L’abisso è alle porte. La poesia di BEDA – recensione di Iannozzi Giuseppe

L’abisso è alle porte

BEDA

recensione di Iannozzi Giuseppe

Beda - L'abisso è alle porte

Beda – L’abisso è alle porte

GDS edizioniL’abisso è alle porte è l’opera prima di Beda, giovane poeta, classe 1979. E’ quella di Beda una silloge che non porta risposte, ma che semmai produce delle domande scavando nell’interiorità più difficile da accettare del nostro “io”. E qui qualcuno, con pregiudizio, potrebbe storcere il naso avanzando l’idea che la poesia è tale solo se sceverata dell’“io”. Ma prima di dar credito al pregiudizio, che è cosa non poco dissimile da “la calunnia”, vale a dire “un venticello/ un’auretta assai gentile/ che insensibile sottile/ leggermente dolcemente/ incomincia a sussurrar […]”, leggiamo alcuni versi tratti da Il mio poeta: “Il mio poeta bussa alla porta della coscienza,/ e io, tremante e convulso, spalanco mente e cuore.”
Nella poesia in versi liberi di Beda incontriamo il poeta impegnato a tener vivo un colloquio con sé stesso, nella speranza, forse remota, che ci sia qualcuno in ascolto, qualcuno disposto ad ascoltare quello che potrebbe sembrar all’animo distratto nient’altro che un soliloquio. In E’ passato il tempo del vizio: “Morte colate, agonie spente. Chi sopravvive? […] I loculi più non bastano a noi. /Restiamo muti, tutt’intorno muovo/ cento e più passi frenetici./ Un sogno di diciotto versi. Domani giungerà.” E ancora, in Il mio innamorato dolore: “Né ora né mai quel tempo/ m’apparterrà. Sarò orfano!/ Il nulla di una foto ingiallita,/ mi tiene ostaggio di ricordi,/ del perduto tempo che si donava.” Beda tenta di portare una risposta ponendosi domande nella lirica immediatamente susseguente, I miei giovani dolori non li senti?: “Fiorisce un pesco già morto,/ la pioggia porta disprezzo,/ chi mai si salverà? Cosa? […] Ci rubano la libertà di un sogno/ ci regalano la disillusione travestita,/ da buon samaritano e da Cristo,/ e una croce impressa nell’acqua. […]”.

La poesia di Beda strizza l’occhio al dolore, alla natura amica-nemica del Leopardi, ma anche all’umanità ermetica di Salvatore Quasimodo, senza però voler imitare né l’uno né l’altro.
E’ un esordio sincero quello di Beda, certo che sì.
L’abisso è alla porte accoglie molteplici esperienze, molte per colpa o destino dirottate su un binario morto, e molte altre, ancora, in corso di definizione. E come bene sottolinea il poeta, nell’ultima lirica del suo abisso, Chi mi muove?: “I nostri spiriti son/ miserabili in cime rosee,/ son grani di sabbia/ che si danno al mare,/ son fortezze principesche senza mura e muschio;/ le mi forze si appisolano dilaniate/ come una marionetta/ sfinita e inutile./ Chi mi muove? Chi rendo Re Mida?”. La risposta non la porta il vento di Dylan, la risposta la saprà forse invece dare chi saprà calarsi nell’interiorità del poeta, di Beda.

L’ abisso è alle porteBedaGDS – collana è solo poesia – pagine 96 – Isbn: 978-88-6782-018-4 – Prezzo: € 9,80

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a L’abisso è alle porte. La poesia di BEDA – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. caro bippe la poesía di Bede ti dico que poca gente sapere chi le muove.e lo piu dificile ,trovare a uno stesso. un abbraccio.tu amici.Carlo

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Carlo,

    per questo gli faccio pubblicità. Più pubblicità c’è più si allarga lo spettro dei potenziali lettori e quindi di chi imparerà ad amare la poesia di Beda.

    beppe

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  4. Gianni ha detto:

    Ho avuto occasione, quasi casualmente e incuriosito dalla copertina, di leggere questa raccolta. E’ davvero strana, ma bella, significativa e profonda. E’ proprio come dici tu: invita a riflettere, cosa abbastanza rara nella poesia di oggi, dove ijn primo piano c’è sempre e solo l’amore. Credo davvero che meriti di essere conosciuto e apprezzato; fuori dagli schemi senza essere volgare. Gianni S.

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Gianni, concordo in pieno.

    La copertina però è l’ultima cosa che ho guardato. Come critico ho il dovere deontologico di giudicare in primis i testi, la copertina è per me un accessorio, però fa la sua parte e attira l’attenzione.

    La poesia di BEDA invita alla riflessione. Sono tante le domande che il Poeta si pone, non portando giustamente delle risposte. Non è compito del Poeta rispondere, semmai suo compito è di porre degli interrogativi affinché il lettore si interroghi su quello che lo circonda. La poesia di oggi, eccetto per pochi giovani poeti, è perlopiù arida e arroccata su sé stessa. BEDA merita di essere letto e maggiormente conosciuto. La sua poesia non è mai volgare, neanche quando descrive situazioni non felici.

    Grazie d’esser intervenuto e di avere apprezzato la poesia di BEDA.

    Un caro saluto,

    beppe

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