Iannozzi Giuseppe recensisce la candida vuotezza di Marco Candida

La candida vuotezza del ricordo di Daniel

Marco Candida fa un buco nell’acqua

di Iannozzi Giuseppe

Il ricordo di Daniel - Marco Candida

Non è la quasi totale assenza di trama il peggior difetto de Il ricordo di Daniel di Marco Candida. Siamo purtroppo di fronte a una pletora di pensieri slegati, che avrebbero la pretesa di dar corpo a un romanzo: questo sì, è l’errore bell’e compiuto. Pensieri elementari, talvolta privi di un significato intellegibile, candidamente varcano i confini delle cento, delle duecento e delle trecento pagine, per dar luogo a una vuotezza assoluta. Non c’è stile. Con estremo candore l’autore si è spinto ben oltre i confini dell’assenza di stile. Ben al di sotto del minimalismo ricercato e voluto, Daniel si caratterizza (ma è fin troppo generoso eufemismo) per essere catena di anelli slegati, di pensieri talmente brevi o brevissimi che, il più delle volte, sfociano in una imbarazzante elementarità. Una emorragia di parole parole parole che non diventano mai romanzo; di tanto in tanto, tutt’al più un episodio di vita, ma incoerente, spezzato, fuori posto, fuori tempo massimo, superfluo.

Per farla facile, in maniera candida, Daniel è una noia di pensierini scolastici, banali, e non poche volte al di sotto dell’elementarità. Un tizio esce dal coma dopo un tot di tempo. Non si riconosce. Non sa. Si interroga. Non cava un ragno dal buco. Ha paura. Teme che il suo passato sia un falso. La realtà che gli si para davanti è nebulosa. Cade in paranoia. Immagina il suo passato una mistificazione che continua nel presente. Non si fida. Non sa. Semplicemente non sa. Non c’è altro da aggiungere. Questo è Daniel.

In prima battuta, Il ricordo di Daniel apparve online su Vibrisse bollettino di Giulio Mozzi.
Il tentativo dell’autore, forse consapevolmente forse no, è stato quello di produrre una forma mentis sulla falsariga del superbo La misteriosa fiamma della regina Loana di Umberto Eco? Sia come sia, al limite Daniel potrebbe essere mero esercizio scrittorio, una prima grezza bozza per un qualcosa che non è stato sviluppato.

 Il ricordo di Daniel – Marco Candida – Anordest edizioni – collana: linea controcorrente – ISBN 9788896742914 – pagine: 335 – prezzo: € 12,90

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Iannozzi Giuseppe recensisce la candida vuotezza di Marco Candida

  1. Felice Muolo ha detto:

    Ti sei fatto un nemico amico di Mozzi.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Obbe’, diavolaccio, adesso piango. 😉

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