Per la Gelmini il finanziamento illecito ai partiti sarebbe soltanto un “colpevolizzare chi in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio” – di Iannozzi Giuseppe

Per la Gelmini il finanziamento illecito ai partiti
sarebbe soltanto un “colpevolizzare chi
in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio”

di Iannozzi Giuseppe

Mariastella Gelmini

Mariastella Gelmini

“Non conosco le ragioni che sostengono questo tipo di proposta. Ma se le cose stanno così sono veramente meravigliato di come si possa fare una proposta del genere. Stento a credere a una cosa del genere perché si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi”: così il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli.

Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza: “L’emendamento del Pdl non è condiviso e per noi è irricevibile. Noi ci opporremo a qualsiasi forma di depenalizzazione”.

Antonio Di Pietro su Twitter: “Il finanziamento illecito ai partiti è un modo per corrompere la politica. Se non ci fosse stato quel reato niente Mani pulite”.

Danilo Leva, presidente Forum Giustizia del Pd e Alfredo D’Attorre, responsabile Riforme Istituzionali del partito: “Non consentiremo mai l’approvazione di una simile norma che depenalizza il finanziamento illecito. Per noi la trasparenza è uno dei pilastri su cui si deve fondare il sistema dei fondi ai partiti. Ci auguriamo che quanto prima ci sia un passo indietro da parte di chi ha presentato questo emendamento e che venga quindi ritirato”.

Riccardo Fraccaro, deputato M5S e segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera, in un tweet: “Pdl depenalizza finanziamento illecito ai partiti. L’ultimo capitolo del romanzo criminale: salvacondotto per la casta! Pd ne approfitta?”.

“Siamo pronti a riformulare l’emendamento se non risulta chiaro, ma nella sostanza non siamo disponibili a fare mezzo passo indietro”, così Mariastella Gelmini, vice-capogruppo vicario del Pdl alla Camera, parlando della proposta del partito di Silvio Berlusconi di depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti. La Gelmini quasi urla: “No al carcere per chi fa «un errore burocratico e amministrativo”. E prosegue: “Ribadiamo la nostra posizione: siamo per il massimo della trasparenza, per il massimo della tracciabilità. Di più: siamo convintamente, come abbiamo detto anche in campagna elettorale, per la abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e per utilizzare solo quello dei privati. Ma nell’ambito di questi privati che finanziano i partiti, non dobbiamo sanzionare o colpevolizzare chi in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio. Siamo pronti a riformulare l’emendamento se non risulta chiaro, ma nella sostanza non siamo disponibili a fare mezzo passo indietro. Infatti non può ricadere nel penale un errore rispetto ad un adempimento burocratico quando è chiara la volontà di trasparenza. Se la somma del finanziamento è iscritta a bilancio (e quindi è chiara la volontà trasparente di erogare la somma) ma manca la delibera del Cda, non può accadere che per errore umano di altri, il responsabile legale riceva un avviso di garanzia per presunto illecito. Dobbiamo essere chiari, trasparenti, ma non ottusi. E in ogni caso un errore burocratico e amministrativo, si sana. Non si passa al penale”.

L’emendamento Pdl a firma Bianconi, Calabria, Centemero, Ravetto, Saverio Romano, vorrebbe una semplice multa e non più il carcere per chi colpevole di finanziamento illecito ai partiti. Per la Gelmini il finanziamento illecito ai partiti sarebbe soltanto un “colpevolizzare chi in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Per la Gelmini il finanziamento illecito ai partiti sarebbe soltanto un “colpevolizzare chi in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio” – di Iannozzi Giuseppe

  1. Piero Paris ha detto:

    Non è chiaro cosa si intenda per finanziamento illecito.
    Se si intenda finanziamento ai partiti da parte dei privati, quindi non con soldi pubblici, è del tutto lecito che ciò avvenga, anche se qualche legislatore del solito regime cerca di impedirlo.
    In tutti i paesi civili i partiti si finanziano da soli, non si capisce perché ciò non dovrebbe avvenire anche in Italia.
    Non è vero che in tal caso solo i ricchi potrebbero fare politica. Ci viene imposto l’8 per mille, il 5 e mi pare anche il 2 per mille. Basta dare libera scelta ai cittadini e si risolverebbe il problema, senza quelle interminabili e costose discussioni al parlamento che non concludono niente.

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  2. Attilio Cece ha detto:

    mi viene da dubitare che l’abilitazione calabrese sia farlocca.. non è che andando un po’ più a fondo si scopre che ha sostenuto gli esami nella stessa università in cui era iscritto il trota???
    In caso di errori formali, comprovata la buona fede, non vengono mai erogate sanzioni penali, bestiabovina!!

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Le parole della Gelmini sono più che mai chiare:

    “Di più: siamo convintamente, come abbiamo detto anche in campagna elettorale, per la abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e per utilizzare solo quello dei privati. Ma nell’ambito di questi privati che finanziano i partiti, non dobbiamo sanzionare o colpevolizzare chi in buona fede sbaglia e magari dimentica un foglio.”

    Vale a dire, Tizio, un privato, finanzia il partito di Caio con 10 milioni di Euro, per esempio. Dimentica però un foglio o più di uno, per dire che quello è un finanziamento a un partito politico. Per la Gelmini non ci sarebbe colpa, al massimo una sanzione amministrativa, perché se ne deduce che chiaramente Tizio ha finanziato il partito di Caio e lo ha fatto in buona fede di dimenticarsi il foglio, o i fogli. Ma dove siamo di casa? In Italia, dove per uno scontrino non emesso di 10 centesimi ti becchi una multa da capogiro, dove se rubi una mela per fame finisci a San Vittore, ma dove chi volesse finanziare in maniera sbagliata e scorretta un partito si beccherebbe al limite una sanzione amministrativa. E val la pena di sottolinearlo, una sanzione amministrativa. E’ questo che vorrebbe il Pdl.

    Vale a dire che soltanto i ricchi farebbero politica, ovvero chi potrà permettersi di avere un finanziamento da Caio che dimenticherà un foglio, ovviamente in buona fede, e per questo si beccherà, forse, una sanzione amministrativa.

    Con l’8 per, il 5 per, il 2 per, quale partito potrebbe mai farcela? Nessuno. L’8 per, il 5 per, il 2 per, sono già destinati dagli italiani a non si sa bene quante associazioni religiose e non.

    Basta con le Caste, di destra di sinistra di centro.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In Italia oggi funziona così, diplomi e lauree false, finanziamenti illeciti, ruberie a non finire ai danni dello Stato, dei Comuni, delle Province, ma tutti innocenti. E guai a dirli colpevoli, perché se osi farlo ti querelano pure per diffamazione. Mai visto un politico corrotto finire in galera. MAI.

    Ma se rubi una mela per fame, finisci a San Vittore, pestato, manganellato, e dato in pasto alle bestie del carcere.

    Si pensa a riformare le carceri. No, non è una priorità questa.
    Si dovrebbe invece pensare a schiaffare dentro alle carceri un po’ tanti personaggi corrotti, questa sì che è una priorità.

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