Un’altra Marilyn n. 5 (poesie dark) di Giuseppe Iannozzi + promo ”L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

Un’altra Marilyn n. 5

di Giuseppe Iannozzi

vampiro


promo culturale

frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

L_ULTIMO_SEGRETO_DI_NIETZSCHE
L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)

Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

freccia Leggi su Cicorivolta edizioni dei brani estratti dal romanzo
freccia
Leggi la recensione di Dario Bentivoglio sul sito Cicorivolta edizioni
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LA FELTRINELLIIBSLibreriaUniversitariaUNILIBROAMAZON.IT


Alice nel Paese delle Meraviglie

Hai fatto la fine di Alice?
Oddio, hai leccato quel gelato
di quel tipo strano, tutto nudo,
tranne che per un impermeabile
lungo lungo e nero nero

Lo sai che non devi dar retta
a chi non conosci, mai e poi mai
Quello, te lo assicuro io,
ha approfittato della tua innocenza
per portarti in quella lisergica landa
che è “Il paese delle Meraviglie”
E così facendo ti ha strappata a me,
che ti amo tanto, che ti amo tanto

Adesso io piango e mi dispero
Mi strappo i capelli
Invoco il tuo nome a tarda notte
Frastornato giro per casa,
metto su la moka per un caffè
e intanto mangio una brioche
Conto le stelle e le rughe sulla fronte
Mi dico che non ho un bell’aspetto,
che sto invecchiando di brutto,
e lo specchio annuisce
Apro la strada a fughe di gas
cercando di farla finita
una volta per sempre
Ma qualcosa va sempre storto
e al mattino mi trovo lungo steso
legato al mio lettino

Una virago in camice bianco mi sorride
ed allora chiudo gli occhi,
perché non voglio vedere
la sua gola cavernosa
profonda come il culo dell’inferno
E poi un pizzicore m’invade,
le membra si rilassano
troppo per i miei gusti
Apro brevemente gli occhi
e lei è sempre innanzi a me:
ride a squarciagola,
certi “do” di petto
tra singhiozzi e risate
che metterebbero in allarme
pure quel traditore di Belzebù

Poi non capisco più niente
Crollo, affondo, vado a fondo
Sogno, sogno di te, di com’era bello
alzarsi tutte le mattine
e darti il buongiorno con un bacio
sulla fronte sussurrandoti all’orecchio
che tu saresti stata per sempre
la mia unica e sola bambina
Tu tacevi, mordevi il fazzoletto
Facevi i pugni
fino a farti bianche le nocche
Io ti avvertivo con dolcezza
di mantenere la calma, altrimenti le corde
ti avrebbero stretta ancor più forte

Dio, mio Dio!, quanto mi manchi,
quanto mi manca tutto questo
Non puoi neanche immaginare
Non puoi capire quanto forte
il mio amore per te,
perché noi siamo nati
per stare insieme legati
per tutta la vita

Un giorno ti sei slegata
e hai chiamato la polizia,
poi hai leccato il gelato
di quel tipo strano tutto nudo
tranne che per un impermeabile
lungo lungo e nero nero
E sei andata via con lui

Siamo nati per stare insieme legati
Dio mio, dio mio, dio mio!
Possibile che tu non l’abbia capito?

Summer Rain

Nell’equilibrio precario del mio canto
tendo la mano, a te, Sconosciuto:
sogni il mio volto che non ti parla
E mi sconvolgi con occhi di blu
E mi allontani con carezza di vento

E mi avvicini, per un momento,
poi ti soffi via, al di là di tutto
Potrò mai insegnarti il dolore?

Il mare è calmo come non mai:
s’odono solo flutti sull’imbarcadero
dove siedo, pensando: “Ora, il tuffo!”
Ma il cuore è in procella
E non capisco cosa siamo, in fondo, noi
E non capisco chi siamo, in fondo, noi

Il cielo s’accompagna al blu,
al mare, ai tuoi occhi e alle nuvole
che solcano l’orizzonte e l’infinito
Ho visto gl’occhi tuoi di sconosciuto
No, non li posso dimenticare
No, non lo posso fare

Ti lascio carezzare i miei capelli:
carezze di vento la tua generosità,
profondità di cielo e mare
ma confusa, confusa come me,
illusa, illusa, illusa come me
Così lo capirai da te, Sconosciuto,
che non posso tuffare il mio sogno in te
oltre l’orizzonte che ti sa meglio di me,
che ti affascina più di me col suo languore

Ho una pioggia estiva che vuol piovere
Ho un sogno inespresso che vuol vivere
Ho un pugno di sabbia e la tentazione d’un tuffo
Ho te che non sei accanto a me
Potrò mai insegnarti il dolore?
Potrò mai dedicarti un po’ d’amore?
Ma non capisco cosa siamo, in fondo, noi
Ma non capisco chi siamo, in fondo, noi

C’è languore negl’occhi tuoi infiniti
che si sposano all’orizzonte, al di là di tutto,
che si tuffano nell’orizzonte, al di là di tutto
C’è il tuo profilo scalzo come i miei piedi
che toccano dolcemente il pelo dell’acqua
C’è solitudine e la tua bocca che è nuvola
che carezza i miei capelli di salsedine al vento
E tu, Sconosciuto, ti ostini a non capire
che stai giocando i giorni miei,
che stai annegando i sogni miei
No, non mi basta più sapere
che potresti regalarmi una pioggia estiva nel cuore,
che potresti regalarmi una pioggia estiva nel cuore

E mi avvicini, per un momento
Potrò mai insegnarti il dolore,
con una carezza che sia mia?

