Il Drago & lo Scrittore. Poesie impressionistiche di Giuseppe Iannozzi + promo ”L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

Il Drago & lo Scrittore

di Giuseppe Iannozzi

Train wreck at Montparnasse (1895)

Train wreck at Montparnasse (1895)


promo culturale

frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

L'ultimo segreto di Nietzsche - Iannozzi Giuseppe
L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)

Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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E’ MAI STATO VERO?

compare, non tirare a campare!
solo appare e scompare, niente è eterno

quando fai chiodo un punto fermo
solo ti appunti in agenda la fine all’inferno

economico profilattico, si viene in fretta
ma più tenero il morire lento, lento, lento

mantieni la calma, almeno quella
se non riesci a star dietro alla tua nera stella
la fortuna si porta fuori del caffè a tarda notte
chiede in una risata di scoparla o darle botte
ti ha ascoltato respirare pesante, compare!
appare e scompare, appare nel ventre e scompare
scompare perché niente, proprio niente è inferno
fino in fondo
così è ogni fine, imperfetta

quando ti crocifiggi in un letto di semantiche
solo ti prostituisci al viola delle chiese

l’amore, l’hai creduto perfetto come il primo errore in paradiso
l’odio, l’hai creduto perfetto come l’eterna caduta di lucifero
l’uomo, l’hai creduto a immagine e somiglianza di dio
la donna, l’hai creduta a immagine e somiglianza dell’uomo
ma quando, quando tutto questo è mai stato vero?
Dio è un’ipotesi di cui non dovresti aver bisogno (*)

suvvia! il cappello reggilo in testa anche quando il vento
perché, compare, non ha senso tirare a campare tanto per
[ solo ti appunti in agenda la fine all’inferno ]
perché, compare, scopare e amare sono uguale morire
[ ma più tenero il morire lento, lento, lento ]
perché appare e scompare, perché ogni fine è imperfetta
così è, così è

(*) riadattamento d’una massima di Pierre-Simon de Laplace

COME SEMPRE

sarò indifferenza, un passo dopo l’altro
sarò una morte improvvisa, giustificata

sarò puro fino alla fine dei tempi, perché
sarò tiranno come sempre nel mio metro

QUESTA FINE

era meglio morire da piccoli
piuttosto che fare questa fine da grandi
questa figura da stronzi
lo scambio di coppie, il naso da pinocchio
e tutto l’amore lasciato e fucilato alle spalle

la filosofia storta di schopenhauer, la vecchia perpetua
la sonata di bach e i segni rossi della maestrina sul diario
della vita

ma quale significato e significato in tutto questo?
quando piccoli la morte sarebbe stata dolce
come un cappuccetto rotto a letto, una distrazione

e invece oggi è ancora questo pontificare
dire una preghiera in pubblico e farne un’altra in privato
aspettando il colpo finale che metta la parola fine
a questa figura da stronzi, a questa fine da grandi stronzi

era meglio morire da piccoli
piuttosto che mortificarsi nel tropo perfetto
nella filosofia d’un bicchiere mezzo pieno, mezzo vuoto
nelle scarpe troppo grandi di charlie chaplin
ma del resto, della vita frega una sega a nessuno
quando non è a rischio il proprio privato interesse
quando tutti gli altri a morire per un miserabile pane

era meglio, e invece il prezzo del significato ancora
ancora senza significato
era meglio, e invece i segni rossi della maestrina sul diario
della vita
e tutto l’amore lasciato e fucilato alle spalle

IL GIORNO DELL’ESECUZIONE

e mi porterai davanti al plotone d’esecuzione
per una promessa di lacrime non mantenuta
e mi dirai che il fuoco sarà la bocca della verità
e io solo spegnerò gli occhi miei davanti ai tuoi

CENT’ANNI E UN GIORNO

campò cent’anni di realtà e un giorno allo specchio
solo per veder schiattare amici e nemici tutti d’un colpo
solo per riconoscere il suo proprio viso rasato di fresco
senza testimoni

SPECIALE

Ti ricordi, ricordi che ti ho amata?
Come ti ho, quanto ti ho amata?
Come una stella – diritto di credere
al Paradiso e all’Inferno; ed eravamo bravi
a incontrarci nello specchio d’un tè caldo,
ed era solo un giorno che sapeva di Marzo.
Ma così speciale che non ti pareva vera
la Mano di Dio e la sua promessa
d’un’Eternità un po’ migliore di quella
scandita dai nostri cuori nella fretta
del mio orologio in precipitosa attesa
d’un treno sottoposto alla confusione
che sempre c’è dove Partenze e Arrivi.
E come e quanto, se oggi ancora
un ricordo di me ti ricorda a Te? E quale,
oggi la tua Stazione?

‘NA SEGA

perché mi racconti dell’eternità
quando stai tirando le cuoia?
l’amore non è per sempre
e non c’è illusione o perdizione
che valga la pena d’una sega
mia amata, mia amante! si proceda
per l’amen e l’identificazione
perché
si sa che della vita non v’è certezza

d’un morto amore ancor meno!

METAFORA PERFETTA!

Tra binari, partenze e arrivi
in eterna confusione, gridavi:
“Dove sei finito? Dove, dove
il sussultante e infuriato
vagone? Forse il bersaglio
non sa centrare?”

Il vagone,
finto addormentato,
sta sul suo binario
ma nascosto, sbuffando fumo,
producendo l’inizio
d’un ferroso cigolio
oltre le identità di Pessoa
per amor d’una Metafora
vicina e lontana,
infuriata e comoda
come il Significato di Dio,
come il peloso Culo
dell’uomo scimmia in attesa
di bruciare carbone nel grembo
della Locomotiva. O forse
solo in attesa di trovar conforto
in un’annoiata loffa.

LARGHE SPIRE DI FUMO

Solo il c14 potrà dire
se Cesare o il Che siano stati.
E se devo scegliere chi meglio,
chi più vero per me, ti dirò il Che
fumando un sigaro cubano,
perché del Che
noi abbiamo forse le ossa
e qualcosa di più, la storia
che è documento d’amore
e non semplice bandiera al vento;
di Cesare, invece,
solo le tristi campagne militari
e i suoi libri, cenere negli occhi,
e questa immutata Roma ladrona.
Meglio il fumo
che spando in larghe spire, o no?

IL DRAGO & LO SCRITTORE

le scarpe al chiodo appenderai
quando fuoco il drago sputerà
nessuna amicizia salvarti potrà

in poco meno d’un momento
la vita la dirai, la darai al vento
tu, vano scrittore, che hai assassinato
il tuo tempo per un vile tornaconto

NELLE VENE DELLA TERRA

passerà, passerà anche questa guerra
e questo giorno che dura da sempre
in immutabile sconfitta di uomini
come numeri strappati dal calendario

passerà ma non si potrà mai dimenticare
tutto il sangue versato nelle vene della terra

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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