Io il Lupo cattivo. Poesiole ironiche di Iannozzi Giuseppe + promo “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni)

Io il Lupo cattivo

di Iannozzi Giuseppe

io lupo cattivo

io lupo cattivo


promo culturale

frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

cico_feltrinelli

L'ultimo segreto di Nietzsche - Iannozzi Giuseppe

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)
Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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freccia
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4 Lovers

mangio pane sottocosto
la neve fiocca veloce
la donna di picche vende calze a rete
ho una pena di penne nel taschino pieno
eppure il nodo della cravatta è perfetto

mangio
dormo sul mio cuscino di penne d’oca
fingo d’esser maestro in fotografia
è ora di censurare il mio io dall’inguine in giù
le tue rughe non fanno più effetto
la scimmia suggerisce che la vecchiaia porta via e basta
ma io leggo Platone e i Vangeli
testa o croce, una monetina è una ricchezza
per la tua bellezza alla moda

mangio di gran voglia
l’erba voglio cresce nel giardino del vicino
l’avviso di sfratto e la tv satellitare a scrocco
il profilattico questa volta ha tenuto
Buddha mi passa una mano buona
stasera mangio pesce bollito prima che puzzi

rischio di caduta repubblica italiana
gli spaghetti al dente, occhio per occhio
la più bella piange a miss Italia, io me ne frego
Kierkegaard mette a punto una strage di cuori
Pilato inchioda l’eco della sua risata al cielo
l’anchorman di grido è scomparso sull’isola di Robinson
mi piaci ancora tu, mi piace
come fai coincidere le lancette dell’orologio
l’una sull’altra senza pensarci su

l’ultima amante ha trovato un difetto nel budino
un pelo nero attorto di diavolo
se l’è presa come una porta girevole d’hotel
Miles Davis o Herbie Hancock per innamorarmi
sogni per innamorati, songs 4 lovers
dimmi da che parte sta oggi la realtà
i verbi pisciano coniugazioni fatali
allora mangio pane sottocosto

disegni per innamorati, dreams 4 lovers
ah, che bella intenzione avercela l’intenzione!
e tu mi ami oppure no, è una questione di semantica
dente per dente, accosta ora, mi scappa di farla qui
tutta colpa di questa ipocondria così vivace – fugace

non una notizia ai turbati, ma i turbanti hanno barili di greggio
per Allah, che regioni erogene, ma noi il nostro colesterolo alto

mangio e mi sento la faccia un cartello stradale
che bello che è questo amore, che bello che è
facciamo l’inventario, che bello che è questo particolare
facciamo l’inventario, amore amore amore

Micio micetto

Please, mettiti a nudo
Fammi vedere
le tenere tettine
Sono solo un micetto
Ho avuto così poco
dalla vita, così poco

Mettiti comoda per me
Ho camminato a lungo
sotto il sole e la luna
Ho preso tanti calci,
ho miagolato il giusto
Non mi sono lamentato
Adesso voglio capire
se il mondo è anche
di latte come mi dissero
quando nacqui gatto

Avanti, non ti far pregare
Fammele vedere le tette
Nascondimi per un po’ in te
Sono stanco, così tanto
Non puoi immaginare
Starò calmo addormentato
Non graffierò la delicatezza
della tua nobile femminilità

Signorina, please,
mettimi comodo
Fammi riposare un po’
fra le tue tenere tettine
Sono solo un micetto
Ho avuto così poco
dalla vita, così poco

Un po’ di pietà, please
Sono ancora così piccolo
Così piccolo e fragile
Nascondimi in te, in te

Sono solo un micio micetto
Solo un micio micetto
alle strette
Un po’ di pietà, nascondimi…
nascondimi in te, in te, in te
Solo un micio micetto
alle strette

Preghiera al Diavolo

Ti capisco
La vita monacale è ben dura
Continuamente a genuflettersi
E quando cala il vespro a pregare,
per confessare a Dio tutti i peccati
durante il dì immaginati
liberi di cangiarsi
nelle tentazioni del dèmonio