Sappi che,
che non potrò accontentarmi
fino in fondo
con questa pioggia estiva nel cuore
(Non capisco mai cosa siamo, in fondo, noi)

Sappi che,
che non potrò amarti più di così
se questa pioggia estiva non finirà
(Non capisco mai chi siamo, in fondo, noi)

Marosi e morosi

Ed ecco i marosi
che s’abbattono sulla spiaggia:
sputano schiuma
e un po’ di rabbia,
come infiammati morosi,
cercando gli occhi stranieri
di lei,
di lei che vive benedetta
nella luce di Apollo.
Tracciano scie,
quasi tracce a pelle
sulla grana della sabbia;
poi si ritirano
affondando impetuosità
nel mare e nella sua vastità.

Gitta la fanciulla un’occhiata
al mare e pensa: “Che fare!”
Ah, sottrarsi al richiamo
d’un bagno non le è possibile!
Eppure un pensiero la lega alla terra,
alla Notte di San Lorenzo,
ai desideri che forse saranno
espressi e compresi
prima che sia finito l’anno.
Poi garrula risata le incide sorriso,
e quasi di sé dimentica dona il viso
alla luce di Apollo.
Come Sirena apre la voce in canto,
e il piedino immerge
nel vanto del mare salso,
lasciando che i marosi,
timidi, un poco l’avvolgano.

“Tornerò!” – quasi grida,
mentre resiste l’apnea e la sfida.

E tornata che è a riva,
raccoglie una conchiglia:
ne ascolta la voce di diva
e s’immagina colta giunchiglia,
dalla terra strappata e amata
da un più reale moroso
che non quel maroso,
che la voleva metter alla prova
reggendola a fondo, in apnea,
con la sua impetuosità.

L’asciuga Apollo
ora che è distesa sulla sabbia,
ora che mira i confini della spiaggia.
Ma lei sogna la terra e un’ampolla
d’acqua dolce, un bacio e un Angelo.

Marilyn Monroe N. 5
(la ballata nera del Prete Bello)

In memoria di Goffredo Parise

Attenta, attenta, attenta all’uomo!
Si crede Marilyn Monroe
Si bagna d’una goccia di Chanel N.5
Quest’estate la sente calda, calda, calda
Non ha una ragione per dirsi annoiato

Quest’estate vuol esser baciato, baciato
Questa volta vuole un’inesperta ragazzina
La vuole tenera, la vuole cenerina
La vuole, la vuole biondina e bellina
Perché gli insegni una favola di miele
Perché gli strappi dal cuore il fiele

Attenta, attenta, attenta all’uomo!
E’ giovane e trasandato e un po’ scocciato
Butta giù il profumo come fosse vin santo
Questa estate la sente sola, sola, sola
Non ha una ragione per non baciarti

Questa notte vuole una follia o Cristo Risorto
Questa volta vuole una Maddalena o Giuda
Questa notte d’estate, la vuole, la vuole tutta
Perché gli metta il brivido del sesso addosso
Perché, al limite, gli scagli addosso un sasso

Tu, tu, ragazzina, resta sull’attenti sempre
Tu, tu, biondina, cenerina, dàgli un riparo
E non amarlo subito donandogli i seni puntuti
E non amarlo mettendogli il diavolo in bocca
Solo illudilo, solo illudilo, solo illudilo
Solo sudalo, solo sudalo, solo sudalo

Si crede la Monroe ed ha l’alito pesante
(Spolperebbe le ossa dei morti)
Si crede la Monroe, si crede un Vampiro
(Dissanguerebbe l’Amore tutto in un rutto)
Si crede sexy ed ha la tubercolosi che gli fa le pulci
Si crede tutto lui, si crede poeta, si crede bello

Biondina, cenerina, dammi retta!
Ti accompagnerebbe nel segreto del confessionale
Cenerina, biondina, dammi retta!
Ti stenderebbe sull’altare benedicendo la tua carne
Ed è questo che vuoi?
Ti direbbe che è il Prete Bello
(E ti stenderebbe sul suo petto)
Ed è questo che vuoi? Ed è questo che vuoi?
Ed è questo… La sua goccia di Chanel N. 5
Ed è questo che vuoi? Ed è questo che vuoi?
Vuoi davvero essere un’altra Fedora?

