Gordiano Lupi. Intervista all’autore per “Gloria Guida. La Marilyn Monroe degli anni ’70” (Il Foglio letterario) – di Giuseppe Iannozzi

GLORIA GUIDA

La Marilyn Monroe degli anni ’70

Intervista a Gordiano Lupi

Il Foglio LetterarioEuro 4,90

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 1487 KB
Lunghezza stampa: 183
Editore: Il Foglio letterario (1 maggio 2013)
Lingua: Italiano
ASIN: B00CM6DVZG

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Gloria Guida, La Marilyn degli anni '70 - Gordiano Lupi

Gloria Guida, La Marilyn degli anni ’70 – Gordiano Lupi

Il Foglio letterario - di Gordiano Lupi1. Gordiano Lupi, nell’introduzione all’ebook GLORIA GUIDA. La Marilyn Monroe degli anni ’70 (Il Foglio letterario), scrivi: “Il sogno biondo della mia generazione: Gloria Guida. Era tanto che mi dicevo che qualcosa sul suo cinema lo dovevo proprio scrivere. Una sorta di debito di riconoscenza, un omaggio, un metaforico mazzo di rose al primo amore da studente. Perché di Gloria Guida, inutile negarlo, siamo stati innamorati tutti”. E’ fuor di dubbio che tutti, chi più chi meno, sono stati innamorati di Gloria Guida, grande attrice di notevole bellezza, di una bellezza che è difficile oggi riscontrare in altre persone del mondo dello spettacolo. Insieme ad Edwige Fenech, Gloria Guida ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano. Per quali motivi ti sei innamorato dell’ingenua bionda seducente bellezza di Gloria Guida, così tanto da scrivere, finalmente un libro su di lei?

ebookSono da sempre un appassionato di cinema, un cinefago più che un cinefilo, nel senso che mangio cinema, divoro pellicole, di ogni tipo.  La commedia sexy – rappresentata da bellezze come Gloria Guida e Edwige Fenech – a mio avviso ha un suo valore, come cinema d’intrattenimento, senza pretese, consapevole del suo ruolo. Credo che riprenda il gusto salace delle commedie di Plauto, irriverenti, scurrili, blasfeme, ma con garbo, con ironia, pure quando la battuta è greve. Gloria Guida è il simbolo di un’epoca in cui la repressione sessuale imperante portava i ragazzini al cinema per sognare quel che nella realtà non era facile vedere. E poi era (ed è ancora) bellissima. Impossibile non innamorarsi…

2. Gloria Guida ha all’attivo parecchi film. Ne parli bene nel tuo libro, citando “La ragazzina” (1974), “La minorenne” (1974), “Blue Jeans” (1975), “La novizia” (1975), “Quell’età maliziosa” (1975). In poco tempo Gloria Guida diventa una vera e propria icona, del sesso anche. Gloria Guida, nei suoi film, interpreta quasi sempre ruoli fortemente erotici ma mai volgari. Oggi invece l’erotismo cinematografico, tranne per poche e rare eccezioni, è perlopiù maschilista e intriso d’una volgarità fine a sé stessa. A tuo avviso, Gordiano Lupi, qual è la qualità principe dei film con Gloria Guida attrice, film – è bene sottolinearlo – che a distanza di anni non hanno né il loro fascino né la loro attualità?

Non direi che Gloria Guida sia mai stata un’icona del sesso, caso mai della malizia. Il suo ruolo era quasi sempre quello della studentessa, della ragazzina che affascinava adulti e coetanei. Le sue pellicole – viste oggi – sono cinema per educande. Mio figlio si è meravigliato che fossero vietate e aborrite da femministe e critica. Mia moglie – rivedendole con me – mi ha detto: “E cosa c’era di scandaloso in certi film?”. Proprio questo è il loro fascino. Sono film divertenti, che non invecchiano, che si rivedono volentieri a distanza di anni. Il television movie che va tanto di moda oggi è già vecchio prima di uscire nelle sale.

Gloria Guida

Gloria Guida

3. Il tuo, anzi il nostro sogno biondo ci è stato rapito da Johnny Dorelli, che l’attrice conosce in teatro. Ha una figlia e per un po’ di tempo continua a calcare il palco, in teatro. Poi quasi più niente. In ogni caso non vanno dimenticati film quali “La casa stregata”, con Renato Pozzetto, e “Sesso e volentieri” (1982). Nel 1988 un film per la tivù, “Festa di compleanno”. Tra il 2009 e il 2010, Gloria Guida torna a fare l’attrice nella serie televisiva “Fratelli Benvenuti”, una produzione Mediaset, che però viene interrotta a seguito di una scarsa audience. Ma Gloria Guida continua, giustamente, a rimanere nell’immaginario di tanti suoi estimatori oltreché nella storia del cinema italiano. Qual è il segreto di Gloria Guida, bellezza infinita a parte?

