Conte di madonne e puttane – di Giuseppe Iannozzi & promo “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta)

Conte di madonne e puttane

di Giuseppe Iannozzi

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Vittima di me stesso, della mia bellezza, certo che sì
Niente ho lasciato al caso, non un pelo
Lo sguardo tale e quale a quello d’un vecchio teschio,
il sorriso assassino di Paganini e la pelata dannunziana

Non c’è femmina che non cada presto ai miei piedi
pregando e supplicando, tenendo alto il Crocifisso,
mentendo al pari di Giuda, piangendo peggio
che in Via col Vento; non dico forse il vero, donne?

Di streghe ho fatto strage, tutte son venute
a cavallo della mia scopa dicendomi bello più di Gesù
Non una l’ho lasciata alle fiamme dell’eterno foco,
nel mio abbraccio le lacrime loro ho consolato
cantando e stonando meglio di Shakespeare e Britney Spears
Ventenni trentenni quarantenni, cinquantenni e sessantenni…
settantenni e ottantenni, e più mature ancora, tutte,
proprio tutte han saggiato il sapore del giovane mio virgulto
mai sazio d’imbiancare la pelosa fica; non dico forse il vero?

Fra le gambe bagnandosi ben bene,
la pelata tutte han benedetto e leccato,
lasciandosi poi andare a vertiginosi gemiti
che tosto l’han fatto venir duro pure a San Pietro lassù
Sulle orme del Codice Da Vinci, più Demone che Angelo,
su ogni donna ho lasciato il segno del mio Caravaggio,
del distratto coraggio di sposare insieme madonne e puttane
Bionde rosse e brune, quale la differenza? Femmine,
anime con più d’un pertugio da riempire e straziare

C’è forse altro da sapere? Forse che sì forse che no,
ma prima di continuare, lasciate che vi dica chiaro e tondo
che la morale dei benpensanti mai ha reso felice una donna

Per letti e cimiteri le belle le ho portate e poi seppellite;
e alle brutte e stagionate uguale trattamento ho riservato,
curandomi bene di non esser un domani ricordato maschilista
E della bontà mia mai contento, nel giorno dei Morti
dalle mie amate sempre corro curandomi di tappar bene
l’ano la bocca e la figa loro

Giù in paese san di me cazzi e mazzi
E per tutti son io Il Conte di madonne e puttane,
e, porco Diavolo, di questo solamente vado fiero


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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