Frankenstein e la bimba. Di Giuseppe Iannozzi & promo “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni)

Frankenstein e la bimba

di Giuseppe Iannozzi

frankie


promo culturale

frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)
Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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Regina in Autunno

a Romantica Vany
che è Regina d’ogni stagione

Il cancello del giardino
con passo stanco attraverso
e infine busso piano piano
alla tua porta che muta rimane
Ad attendermi un turbine
di foglie sullo zerbino arcobaleno
I tuoi gatti mi si fanno dappresso
Miagolano forte, cercano le mie mani
nelle tasche infreddolite;
faccio loro una carezza sotto il mento
e subito fuggono via dispettosi,
egoisti e felici, a modo loro
più coscienti di me delle stagioni,
degl’amori consumati a lume di candela

Imprecando, di nuovo busso
Chiamo il tuo nome, ti chiamo Regina
Risponde il tuo cagnolino e il silenzio
Come un fesso rimango sull’uscio
con la coda fra le gambe
Busso allora duro con il pugno chiuso
fino a sbucciarmi ben bene le nocche;
non rispondi, ma dispettoso
un riccio di castagna mi becca in testa
ricordandomi che è l’autunno
e che nel bosco ti devo cercare

LA MIA CAREZZA

In un soffio
una carezza
che attraversi
cuore e mente
– dolcemente -,
perché dia vita
alla vita

Col sogno
che portiamo
da mane a sera
– bagaglio di soli
e di notti, fiato
dei nostri polmoni -,
semplicemente
la mia mano stringe la tua
e su te si posa,
una foglia dal vento portata
e nel mondo navigata

Così teneri
ci ricorderemo al mondo,
alle tante lacrime
che le ère hanno visto
in chi come noi, prima di noi
Così eterni saremo sempre
per la bellezza che amiamo

GIULIA

Il mattino non è ancora venuto
Ma in questa casa che è piena di te
c’è ancora il sapore della tua assenza
Oh Giulia, Giulia, perché l’hai fatto?
perché hai lasciato soltanto il tuo cuore
nel mio – come un soldato prigioniero
sulla linea di confine?

Se stringo le mani per impotenza
è perché ancora cerco la tua stretta,
il sapore delle tue dita pizzicate
dalle mie labbra ignoranti e amorevoli
Se piango, se rido, è per quella pazzia
così dolce che m’insegnasti a non dar via
E ora sono giusto un soldato prigioniero
e ogni passo avanti è uno indietro,
un avanzare lentamente, inesorabilmente
incontro all’impietosa faccia della morte

La notte non s’è ancora arrestata
sul mio petto, ma è come se buio eterno
abbia messo radici in ogni singola memoria,
mentre affannato spazzo via la polvere
dalle fotografie che mi ricordano di te
E dal vento caduto dentro al crepuscolo
è sempre l’eco della tua voce
che mi dà per disperso – come un soldato
in mani nemiche, in balia del Giorno
del Giudizio

Oh Giulia, Giulia, perché l’hai fatto?
Avevo te e avevo tutto
E poi, in un niente, son rimasto cieco
a combattere sulla linea di confine
E poi, in un batter di ciglia, ho pianto
un infinito perdere te

Oh Giulia, Giulia, (come) potrò mai
dimenticare? con quale coraggio
confessare amaro è l’amore
agli amici che ci sapevano felici?

Il mattino non s’è ancora svegliato
e la notte non ha sbadigliato l’ultimo colpo
Però, davvero, non ho più forza di resistere
Però, davvero, non ho più volontà di vivere
Così dal vento caduto dentro al crepuscolo
infinitamente invoco il tuo nome
per ricordare me a me e com’era bello
il tuo volto addormentato sul mio
– uguale a un impossibile miracolo
di voce disperata, di amore di piombo

UNA SUICIDA

E’ caduta, come un’immortale distrazione
La sua anima è pozza di sangue sull’asfalto
E la gente riposa lo sguardo sul corpo scomposto
piangendo risate mischiate a quelle dell’ambulanza
in lontananza, perché è morta con gli occhi al cielo
Ma la parrucca è ancora gioco di travestimenti

SENZA FINE

Era tanto tempo fa
che ti dicevo amore
Era poco tempo fa
che ti chiamavo rosa
Morivo e vivevo solo per te
in un crimine senza fine

NEVE AL SOLE

Quando rivedrai l’uomo
che ieri amasti,
lo saprai neve al sole
Quando mi piangerai
per l’ultima volta,
sarò io l’ultima verità
tra mille stelle alpine
che nascono sotto il peso
dei tuoi piedi a camminare
questa terra di speranze
nel sangue sconfitte e tradite

LUCE

Giorno. Mattino. E?
E perché noi svegli,
sospesi – cisposi sguardi
stancano la luce
perché notte sia presto.

DOPO DI NOI

Dal tempo spazzati
nebbia rimaniamo,
solo un favore dato
a chi dopo di noi:
una quasi memoria
in un’uguale rabbia
piegata piagata
Spezzata

R.I.P.

Non esiste
l’assoluta solitudine
né il suo fragile corpo
Esistiamo però noi,
cadaveri in vita

e

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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