Bisognerebbe chiederlo a lei. Nel mio libro ho messo diverse foto di oggi, persino in copertina. Sembra una quarantenne. E pensare che è diventata nonna da poco!

4. Credo che ben pochi non abbiano visto almeno una volta “La liceale”, film che avrà diversi sequel e che, con intelligente ironia, mettono in evidenza le avances di professori e non solo. Tu, Gordiano Lupi, pensi che un film come “La liceale”, se venisse girato oggi, susciterebbe le ire delle nuove femministe? Ieri, in strada, si gridava “l’utero è mio e me lo gestisco io”. Uno slogan questo che non mi è mai piaciuto granché, perché spoglia la donna della sua femminilità. In questo particolare momento storico, un femminismo becero e a tratti ipocrita sta crocifiggendo la femminilità, quasi che sia questa un difetto e non un valore umano – che a ragione dovrebbe essere invece esaltato e amato da uomini e donne. Tu, Gordiano Lupi, che ne pensi delle nuove crociate femministe che oggi invadono le strade e che imbrattano non poche pagine di giornali, e di libri anche (perlopiù inutili e sessuofobi)?

Il film che io ricordo criticato dalle femministe di Piombino è Quell’età maliziosa (interpretato anche da Nino Castelnuovo, girato all’Isola d’Elba, in parte erotico, ma soprattutto melodrammatico, introspettivo) ma anche Peccati di gioventù (una storia a tinte cupe che racconta un amore lesbico), direi scioccamente contestati, ché le nostre femministe neppure sapevano di cosa parlavano quei film. Contestavano il simbolo, la bellezza di Gloria Guida contro la loro stupidità, non avevano mai visto una pellicola. Ricordo ancora quel sit-in davanti al cinema Metropolitan. Volevano impedirci di entrare! Oggi non credo che le femministe (m ci sono ancora?) contesterebbero cose simili, penso che abbiano altri comportamenti più riprovevoli da stigmatizzare.

5. Scrivi: “L’ideale femminile dei ragazzi anni Settanta è una donna bella, spregiudicata, interessata all’aspetto sessuale della vita, soprattutto senza grilli per la testa. Alla base di questi film c’è soprattutto il sesso e le storie raccontano la vita senza fermarsi troppo a commentare rivoluzioni sessuali, ansie giovanili, grandi ribellioni studentesche del Sessantotto e del Settantacinque”. Qual è l’ideale femminile dei ragazzi del dopo 2010… la Santanchè o la Boldrini?

Bisognerebbe chiederlo ai ragazzi del 2010, io è da tempo che non lo sono più… posso dirti che il mio ideale di donna andava da Gloria Guida a Lilli Carati, passando per Edwige Fenech, Carmen Villani e Laura Antonelli, senza disdegnare Stefania Sandrelli e Monica Vitti. I ragazzi di oggi credo che siano per bellezze più anoressiche, più televisive e costruite.

6. Ieri come oggi la censura non perde tempo a fare strage di pellicole e libri innocenti: “[…] (un film innocente come “La ragazzina” di Mario Imperoli venne ritirato dalla circolazione) rendeva la vita difficile”. E ancora: “L’Italia democristiana, bigotta e baciapile subì lo scandalo incalzante della commedia sexy e delle nuove lolite che si chiamavano Gloria Guida, Laura Antonelli e Ornella Muti”. Neanche poi troppo all’orizzonte, quello che si profila oggi è il ritorno di una politica democristiana. Nel nostro tempo ci sono ancora delle lolite che fanno sognare, e se sì, tu, Gordiano Lupi, pensi che verranno presto censurate dalla stupidità oscurantista dei nuovi imperanti baciapile?

Perché la Democrazia Cristiana ha mai smesso di governarci? A parte gli scherzi, sì che ci sono le lolite, solo che sono soltanto lolite, non sono capaci di recitare… Non era così per le lolite cinematografiche degli anni Settanta.

Gloria Guida  - Quella età maliziosa

Gloria Guida – Quella età maliziosa

7. La censura arriva soprattutto dalle frange democristiane. Ma ieri, un articolo del 14 luglio 1974 a firma Claudio Quarantotto su Il Borghese (giornale di destra) salva Gloria Guida e “La ragazzina”. Per strano che possa sembrare, ieri come oggi, chi maggiormente adopra la censura apparterrebbe alla sinistra e a quelle frange politiche che sulla carta si dichiarano moderate. Come te lo spieghi?