E’ solo un uomo, non prestargli attenzione

Attenta, attenta, attenta all’uomo!
Al profumo che si trascina addosso
(Come un bagno che crolla da solo)

Attenta, attenta, attenta all’uomo!
Al destino che s’investe addosso
(Come un tram che prende sotto)

E’ un uomo, non prestargli attenzione
Vuoi davvero essere un’altra Fedora?
Vuoi davvero essere un’altra donna sola?
Biondina, cenerina, ricorda, ricordati
E’ solo un’altra Monroe N. 5 sull’attenti
Biondina, cenerina, ricorda, ricordati
E’ solo un’altra Monroe N. 5 puntata su di te
Biondina, cenerina, ricorda, ricordati
E’ solo un altro uomo che muore
Per un’idea sbagliata, per un’idea sbagliata

Quest’estate la sente calda, calda, calda
Non ha una ragione per dirsi annoiato
Ma sarà l’ultima, sarà l’ultima impostura
Quest’estate la sente sola, sola, sola
Ma sarà l’ultima, sarà l’ultima notte d’amore
Per un’idea sbagliata, per un’idea sbagliata

Ultimo giorno d’estate

Vivi questo giorno come fosse l’ultimo:
lo sai che non sei alla sua altezza
Il vento nostalgia, avaro avanzo nelle tasche
E’ lei è troppo bella, troppo preziosa
perché possa riscaldarti le mani sul suo cuore,
sul suo seno di mattutina rugiada e sole d’estate

Vivi questo, il poco che hai e non hai
perché è l’ultimo giorno d’estate;
poi sarà sol più il riflesso del sole,
e l’inverno

L’ultimo bacio

Ti ho amata per l’ultimo bacio
che mi desti in una lacrima,
piangendo il cuore fra le gambe

Ti ho desiderata per l’ultima tentazione
che mi offristi in ginocchio, in preghiera,
forzando il vuoto dell’anima con un sogno

Ti ho amata per avermi insegnato l’amore,
l’importanza d’un uomo solo e la sua paura

Ali di cera

Ti darò ancora uno sguardo, mentre muoio
Ti darò ancora e ancora un fascino abusato
Ti darò tutto quello che posso, amore d’estate!

Ma non ti darò il cuore, che è mio e sa il gelo
dell’inverno, mentr’ora sfioro con ali di cera il sole

Una puttanata

Lasciami, lasciami vivere completamente
Questo è il mio ultimo giorno sulla terra
E non ho un altro cuore da dare via

Lasciami, lasciami morire infinitamente
Questo cuore è costretto a darsi in un’altra via

E’ forse una puttanata, ma altro non ho

Orizzonte di tormento

Sei stata la sola, la più importante
Ma scivola fra le mani il niente
Il tuo sorriso, però, non sono stato capace
di dartelo indietro
Il tuo sguardo, però, l’ho fatto mio rapace,
morendo, sognando il tuo didietro

Ti piangerò così, senza amarti più, di spalle
Ti amerò così, senza piangerti più, di spalle

Ancora e ancora, fino a quando avrò fato e fiato,
sempre cavalcando il nostro orizzonte di tormento

Ancora e ancora, fino a quando avrò una lacrima di sesso,
sempre disegnando le curve del tuo culo che m’ha fatto fesso

Vampire

Vampira, fatti prendere in giro!
Adesso mi dovrai baciare
o mordere tenerezza

Vampira, fatti desiderare col cuore!
Adesso mi prenderai per il collo,
ma amo come dissangui il mio fallo

Vampira mia, fatti ragazzina!
Questa verga d’Aronne vuole te,
il segreto nascosto fra le tue gonne
No, non lascerò l’anima tua da sola
a godere tutta l’estasi e la bellezza
che ho qui, tesa, groppo in gola

Vampira mia, facciamo mattina!
L’alba ci scoprirà colpevoli di vita,
la notte ci amerà in sudate grida

Vampira, amo le lunghe tue unghie
che graffiano pelle e spalle
Vampira, amo la tua infernale bocca
che succhia il mio sangue nella tua fica
Vampira, amo il tuo culo a cuore
che mi spinge a venire con sano furore

Oh, Vampira! Fatti, fatti mia!
Torna ragazzina e fammi fare mattina
Anche se ti prendo in giro per amarti
Anche se ti chiedo tenerezza per violarti

Vampira sei! Vampira tu, vampiro io

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Un’altra Marilyn n. 5 (poesie dark) di Giuseppe Iannozzi + promo ”L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

  1. furbylla ha detto:

    non tutte son nelle mie corse ma ultimo giorno d’estate mi è scivolata dentro..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Immaginavo che non erano nelle tue corde. 😉
    Però non mi dispiacciono. Quella che preferisco io è “Marilyn Monroe N. 5” che è dedicata al grandissimo Goffredo Parise.

    Anche queste erano delle sole, ma le ho messe a posto dopo un po’ di sano lavoro di bulino.

    bacione

    beppe

    Mi piace

  3. Carlos Benito ha detto:

    e vero caro amico Beppe. non se può perdere un sogno affondato nel silenzio.
    un forte abbracco Carlos

    Mi piace

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Credo proprio di sì, caro Carlos.

    Un forte abbraccio a te, Amico

    beppe

    Mi piace

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