URLA DAL CULO. Per Allen Ginsberg – Iannozzi Giuseppe

URLA DAL CULO

Iannozzi Giuseppe

Allen Ginsberg

Allen Ginsberg

Cuori senza utero, trampolieri
che la Luce vedono per un momento soltanto,
precipitano subito in un lago di merda e sangue
alimentato da milioni di giovani vergini straziate
dall’ignoranza, nel nome d’un Pietro pederasta

Trecentosessantacinque crimini al giorno
lavati in lavatrici vendute con dieci anni di garanzia
Pistole contro le tempie degli urlatori sui fili del telefono
Gazze ladre! Vespasiani da Roma in giù,
e a Nord forche di capelli ariani intrecciati da negre mani
tra fantasmi celtici, scalzi a perdersi su frantumi di vetro

Disperati accompagnati da carrelli-anima
pieni di ossa per cani e preservativi d’una misura troppo grassa
Caduti dal precipizio della loro mente,
nei cassonetti rovistano sicuri di trovare piume di pipistrello

Dicono, “Sei gay, esci allo scoperto, fatti accoppare!”
Dicono che le Torri Gemelle un manicomio di telefoni
Dicono che le formiche aumentano a ogni giorno che passa
e che verrà il giorno in cui inevitabile sarà la guerra
fra le rosse e tutte le altre
Dicono che mangiamo polpa di scarafaggi
Dicono che non ci strozziamo perché non lo sappiamo
Dicono che siamo crani venduti al peggiore offerente
Non hanno torto, ho visto la Verità con i miei occhi,
cadeva giù a fiocchi la neve mentre le orecchie venivano
tagliate via a noi condannati da sartine alle prime armi

Il Tedesco grande grasso e grosso ha urlato di lavorare
perché solo il lavoro ci avrebbe condotti dritti all’inferno
Bocche spalancante senza denti hanno urlato,
ma il fumo ha fatto presto a tapparle per sempre

Camminavo giusto ieri sfogando libertà in urla sfiatate,
e un nano urlante ha cagato col culo nudo in avanti
proprio sulla bocca semiaperta d’un negozio alla moda;
s’è poi pulito con le notizie del giorno e al sole ha sorriso
lasciandomi a scoreggiare una preghiera malferma
per la Grande Merda Fumante
Santoni a piedi nudi sono andati giù cagando un po’ di cervello
Nessuno ha prestato loro soccorso; tutti ridendo però
han leccato via con la lingua i fiumi di sangue lungo la Salaria

Il gossipparo l’ho incontrato sull’altare impegnato a dire messa,
a distribuire ostie e vino agli scorpioni presenti intervenuti in massa
In pieno centro città un gorilla dallo zoo fuggito veniva sodomizzato
mentre una vecchia sdentata si dava da fare a staccare pompini
ai ragazzacci troppo molesti davanti alla libreria più radical chic

La partoriente a piedi avanti ha dato al mondo tre morti,
colpa del gas esilarante con Radio Londra pronta sempre
a trasmettere cattive notizie e mai una canzone
di liberazione, una scarica di jazz tra Monk e Peterson

Detestabili
– uno due tre quattro nessuno
Penne d’oca sempre ben dentro
al calamaio nero nero nero nero
di epiche prostituzioni de panza

Cuori senza utero, carie mal otturate,
caro vi è soltanto il prezzo che vi date
calandovi in maschere veneziane,
aprendovi a tarda notte solamente nelle calli
ansimando come mantici di orrori cosmici

Fantasmi urlanti,
striscianti serpenti
affamati ululanti
cani uggiolanti,
che gran buco di culo avete avuto!
Buco di culo tappato per tempo
prima ancora che scadesse il termine
dei trecentosessantacinque alla mezzanotte

Buco di culo dato anno dopo anno
e mai più tornato indietro

Che gran buco, che gran buco!
Maledetto e tappato per tempo
senza pagare il conto a nessuno

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a URLA DAL CULO. Per Allen Ginsberg – Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    Ma che cosa scrivi? Parole che toccano le buone maniere.
    Non puoi cambiare il mondo, queste tue parodie fanno capire la tua ribellione,non tutti abbiamo un cuore di pietra che ce ne freghiamo di tutto e di tutti; ma molti di noi hanno l’intelligenza per capire chi se ne frega, delle cose e di noi
    Sei PaSSopaSSo questa è la verità non è che ora ti senti sedato? 😉
    Per farti ben dormire ti dedico :

    L’acqua della fonte
    suona il suo tamburo
    d’argento.
    Gli alberi
    tessono il vento
    e i fiori lo tingono
    di profumo.
    Una ragnatela
    immensa
    fa della luna
    una stella.

    Federico Garcia Lorca

    Buonanotte!!
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Che bello, mi hai detto che sono paSSopaSSopaSSo… era da un po’ che non me lo dicevi e mi mancava la tua dolcezza di dirmi paSSopaSSopaSSo.

    Che ci vuoi fare, Mya RegYna. Lo so che non è poesia che ti aggrada. E’ poesia di rivolta che fa riferimento alla beat generation, e quella che hai letto è un omaggio ad Allen Ginsberg, che era forse paSSopaSSo, ma che ha minato alle radici il perbenismo americano e la sua ipocrisia. Howl, uno dei lavori più forti di Ginsberg fu portato in processo perché offendeva la morale. Ma Allen fu assolto. Succedeva negli anni 50, Mya RegYna. Posso capire che non ti piaccia questo modo di far poesia, di ribellarsi, ma c’è e a me piace. E io adoro Allen Ginsberg, non a caso è un omaggio che ho fatto al grande Cantore dell’America.

    Sì, dopo averla scritta ed essermi almeno un poco sfogato mi sento un po’ sedato. Ma non abbastanza.

    ♥ ♥ ♥ Bacetti e leKKattine dal tuo Orsetto paSSiSSimo 😉 ♥ ♥ ♥

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