Un pregiudizio l’io in poesia, caro Aldo Nove? – di Iannozzi Giuseppe

Un pregiudizio l’io in poesia, caro Aldo Nove?

di Iannozzi Giuseppe

Aldo Nove

Aldo Nove

Giusto un pregiudizio l’io. C’è modo e modo d’adoperarlo, uno sbagliato e uno invece necessario non fosse altro che per far dispetto a dio, cioè al nostro io; e però a ben guardare, a destra e a sinistra, in alto e in basso, dio non c’è e se sì si fa gli affari suoi, la qual cosa dovrebbe rendercelo almeno almeno un cincinnino simpatico.

Caro Aldo Nove, se vogliamo sputare in faccia all’io, bene, facciamolo e buttiamo nel cesso il 99,9% della poesia che sin dalla notte dei tempi è stata scritta per “noi” posteri e teniamoci un ridicolo 0,1% senza io. Potremmo farlo, certo che sì, gettare nell’oblio tutta la poesia dall’anno Zero a “noi”, e ci rimarrebbe in mano un pugno di mosche, nemmeno bianche: solo delle mosche, di quelle che stanno sui pesci vecchi di almeno tre giorni. Mosche ben pasciute con occhi enormi, mosche che presto sposteranno la loro luciferina anima verso qualche cadavere fresco, ancora da seppellire in terra (s)consacrata, con su uno di quegli avelli tanto cari al Foscolo.

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

E però io a fare il becchino non sono buono, e a dirla tutta non mi riesce granché bene neanche la parte d’improvvisarmi prete, indi per cui lascio a te, caro Aldo, il compito di seppellire il 99,9% della poesia dall’anno Zero a “noi”. Vedi un po’ tu te dove scavare le fosse. Sì, certo, dovrai scavare per un’eternità o forse anche di più, ma alla fine, alla fine avrai la tua bella soddisfazione d’aver seppellito il 99,9% della poesia che un io ce l’aveva; e alla fine, molto alla fine, la ricompensa di trovarti in terra marziana, arida, morta, vuota. Ci sarai però tu te, con il tuo io dimenticato, ci sarà nella tua testa il “tuo” amato 0,1% di poesia, quello che milioni d’anni fa decidesti di salvare per dirlo valido, e chissà che te ne farai, e chissà se esso sarà per te una minima consolazione o una suprema condanna.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, critica letteraria, critici letterari, cultura, Iannozzi Giuseppe, poesia, querelle, società e costume e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Un pregiudizio l’io in poesia, caro Aldo Nove? – di Iannozzi Giuseppe

  1. CRISTIANA CONTI ha detto:

    E’ inutile…sei un grande!

    Mi piace

  2. furbylla ha detto:

    fantastico..
    cinzia

    Mi piace

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vuoi dire che ho forse abbattutto un po’ di quel pregiudizio improduttivo che si ha nei confronti dell’uso dell'”io” in poesia?

    beppe

    Mi piace

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Accetto il complimento, perché sì, se non grande, grosso in ogni caso. 😉

    beppe

    Mi piace

  5. Pingback: Un pregiudizio l’io in poesia, caro Aldo Nove? – di Iannozzi Giuseppe |

I commenti sono chiusi.