Ligabue

Una non poco lunga gavetta quella di Luciano Ligabue, prima di diventare il Liga, il rocker, il cantastorie che avrebbe riempito l’aeroporto Campovolo di Reggio Emilia con 180mila persone. Non sono però sempre stati lambrusco e popcorn per il Liga. L’inizio è stato difficile, e forse neanche Luciano immaginava che un giorno avrebbe surclassato l’inutile machismo di Vasco Rossi riempiendo gli stadi.
Ligabue nasce a Correggio, il 13 marzo 1960. Nipote di Marcello Ligabue, eroe della Resistenza, consegue un diploma in ragioneria. Non era destino però che Luciano spendesse la sua vita su libri contabili in “dare e avere”. Si arrangia, svolge diversi lavori: ragioniere, bracciante, metalmeccanico, conduttore radiofonico, calciatore, e per un breve periodo milita pure nel PSD, come indipendente. La parentesi politica è breve. A Luciano la politica non piace. Ma se ti regalano una chitarra il minimo che tu possa fare è imparare a suonarla. Il primo singolo ufficiale del Liga risale al 1988, Anime in plexiglass/Bar Mario, con gli OraZero. Prima di questo singolo, il Liga ha scritto tante altre canzoni, di cui oggi si dice insoddisfatto. Negli anni Ottanta, il Liga fa ascoltare le sue canzoni a quante più persone possibili. Teneva un look decisamente diverso da quello che oggi conosciamo. Erano gli anni Ottanta e, volenti o nolenti, se volevi salire su un qualsiasi palco non potevi non essere un po’ punk e non avere i capelli cotonati o arrangiati in una certa maniera (vistosa). Era la moda del tempo e anche se oggi ci fa un po’ sorridere rivederci com’eravamo allora, bene o male, chiunque di noi sia sopravvissuto agli anni Ottanta ha fatto sua la moda di quegli anni irripetibili. Irripetibili perché negli anni Ottanta Reggio Emilia era centro nevralgico, passaggio obbligatorio quasi, per quanti volessero tentare di trovare la propria strada. La via Emilia uno se la doveva fare proprio tutta, a piedi o con mezzi di fortuna, ma doveva farsela.
Sogni di rock’n’roll la canta Pierangelo Bertoli nel suo album Tra me e me (1988); nel 1999 in Sedia elettrica, Bertoli incide Figlio d’un cane; ed è proprio Pierangelo Bertoli a proporre Ligabue al produttore Angelo Carrara. Il primo disco di Ligabue esce nel maggio del 1990, con gli arrangiamenti dei ClanDestino: vengono estratti tre singoli, Balliamo sul mondo, Non è tempo per noi/Figlio d’un cane e Marlon Brando è sempre lui. Ma nell’album ci sono altre chicche, che non faticheranno a diventare dei classici: Piccola stella senza cielo e Bambolina e barracuda. E’ più o meno questo l’esordio di Ligabue.

Ligabue si è imposto come artista molto flessibile, capace di riuscire in un po’ tutti i campi artistici: basti pensare che Radiofreccia, primo lungometraggio del Liga, ha raccolto tantissimi premi (David di Donatello come miglior regista esordiente; Nastro d’argento come miglior regista esordiente; Premio Flaiano alla regia; Globo d’oro; Ciak d’oro come migliore opera prima; Ciak d’oro come migliore film in Vhs). Ma Ligabue è anche uno scrittore molto apprezzato: tra i premi ricevuti, Premio Elsa Morante, Premio città di Fiesole per Fuori e dentro il borgo; Premio speciale Fregene, Premio Fernanda Pivano, Premio Giuseppe Giacosa per La neve se ne frega. E Antonio D’Orrico ha addirittura definito Ligabue il “Raymond Carver italiano”:  “Non abbiamo un Raymond Carver italiano. Mi correggo, non avevamo un Raymond Carver italiano. Ora c’è e si chiama Luciano Ligabue”.

Ma in realtà c’è molto di più da sapere ed è tutto in LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA (Laurana editore) di Eleonora Bagarotti.

LIGABUE. QUESTA E’ LA MIA VITA di Eleonora Bagarotti è una lettura fondamentale per chiunque ami il Liga, ma è anche un libro, un diario letterario che introduce il lettore nel mondo del cinema, della musica e della poesia, e nella letteratura tondelliana e post tondelliana. Ligabue ed Eleonora Bagarotti l’hanno trovata la loro propria strada. E voi?

Su Facebook, Ligabue onora la memoria e l’eredità lasciatici da Lou Reed: “Lou Reed ha cambiato forma e contenuto della canzone rock”Il lavoro che ci ha lasciato, sia in termini poetici sia musicali è monumentale. Un caro saluto a lui e giù il cappello noi”.

Eleonora Bagarotti Ligabue. Questa è la mia vitaLaurana editore – collana: Decibelpp. 144 – Euro 13,00

Un estratto:

È il 15 luglio 2002. Allo Stadio Olimpico di Roma Luciano si rivolge al pubblico: “Allora… voi lo sapete con precisione perché siete qui, questa sera? No, voi ne sapete solo una parte. La parte che sapete voi, e che è bellissima, è quella che avete deciso di essere qua per i motivi vostri. La parte che, forse, non potete sapere è che voi siete qua questa sera perché è successo un fatto, tanti anni fa. E il fatto è legato a un omino che gestiva una balera e… rientrava a casa, la domenica mattina, e tutte le volte diceva al sottoscritto: i musicisti son tutti dei morti di fame. Poi, io, ogni tanto seguivo questo omino nella sua balera e vedevo che questo omino aveva un grandissimo rispetto per qualsiasi musicista di liscio. Finché questo omino, che tutte le settimane mi diceva „i musicisti son tutti dei morti di fame‟, un giorno venne a casa con una chitarra. Io non gliela avevo chiesta. Decise lui di portarmela a casa e quando regali una chitarra a qualcuno lo costringi, quasi, a imparare a suonare. Ecco, voi siete qui perché comunque su questa terra è passato questo omino che, purtroppo, se n‟è andato sette mesi fa e si chiamava Giuanin”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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