Assassinio in chiesa (racconto dark – surreale) di Iannozzi Giuseppe + promo “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni)

Assassinio in chiesa

(racconto dark – surreale)

di Iannozzi Giuseppe

God is dead

God is dead


promo culturale

frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

cico_feltrinelli

L_ULTIMO_SEGRETO_DI_NIETZSCHE
L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)

Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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– Padre, mi perdoni, ho peccato.

– Perdonarti? Senti figliolo, solo Dio perdona.

– E Dio dove lo posso trovare se non qui in Chiesa?

– Figliolo, ti sbagli di grosso: se c’è un posto che Dio non frequenta è proprio la Chiesa.

– E perché mai?

– Che vuoi che ne sappia! Manie da VIP.

– Ma Lei se la sarà fatta un’idea…

– Circolano certe voci… pare che abbia detto che questo è un postaccio… che le panche di legno gli fanno male al sedere… alle emorroidi e alla prostrata… Cose di questo genere. In fondo bisogno capirlo, ha la sua bell’età…

– Sì, ma non è questo il modo di comportarsi… uno lo adora per tutta la vita nei secoli dei secoli e quello bello bello un giorno si sveglia con la luna storta e lascia baracca e burattini al loro destino. Son cose che non si fanno…

– Comunque c’è Lei, Don…

– Se Dio è morto e Marx pure, come dite voi dannati comunisti, anche il parroco è morto.

– Oddio, morto che parla…!!!

– Senti, figliolo, non fare lo spiritoso…

– Ma quale spirito e spirito… Mi dice che Dio è morto, che per lui la Chiesa è un postaccio, che non mi confessa…

– Figliolo, siamo sempre nella casa di Dio…

– Ma quale casa e casa… Lei è morto, Dio è morto, Marx è morto, non c’è un cane qui e lei mi viene a dire… ma mi faccia il piacere! Qui tempo due giorni e si riempie come un uovo di puttane protettori e spacciatori che è una bellezza… altro che ostie della Madonna…

– Figliolo, non mi far perdere la pazienza.

– La fede?

– Esatto. Quando ti applichi capisci bene, bravo.

– Amen. Ho capito. Sloggio.

– Ricordati di lasciare l’elemosina prima di lasciare questo luogo sacro.

– Cosa???

– La mancia.

– Senta Don, lei ha forse raccolto la mia confessione? No.

– E che c’entra? L’elemosina si lascia sempre e in ogni caso.

– Lei mente sapendo di mentire. Se in Chiesa Dio non ci sta, a chi diavolo la dovrei lasciare l’elemosina?

– Tu, figliolo, mi stai facendo veramente incazzare…

– Pure i morti s’incazzano mo’. Non mi faccia ridere, Don.

– Io sono buono e caro, ma se c’è una cosa che non tollero è l’avarizia. Non la tollero, per niente. Quando vedo uno spilorcio mi vien voglia di torcergli il collo…

– Don, io il pizzo a Lei non lo pago. Lei non m’ha confessato… Dio è latitante, poco ma sicuro, in qualche postribolo a sbattersi come un dannato… e io dovrei pagare a Lei il pizzo? Ma siamo pazzi o cosa?

– Avanti, spara.

– Don, ne è sicuro?

– Sicuro come la morte. Non volevi che ti confessassi? Confessati. Spara. Forza! Basta che fai in fretta… e poi l’obolo…

– Dunque Don, è che a me i preti non mi sono mai andati giù, mi sono sempre stati sullo stomaco…

– La confessione!!!

– E’ questa la confessione, Don.

– Bene. Non è proprio quello che… lasciamo perdere… ego te absolvo…

– Non ho ancora finito.

– No???

– No. Don, quante avemarie dovrebbe dire un assassino?

– Be’, così su due piedi non saprei… Un assassino incallito o un assassino occasionale?

– Occasionale.

– Certo, ammazzare è peccato.

– Quindi?

– Diciamo 20 avemarie, un paternostro… e una donazione alla Santa Madre Chiesa in una misura non inferiore ai 50 Euri, tondi tondi… 50 perché siamo in periodo di crisi e anche i fedeli se la passano male, ma la Chiesa sempre di più…

– Più male dei fedeli?

– Certo, Figliolo.

– 50 Euri non sono pochi di questi tempi.

– E’ il minimo.

– Se lo dice Lei che è morto, ci credo… Bang, bang, bang… !!!

DE PROFUNDIS

Ultimo volo per Parigi!
Temo sia una bella giornata di sole atomico
La fruttivendola urla in piazza,
e la chiesa risponde sorda come una campana
Un ritornello di giovani voci
che vanno e vengono
Ultima preghiera per Verlaine,
ultimo volo per Rimbaud

L’altro giorno aprendo il frigorifero
ho intravisto un orto in putrefazione
All’imbarco girava un disco di quelli vecchi
Ma c’erano comunque tante luci colorate
che non si poteva davvero non essere allegri
Soltanto in certi casi ci si accorge
che bisogna stare sul chi vive
Le donne però urlano le loro canzoni
mentre i giapponesi scattano istantanee

La Svastica sul Sole
avrebbe cambiato il corso della Storia
– cagnolini ben tosati e ville in collina
Ma le gambe delle donne sono farfalle
Ma le grigie nubi fanno piangere i padroni
armati fino ai denti di collari e fruste di rito
Il sole risplende nelle pozzanghere fotografate
e tutti sorridono al terrore, al cieco orrore
Ultimo volo per Hiroshima, e l’ultima gru muore
fra le fragili mani d’una bambina

Qualcosa non funziona nel motore – l’avevo detto
Non io posso spiegare cosa sia la passione
Qualcosa va a puttane
anche se in strada fermenta la rivoluzione
Odio doverlo dire adesso che butta male
Però l’avevo detto molto tempo fa:
siamo vivi, sì, ma su piaghe da decubito

Qualcosa non funziona
nella passione della fotografia in volo:
un ciccione ha mollato una scoreggia,
un bambino un pianto, e la pancia ha ancora fame
E’ triste ammettere d’avere ciò che non si può avere

Ultimo volo per Parigi!
Ultimo volo per Hiroshima!
Ultimo volo, ultimo volo, ultimo volo
Verlaine ha una pistola
e Rimbaud un cancro a ore trentasette,
così mi pare, non ci metto la mano sul fuoco
Qui non funziona come dovrebbe,
men che meno l’addio alle armi
La tratta degli schiavi è la sola morale in bocca
a quel febbricitante dandy che si dà alla gruccia
E le pallottole farfalle da regalare alla storia

Ultimo volo per andare incontro
alla terra dei bambini a due teste
Ultimo volo per la maledizione
Ultimo volo – un sorriso prego! –
prima l’educazione, poi il resto
Ultimo volo per la meditazione
La confusione fa origami
e ospedali d’accampamento
Ultimo volo!
Non domandarmi cos’è la passione

Non domandarmi
se ancora sono sull’ultimo volo
Non domandare
Non volare, non domandare, non volare

Sull’ultimo volo De Profundis

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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