RASOIO DI PASSIONI. Poesie coheniane di Giuseppe Iannozzi illustrate da Chatterly + promo ”La lebbra” di G. Iannozzi

RASOIO DI PASSIONI

di Giuseppe Iannozzi

The Fighters by Chatterly

The Fighters by Chatterly

The Fighters è Opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

TSUNAMI

a Valeria Chatterly Rosenkreutz,
che mi ha insegnato la Perfezione
con l’amore dell’Arte

Questa notte
Questa notte la tristezza
Ma tu conducimi dove l’amore
Insegnami una perversione

Questa notte
Questa notte la perfezione
Se mi dirai di sì
Se mi prenderai fra il velluto delle tue gambe

Questa notte, dov’è l’amore?
Legami al tuo sangue
O regalami a un gioco mortale
Con un bacio o un rasoio

Non senti anche tu le onde del mare?
Sono voci di sirene che si fanno incubi

Mi accompagnasti sotto un ciliegio in fiore
Non era molto tempo fa
Sorridevi e tacevi ogni parola
Solo lasciavi che prendessi il tuo sapore
E l’erba era fresca
E il vento soffiava i nostri nomi

Ma questa notte, questa notte è diversa
C’è il mare che non riposa
C’è il tuo triste cuore che si agita nel mio petto
E noi affoghiamo il respiro nel dolore, Tsunami

Le vene mi si spezzano su scogli di solitudine
E le tempie bruciano sangue
Manca il tuo respiro in questa notte

Non era molto tempo fa
Che respiravamo baci per dissetare la sete
Ma tutto passa, anche la voglia di vivere
Tutto passa, anche l’amore e il dolore
Che ti faceva religione in me

Questa notte
Questa notte la tristezza
Ma tu portami dove l’amore
Insegnami una morte veloce
Mentre ti bacio fra le gambe
O con un rasoio di perfetta perversione
Mentre ci culla il mare in tempesta
E le sirene urlano orgasmi

Cranio rasato
C’è l’onda della tua seta nera
Celebro così la prima sconfitta
Affondo il volto nei tuoi capelli, Tsunami

Conducimi in salvo
In quella Terra misteriosa
Dove regna Amore
Noi sapevamo dov’era

Condannami alla salvezza
Con una perversione che sia più grande di noi
Con una perfezione che sia più dell’Amore

Questa notte
Questa notte la solitudine
Questa notte la perfezione
Se mi dirai di sì
Che si può cavalcare l’onda nera, Tsunami
Senza respirare mai più
Senza respirare mai più

QUANDO PIOVE

Vieni solo quando piove
Senza chiedere permesso,
di me tu fai quel che vuoi.
Vai poi via piena di te stessa.

Mi chiedo come andrà a finire
questa storia; sarà forse un rasoio
e un po’ di sangue nel canale di scolo,
o un ombrello rotto sotto la pioggia.
Non ha senso aspettarmi di più,
battere il tempo e stargli dietro,
cantare poi la nostra canzone al Sole.

Meglio definire la parola Fine,
ora, ora che sta piovendo. E
che ti so così vicina. E sola,
bagnata ma in mio possesso.

QUEL RASOIO 

Maria, lo so che sei femmina,
ma io ho speso l’ultimo biglietto
e non c’è niente che tu possa fare
perché venga ancora nel tuo letto.
Ho solo una poesia che non ami
e le tasche bucate. Ma spero che,
che stasera aprirai quel cassetto
accanto al tuo letto di sudori e odori:
c’è una vecchia Bibbia, e penso che,
che potrebbe tenerti compagnia
prima del sonno, dopo il sesso anale
con un rasoio diverso dal mio.

LA FABBRICA

E ora t’accompagnerai con uomo:
i suoi occhi come fabbriche ti diranno
che l’amore l’hai prostituito al fumo.
Piangerai, piangerai. Dirai che non è vero.
Il tuo cuore pomperà sangue e lacrime,
passione e pena. E, per quanto assurdo,
sarai felice di vivere e morire per lui
che ha un contratto a tempo indeterminato
con la fabbrica, che accoglie chi non è
più nessuno.

ULTIMA TENTAZIONE

Piacerebbe viverti accanto,
guardare il tuo sorriso svegliarsi,
andare per campi a mietere amore.

Ieri ho incontrato il parroco
che mi ha spiegato
quanto e quanto spietato è l’amore:
non sapevo che scusa inventargli
per dimostragli il contrario.
Mi nasceva un singhiozzo in gola,
e lui, il bastardo, lo sapeva
che ti avrei persa tra le fila
delle donne comandate a pregare
per un dolore più grande del mio.
Il tuo rosario
– è meglio che tu lo sappia –
non l’ho mai sopportato:
legavi il mio collo con quella croce,
trovavi fosse eccitante il soffocamento,
l’anima mia
che s’arrovesciava negli occhi.