Claudio Quarantotto era un critico strano, alternativo, è stato uno dei primi ad amare un certo tipo di cinema e certe attrici, nonostante scrivesse su un giornale neofascista come Il Borghese. No, la censura allora era nelle mani della Democrazia Cristiana e dei pretori baciapile un po’ di destra. Oggi la censura non esiste più, ma da un pezzo, da quando cominciò a sbracarsi sul porno e sui cinema a luci rosse (anni Ottanta). Marco Giusti scrive sul Manifesto ed è uno dei più importanti critici che ha contribuito a rivalutare quel cinema scollacciato e plautino. Veltroni prima di lui, parlando sull’Unità in termini entusiastici di un film come Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (che di trash aveva solo il titolo), interpretato da una grande Fenech.

8. “Fico d’India” (1980), per la regia di Steno, film che lancia anche Diego Abatantuono, vede Gloria Guida al massimo del suo splendore. Gloria non è più doppiata, finalmente recita e rivela così d’essere una vera attrice. Seguono “Bollenti spiriti” (1981) per la regia di Giorgio Capitani, e due film cult, “La casa stregata” (1982 – commedia, parodia del genere horror), scritto diretto e girato da Bruno Corbucci, e “Sesso e volentieri” (1982) per la regia di Dino Risi che però non riesce a riesumare la commedia sexy all’italiana. Dopo l’esperienza cinematografica con Dino Risi, Gloria Guida lavora perlopiù sui palchi del teatro italiano in compagnia del marito Johnny Dorelli. Cosa ci hanno lasciato questi film, e, soprattutto, hanno cambiato il modo di far cinema in Italia?

No, non hanno cambiato il modo di far cinema in Italia. Restano commedie di limitato valore, non sono capolavori, ma prodotti dignitosi. Quelle che tu citi sono tra le migliori interpretate da Gloria Guida. Fico d’India è commedia all’italiana allo stato puro, forse la mia preferita del suo periodo alto. Steno era un maestro (ma certo che ha fatto di meglio!) e qui dirige con autorità due grandi attori comici come Pozzetto e Maccione, con la Guida nel ruolo di bellezza contesa. Capitani e Corbucci sono altri due ottimi artigiani, Risi è un genio della commedia, ma i loro lavori che vedono la Guida interprete non sono indimenticabili. Importanti nella carriera dell’attrice perché sono i primi film che la vedono all’opera con storie più elaborate e guidata da registi interessanti. Prima c’era stato René Cardona Junior che aveva diretto la Guida in un horror fantastico avventuroso: Il triangolo delle Bermuda, al fianco niente meno che di John Huston.

9. Chi oggi potrebbe essere l’erede di Gloria Guida?

Non ne vedo. Non esiste più quel tipo di cinema. Non ha senso fare certi paragoni. E poi la stessa Guida è tornata al vecchio amore: canta, come i primi tempi. Inoltre c’è la televisione che la impegna molto, fa la giurata nei talent show, imita Raffaella Carrà, Patty Pravo in Tale e Quale Show. Mi obbliga persino a guardare la televisione. Io che la odio come poche cose al mondo…

10. “Gloria Guida rientrerebbe volentieri nel mondo del cinema, accetterebbe anche una parte erotica, se la storia fosse interessante. In tempi recenti è stata lanciata anche l’idea – forse una boutade – di un film che vedesse protagoniste Gloria Guida e Edwige Fenech, e due rivali d’un tempo. In ogni caso se Gloria Guida vuol tornare a fare cinema, noi la seguiremo anche se non sarà la stessa cosa di trent’anni fa. Speriamo che non scelga una storia di sesso torrido, perché i ricordi di adolescente cadrebbero come foglie al vento e l’immagine della bionda liceale svanirebbe nella memoria”. Se Gloria Guida dovesse tornare sul grande schermo, che consigli le daresti? In che tipo di ruolo la vedresti bene?

Quella considerazione è ormai datata. Mi pare che Gloria Guida abbia rilasciato l’intervista che citi una decina di anni fa. Ormai il solo ruolo possibile sarebbe quello della giovane nonna (come nella realtà), ancora bella e piacente, ma certo ben lontano dalle componenti sexy d’un tempo. Com’è giusto che sia, in fondo. Ogni stagione della vita ha i suoi lati interessanti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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