My Immortal Muse. Poesie dark di Giuseppe Iannozzi illustrate da Chatterly e a Lei dedicate

My Immortal Muse

di Giuseppe Iannozzi

Rivality by Chatterly

Rivality by Chatterly

Rivality è Opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

a Valeria Chatterly Rosenkreutz,
con immenso affetto, stima e gratitudine

FETISH

Un miraggio
si distingue appena
nella pena della santità,
mentre allarga le gambe
sedendo un epitaffio.
Lasciando il corpo adagiato
– quasi – a scomposta croce.
E’ sol l’ombra a pesare
più del nero vestito
sul bianco crociato.
Ma chissà!

RITRATTO CRIPTICO

Non che sia grande verità
divorare
con lo sguardo del folle
la memoria;
al volto amato,
per diletto o intelletto,
non si guarda in faccia.
Ma qualche volta, sì.

Così spesso ti chiedo
se quella farfalla volò
su un chiodo
o si posò
in un gioco di cornici,
lasciando al vuoto
il perso ritratto!

Ma è la noia d’uno
che ha tempo da sprecare
nell’evoluzione
d’un pensiero di sé stanco,
per poi masticare,
nell’inflazione
del passato del futuro assieme,
chiacchiere.
Che tu sappia è giusto.
Mai questo frammento l’ho tradito
nel far branco
degli uomini avvinazzati:
ogni speranza m’è balsamo
nell’indecisione affranta.

ALL’ALBA

Corsi lo sguardo tra le genti,
nei fumi mescolati all’alba stanca,
sempre cercando al desio
un appiglio che fosse almeno
distratta fortuna:
il tuo fiato sveglio sul letto
o l’illusorietà d’un angelo in volo.

ZINGARA

Della mano conosco la carta data
e il suo doppio nel contrario contraffatto,
Zingara!

UN GIOVANE, UN VECCHIO

Il vecchio mi raccontava
d’una gioventù andata nel bicchiere,
lasciando scivolare breve sguardo
su vuote bottiglie,
poi gli occhi nello specchio
a lui di fronte
nell’implacabilità del tempo,
occhi pronti a scappare
nei miei assetati di conoscenza.

CAREZZA

In una prebenda
non ti accomodare
a fare all’amore:
ogni ricevuta carezza
la restituiresti
con accorta freddezza
per guadagnare
della notte il malaffare.

LIBRORUM SIBYLLARUM ANTISTES

Sibila Sibilla
“Distruzione!”
nel grido di Stilicone,
là dov’ergeva
– sul Palatino –
di Apollo il tempio.

E d’Augusto
rimane il pianto.

SILENZIO DI PAURA

Nel Silenzio stillante
stava una goccia di sangue.
Ma non la Morte.

Silenzio di Paura
era non vivere,
non morire.

IMMORTALITA’

Mille versi bruciarono
coccolati da immortale fiamma.
E del poeta il ritratto rimase appeso,
plagiato nel cantar sempre il vanto.

SESSANTOTTO

Vent’anni li lasciò al vento
abbracciando violenza
senza scampo.

SOGNO

Ansante respiro,
poi vertigine
cadendo giù,
dormendo
del sogno
l’imbarazzo.

CIGNO

Ho amato la sfumatura
e dell’anima la smagliatura.

Ho amato il dolore
e dell’olore la curva d’amore.

MY IMMORTAL MUSE

Let me be
a dream
in your blind eyes.

Let me be
a dream
in your sensual soul.

I adore you
in silence,
when you’re here
and not.

You enchant me
and then plague me
with your mere presence.

I could image the uncertainty
that had spread on your face,
the trouble of stumbling upon me.

I’ve learned
to take every image.
I’ve learned
to take every fantasy.

Please, surround me,
surround me
with a dark glance
and let me be a dream
in your blind eyes.

Please, surround me
with your holy soul.

Please, surround me
Please, surround me
with your fantasies.

You’re
My Immortal Muse.

RITRATTI MIGNON

1. La piazza gremita urlava rabbia. Nel generale sconquasso cercava l’occhio perso in un’allucinazione, ma subito fu un’altra manganellata. Poi, sol più il buio dominò l’occhio rimasto spalancato nel distorto fermoimmagine dell’accaduto.

2. Chiuse il quaderno. Non ebbe più nulla da rimpiangere. Gli rimase però il rimorso: il troppo inchiostro impiegato per scrivere pensieri. D’ora in poi avrebbe sol più pensato di scrivere e strappar via ragnatele dalla memoria per deporre origami sul suo corpo addormentato.

3. “Ciao!”
“Come stai?”
“Come sempre.”
Silenzio.
“Bene o male?”
Sorrise il figlio alla vecchia madre, mentre ella attendeva risposta. Ma solo ottenne altro silenzio. Le doveva bastare, per sempre.

4. Faceva freddo: la neve era tanta e i piedi affondavano nella sua verginità. Il cielo grigio gli piaceva: era come la sua anima. Si sentì felice. Continuò a spiare i volti dei vecchi che correvano a nascondersi in chiesa. I soldi per un caffè caldo ce li aveva. Ringraziò il Cielo ma non Dio.

5. Odiava il padre, la lingua che menava la sua giovane schiena: non sapeva quante strie, ma tutte bruciavano. Troppo giovane perché non si ribellasse, perché non uccidesse il pomo d’Adamo che l’aveva originato in un inganno per dirlo al mondo “bastardo”.


Non dimenticare di leggere l’anteprima de LA LEBBRA di Giuseppe Iannozzi (immagine di copertina di Chatterly) – Il Foglio letterario, a ottobre in libreria.

La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

La lebbra – Giuseppe Iannozzi – Il Foglio letterario

Il Foglio letterario

Il foglio letterario

a ottobre in tutte le migliori librerie

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, Beppe Iannozzi, consigli letterari, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, LA LEBBRA, poesia, promo culturale, racconti brevi, società e costume, Valeria Chatterly Rosenkreutz e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.