Piacerebbe amarti completamente,
so però che hai un altro più famoso di me
che reclama la religione della tua fica;
così credo che oggi andrò a incontrare dio:
mi hanno assicurato
che ha un suo binario morto
e che un uomo sa percorrerlo senza paura
fino alla fine, senza mai voltarsi indietro.

Piacerebbe viverti accanto e dentro,
come un aborto o un rasoio per le vene.
I tuoi polsi mi hanno eccitato sin dall’inizio,
anche quando legavi il mio respiro al letto
e affannavi su me il tuo fragile corpo in una croce
che fosse per te il mio venire con il fiato spezzato.

Oh, quanto ti vorrei sapere
dove muore la cronaca nera!

Ho in bocca il sapore della prima sigaretta,
e nella testa l’ultima nudità di Maddalena;
ho in bocca il risveglio del primo caffè
e nel bassoventre la vuotezza che mi hai spremuto;
ho un incubo di polsi tagliati e un sogno soffocato,
e nel cuore tutto l’amore che più non saprai.

Piacerebbe farmi ombra a te accanto
almeno per un ultimo infinito momento,
anche se un uomo non torna indietro mai.
Anche se un uomo non torna indietro mai.

UN’ALTRA SANTITA’

Ragazza di strada,
la tua boccuccia è impegnata,
o che altro? Con chi pontifica
quando non è sulla mia?

Sorride, stacca via la Fede
a Gesù Bambino.

Ragazza di strada,
cancella quella bianca scissione
che ti fa il sorriso un po’ così e così.
E giocami a letto verginità.
O l’espressione d’un’altra
Santità.

COME ATTACCO DI PANICO

Sei il giorno, Serena?
O un universo
che a pezzi cade
nel canto d’una sirena?

Come attacco di panico
abbatti castelli di carte,
poi sogni ch’era un sogno.
Le mani incastrate fra i capelli
ti tradiscono ancora una volta,
ti ricordano chi sei stata
e chi ti ha voluta a sé accanto.

Un fosco angelo ti scrive il suo nome
mentre riposi l’anima sulla sua piuma.
Ti ha fatto del male ma anche del bene:
adesso hai proprio bisogno d’una doccia
e d’un’amica che ti stia ad ascoltare.

Sei serena
quando la notte viene?
O ti agiti fra lenzuola
stringendo il cuscino?

Come una donna in urlo
gridi il silenzio
perché sei Serena
ma sempre fuori tempo!


Non dimenticare di leggere l’anteprima de LA LEBBRA di Giuseppe Iannozzi (immagine di copertina di Chatterly) – Il Foglio letterario, a ottobre in libreria.

La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

La lebbra – Giuseppe Iannozzi – Il Foglio letterario

Il Foglio letterario

Il foglio letterario

a ottobre in tutte le migliori librerie

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, Beppe Iannozzi, consigli letterari, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, LA LEBBRA, poesia, promo culturale, società e costume, Valeria Chatterly Rosenkreutz e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a RASOIO DI PASSIONI. Poesie coheniane di Giuseppe Iannozzi illustrate da Chatterly + promo ”La lebbra” di G. Iannozzi

  1. furbylla ha detto:

    stai regalando a Chatterly dei post stupendi..e meritati. non so perchè ma attacco di panico è quella che preferisco..
    Buongiorno 🙂
    cinzia

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In verità io continuo a “rubare” le Opere di Chatterly per illustrare le mie poesie e fargliene poi dono. Mi sa tanto che è sempre Chatterly a farmi regali. Non riuscirò mai a sdebitarmi con lei. 😉

    Le dovrei fare un monumento a Chatterly, altro che poesie. In ogni caso queste erano proprio vecchie, erando poco più che delle idee, vecchie di 9 anni. Quando le pubblicai la prima volta, tantissimi anni or sono, non era affatto così. Erano delle sole. Sono sempre più convinto che la poesia è ispirazione, ma l’ispirazione da sola non è sufficiente. Occorre che la poesia maturi nell’animo, che rimanga nell’animo di chi l’ha pensata per un bel po’ di tempo, prima che il poeta, o sedicente tale, riesca a conferirgli forma e quindi qualità. Queste, poi, di poesie mi sono riuscite particolarmente bene, sia sotto il profilo del contenuto che sotto quello dello stile. Ne sono davvero contento e spro che a Chatterly piacciano, ma sono certo di sì. Hanno quel piglio coheniano sospeso fra spiritualità ed erotismo. C’è phatos non disgiunto dal dionisiaco e dall’apollineo.

    Chissà come mai proprio “Attacco di panico”, ma ci avrei messo entrambe le mani sul fuoco. 🙂

    Bacione, Cinzietta

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.