Coda di Volpe e altre storie. Poesie di Iannozzi Giuseppe

Coda di Volpe e altre storie

di Iannozzi Giuseppe

Lupa e Lupetto

Lupa e Lupetto

Coda di Volpe

a Cinzia Paltenghi,
la Mamma Lupa

Coda di Volpe, sono soltanto un piccolo lupo
Sono forte sì, ma ho bisogno di latte e di carezze
Coda di Volpe, portami con te, lasciati seguire
Non darò fastidio, non ti accorgerai di me
Sono forte sì, ma ho bisogno di compagnia

Coda di Volpe, che fai? Mi prendi per il collo
Mi lecchi, perché mai? Che begli occhi hai
Coda di Volpe, mi stai forse facendo capire
che insieme possiamo restare, lo stesso cammino
l’una accanto all’altro dall’alba al tramonto

Coda di Volpe, sono soltanto un cucciolo di pelo
Ho messo i denti da poco, e non mordo ancora
Ho bisogno di latte e d’amore materno prima di tutto
Ho bisogno di fiutare le orme di chi mi posso fidare
So davvero poco del mondo, di questo strano bosco
Coda di Volpe, mi porti con te, mi porti con te?
Non ti darò fastidio, tu già mi lecchi tutto

Coda di Volpe, sono solamente un piccolo lupo
Sono nato in questo intrico di fogliame oscuro
Mi sono guardato intorno, ho fiutato l’aria
e c’era solo l’odore della morte, di mia madre
Coda di Volpe, sono così tanto solo, così tanto
Ho fiutato l’aria in cerca d’un po’ d’amore
Coda di Volpe, ho incontrato te e di te mi fido

Di te mi fido, Coda di Volpe, ti ho vista
Di te mi fido, Coda di Volpe, di te mi fido
Coda di Volpe, lasciami vivere seguendoti

Sulla sponda del fiume

Questo è un colpo basso
Non ti ho dimenticata
Sono passato a Natale
E sono tornato quello dopo
Ho portato con me prima una
poi due lacrime vestite di luna
Ho pregato perché il vento
non mi facesse il verso
dicendomi bardo e bastardo
E’ stato inutile, per me due scherni
E non ero l’ombra della colpevolezza

Sono stato lontano dal fiume
Spiavo in cielo le rondini volare
e cadere avvolte dai mulinelli d’acqua
Spiavo attraverso il buio dei boschi,
e cercavo, cercavo…

Non puoi essere così ingiusta con me
Sempre ti ho avuta nel cuore e nelle mutande
Mi sono tagliato i polsi per immergerli
in una pinta di birra aromatizzata col miele
Ho atteso che il nero disegnasse le mie orbite
Ma Odino ha rifiutato la mia vita:
m’è restato sol più d’ubriacarmi
fino a farmi scoppiare le tempie
Con mio sgomento sono rimasto in piedi
e il cammino m’è toccato di proseguirlo

Non puoi dire che non ti ho amata
Ho fatto tutto quello ch’era giusto
che facessi, non puoi chiedermi di più
adesso che all’improvviso sei tornata

Il filo della tua spada vuole la mia testa
La vuoi veder rotolare ai tuoi piedi
Ma non è possibile,
perché mi sono innamorato
di questa vita che è mia
Non puoi scrivermi l’epitaffio col rossetto

Sono stato attento a non cadere nel fiume
Adesso non puoi pretendere l’impossibile
Mi sono tenuto lontano dalle sponde del fiume,
perché infide di fango e di destino:
e non sono caduto
Sono stato attento e ho camminato
fino a piagarmi i piedi come quelli d’un santo
Adesso non puoi pretendere tutto quel che ho

Non puoi, non puoi pretendere quel che amo

Un altro cuore

Un altro cuore lo rifiuto
Ne avevo uno
e tu l’hai fatto in due
Me l’hai strappato dal petto
Mi hai gridato in piena faccia
d’amarmi, e adesso speri
di cavartela donandomi un cuore,
uno non mio: come dare
una stampella a uno che le gambe
gliele hanno amputate

Non te la caverai così facilmente
Non è giusto che sia io il solo a soffrire
In amore si soffre sempre in due
In amore si odia sempre in due
Non te ne andrai via così, con una promessa
che non posso davvero prendere per buona

Questa notte

Questa notte sei stata fantastica
L’hai fatto con gli occhi chiusi
Mi hai dato un coriandolo di paradiso
Sono morto e rinato sul tuo sorriso,
fra le tue gambe ho pianto
come un bambino, come un uomo
Questa notte, questa notte
mi hai fatto diventare matto

Questa notte l’hai fatto
come dio comanda, senza sbavature
Mi hai preso nell’anima forte forte
Hai stretto e hai morso le mie labbra
e hai lappato le mie spalle,
per poi addormentarti sul mio petto
Una bambina stanca e felice
d’essersi presa gioco dell’uomo che ama
Una donna prigioniera del desiderio d’uno solo
Questa notte, questa notte sei stata mia
Sono stato con te e tu con me

All’alba il sole ha illuminato i nostri occhi
Ti sei svegliata, ti sei stirata,
sei apparsa nuda per un momento alla finestra,
giusto il tempo di farti baciare la fronte

Questa notte, questa notte sei stata mia
Sei stata fantastica, una magia
Questa notte l’hai fatto per amore
Questa notte mi hai nascosto al mondo
fra i tuoi seni bianchi più della neve
Questa notte hai sorriso sempre

Soltanto un uomo

D’accordo,
mi dimetto
Non poeta, soltanto
marinaio tra le onde
e a ogni porto
un amore a pagamento;
poi tanti cazzotti
e di nuovo in mare
a provare la durezza
degli uomini soli
senza una donna

Mi dimetto
E rimetto quel poco
che lo stomaco
m’ha retto dentro
Tra onde alte
più dei miei castelli
in aria,
ho finalmente capito:
stringo le chiappe
e chiudo gli occhi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Coda di Volpe e altre storie. Poesie di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    ma è dolcissima tenerissima e bellissima.. grazie Beppaccio tvb tanto ♡♡
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sai che non sapevo se ti sarebbe piaciuta?
    Fortuna che è andata bene.

    Tvb anch’io, Mamma Lupa

    bacione ❤ ❤ ❤

    beppe

    "Mi piace"

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