Mai che il sole invada la cella
sempre esposta all’ombra
della chiesa in viola
I chierichetti ti ridono alle spalle,
la perpetua sfoglia i capelli del prevosto
con quella sua lunga fatidica mano,
e dall’oratorio al tuo orecchio
le garrule risa dei pargoli
a giocare ora a palla ora sull’altalena
Piano ti passi una mano sulle tempie,
sconvolta scopri che son già bianche,
che la giovinezza se n’è andata al diavolo
mentre tu in ginocchio pregavi Gesù
Così t’interroghi, cerchi di capire perché,
perché tutto questo è capitato proprio a te

Ma non c’è tempo,
riposa accanto all’altare un altro feretro
Hai ancora così tanto da fare, così tanto
E un fulmine a ciel sereno ti porta la verità:
l’inferno l’hai vissuto giorno dopo giorno,
dopo non ci sarà altro
che l’algida carezza
riservata in egual misura
a santi e delinquenti

Vampira e Mannaro

Ma come? E’ una vita
che ti aspetto… sempre in ritardo!
Arrivi, mi lasci il cappotto in mano
e ti butti in mezzo alla folla
per un altro party di risate martini e sangue
Sono forse cose da farsi?
Certe volte non ti capisco
Ti sembra normale
che io debba farti la guardia
come un lupo mannaro?
Un momento ci sei,
quello appresso sei già volata via
Sì, d’accordo, mi avevi messo sull’avviso
che eri una persona un po’ tanto speciale
Non mi avevi però preparato a questo
Adesso chi glielo dice alla mamma!

Ho capito, vado a posare il cappotto
Sì, la vanga è sempre al suo posto
Sì, non ti preoccupare,
faccio le solite fosse
profonde due metri almeno

Ma tu guarda se con tante donne
a me doveva capitare la Vampira

Dàmmela

Sì, adesso fai la carina
Mi porti il caffè
e il tuo cuore di cioccolato
Prima mi dici che non me la dai
nemmeno se prego in ginocchio

Mi fai male,
mi fai star male
Penso a te,
m’innamoro di te
e finisco al tappeto
come un pugile battuto
che neanche ha fatto in tempo
a sentire il primo gong

Piango, muoio infelice
come King Kong
sotto i proiettili degl’uomini

Ma tu mi porti il caffè
e il tuo cuore di cioccolato
Fingi romanticismo
sul mio letto di morte
E mi prometti
che non me la darai mai
e poi mai

Sei fatta così
Sei nata per farmi male
fino all’ultimo gong
annunciato dalle tue labbra
mute su di me lungo disteso

Mi fai male sempre
anche da morto

Come Buddha

La tua nudità
non potrà turbare
la raggiunta serenità
anche se ho bisogno
di te,
ancora,
celeste bagnante
che nuda rimani
sotto i freschi scrosci
della mia sorgente

L’amore di Buddha

Hai bisogno di fare sesso
col primo viandante
che busserà alla tua porta

Ma puoi anche andare
a dormire tutta nuda
in un prato di ombre

Prima o poi
l’alba ti schiuderà
le acerbe gambe
e in esse
il suo oro ti lascerà

Profumo di maschio

Ti ho presso
l’alluce in bocca,
era così grosso
che m’è sembrato
d’essermi in bocca
cacciato il fallo
d’un qualche lascivo
giovinetto

Ho poi tentato
con illice e trillice,
ma non m’ha detto
meglio; il primo
si ribellava cantando
la rava e la fava,
il secondo non dava
segni di vita
Son dunque passato
a mellino e minolo,
ma erano così piccini
che non hanno ascoltato
le carezze
della mia lingua
di sesso affamata

Ho cercato allora
di morderti i rosei malleoli
E la scoperta
m’ha quasi lasciato basito
Un quarantacinque
non m’era mai capitato
Allora ho capito
seppur in ritardo;
e pria
che fosse l’irreparabile
me la son data
a gambe levate

lasciandoti a l’olezzo
virile di quei tuoi piedi
lasciati allo scoperto
dalla virginee lenzuola
del letto disfatto

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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