Lou Reed morto a 71 anni – a cura di Iannozzi Giuseppe

Lou Reed morto a 71 anni

a cura di Iannozzi Giuseppe

Lou Reed

Lou Reed

Lou Reed è morto a 71 anni, secondo quanto è rimbalzato dai siti americani per subito diffondersi in tutto il mondo. L’eroe maudit dei Velvet Underground aveva subito un trapianto di fegato nel maggio scorso.

Lou, figlio della buona borghesia ebraica di New York, si diede una missione fin da subito, nel Village ribollente degli anni ’60: scandalizzare la crema benpensante da cui proveniva, introducendo nel rock stardom il concetto di diversità, le storie negate dei loser.
Andy Wahrol s’innamorerà dell’estro di questo ragazzotto e per lui e con lui inventerà i Velvet Underground.

A dare la tragica notizia, Rolling Stone nel suo sito online. Per il sito della celebre rivista, le cause della morte sarebbero sconosciute. Il leader dei Velvet Underground era nato il 2 marzo del 1942 a Brooklyn

Lou Reed, vero nome Louis Allen Reed già dalla nascita (2 marzo 1942), voleva fare il musicista, traendo ispirazione dal rock and roll. Suona la chitarra e incide presto un singolo con una band semisconosciuta chiamata The Shades. Ma la sua attività e i suoi orientamenti sessuali preoccupano non poco i genitori che lo rinchiudono in un centro psichiatrico per farlo curare; Lou viene così sottoposto all’elettroshock, evento traumatico questo che cambia in maniera radicale la sua vita. All’inizio degli anni 60 si iscrive alla Syracuse University dove studia con il poeta Delmore Schwartz, che influenza non poco la linea lirica di Lou. Si sposta poi a New York dove diventa compositore pop professionale per la Pickwick Record. Lì conosce John Cale, con il quale nel 1966 fonderà i Velvet Underground. Il famoso album con la banana in copertina arriva nel 1967, si chiama The Velvet Underground & Nico, ed è prodotto da Andy Warhol.

Nel ‘68 esce White Light/White Heat. Ma è a Londra che nel 1970 incide il suo primo album solista. A Londra, nei primi anni ’70, incontra David Bowie e nasce così la loro collaborazione. Con Bowie inizia anche la trasformazione, ovvero il look glam del 1972, ed ecco così partorito Transformer che lancia Lou Reed facendo di lui presto un idolo da prendere a modello. Del 1973 è il suo capolavoro maledetto, Berlin, che parla di una coppia di tossicodipendenti. Nella sua lunga carriera, fatta di colpi di scena, nel 2000 l’artista esce con Ecstasy che ricorda il Lou Reed degli anni Settanta. Tra gli ultimi lavori The Raven, del 2003, tratto dalle poesie di Edgar Alla Poe. Nell’aprile 2008 si è sposato con una cerimonia privata in Colorado con la compagna Laurie Anderson. Nel maggio del 2013, Lou Reed si era sottoposto ad un trapianto di fegato. Pareva fosse tutto a posto.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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9 risposte a Lou Reed morto a 71 anni – a cura di Iannozzi Giuseppe

  1. annamaria49 ha detto:

    Una vita intensa, non conoscevo bene la storia, grazie per quest’articolo impeccabile.
    Mi associo a Vany nella preghiera.
    un caro saluto
    annamaria

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Carissima Vany,

    non so quanto tu conoscessi Lou Reed. Ma con lui se ne è andato un pezzo enorme della musica, un pezzo da novanta, come pochi.

    Io sono molto legato a Lou Reed, per diversi motivi, anche letterari. Il discorso sarebbe molto lungo, occuperebbe centinaia di pagine.
    Basti pensare all’esperienza con i Velvet Underground e Andy Warhol.

    Ci rimangono i suoi dischi, le sue opere, che da tempo sono un must per la cultura.

    ♥ orsetto di VaNY

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Un vero peccato non conoscere la storia di Lou Reed e la sua musica. Ha fatto la Storia.

    Un caro saluto a te, cara Annamaria

    beppe

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  4. Paolo ha detto:

    Una di quelle notizie che lascia orfani tutti quelli che vivono l’arte in maniera profonda e senza barriere di nessun tipo. Ciao LOU ci mancherai e molto….
    Un saluto a Giuseppe e a tutti Voi lettori. LACQUA Paolo.

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  5. furbylla ha detto:

    è un vuoto vero..
    cinzia

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  6. Luan ha detto:

    Lotta all’ultimo epitaffio sui social per la morte di Lou Reed… senso del ridicolo no?

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Radical chic che hanno modo e tempo per far finta di beccarsi. Chi dei due – che non cito per non fargli pubblicità perché il fine ultimo di entrambi è poi solo quello di farsi una dannata pubblicità tant’è che la non-notizia, meno di un gossip di strada, è stata battuta in primis da, e non diciamolo… tanto non frega a nessuno – ha detto più fesserie? Non lo so e non me ne frega. Quello che invece è grave, anzi gravissimo, è che si dia rilevanza a ‘sti due. D’altro canto non sono nuovi: campioni di gazzarra per spostare l’attenzione su sé stessi.

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Paolo, dici bene. La scomparsa di Lou Reed ci ha lasciati tutti un po’ orfani. Con lui se n’è andato un pezzo di storia e non solo di rock. Il poeta dell’America dei loser, ma anche l’amico di Andy Warhol, di Patti Smith, di Cohen, e di tanti altri che hanno contribuito in maniera radicale a scrivere l’altro volta dell’America. Senza Lou Reed, probabile, che l’America non avrebbe conosciuto un certo tipo di ribellione sociale. Tutti noi gli dobbiamo molto.

    Un caro saluto a te, Paolo.

    Ciao LOU, ci mancherai. Ma la tua eredità è immensa.

    beppe

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