Il ragazzo del Cobre di Gordiano Lupi e L’inferno (e altri racconti brevi) di Virgilio Piñera – recensione di Iannozzi Giuseppe

Il ragazzo del Cobre di Gordiano Lupi

L’inferno (e altri racconti brevi) di Virgilio Piñera

recensione di Iannozzi Giuseppe

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demiancollana.wordpress.com

Se stiamo fermi su queste palafitte il futuro non potrà mai cambiare. Chi ti viene a cercare tra il mare e la miseria?


freccia Leggi qui Sacha Naspini che spiega come e perché è nata la collana Demian

Ne Il ragazzo del Cobre, un racconto lungo di Gordiano Lupi, l’autore evidenzia la tenacia di un quindicenne, Juanito, che sogna di diventare un bravo calciatore come Ronaldo Luís Nazário de Lima. Juanito, nonostante la povertà estrema, è animo non corrotto, è quindi ancora capace di credere che la felicità sia possibile, anche per chi come lui è nato tra gli alagados.
Gordiano Lupi racconta la storia di una povera famiglia brasiliana, di un uomo, di sua moglie, delle sue due figlie e di Juanito. Il raccontare di Lupi non tocca toni accesi di cieca rabbia, ma rimanendo fedele a una spiritualità à la Hermann Hesse descrive con rapide e precise pennellate l’umanità che s’appoggia alle rive del Rio Cobre fra miseria, banane e polvere.
Ramon, padre di Junaito, si arrabatta come può per cercare di dare alla propria famiglia il minimo indispensabile; egli è un uomo buono, retto, non è uno dei tanti brasiliani poveri che fanno a cazzotti e si ubriacano da mane a sera nel vano tentativo di obnubilare la disperazione divorante. Ramon vende prodotti rubati ai forestieri e lo fa solo perché non può fare altrimenti. Le sue due figlie Anabel e Maria si vendono ai turisti che trascinano le loro chiappe in Brasile per un po’ di turismo sessuale. Maria sogna di trovare il grande amore, ma in cuor suo lo sa bene che non accadrà mai che un principe venga e la porti lontano da tutto lo squallore che la circonda. Maria si dà via di rado, solo quando ha bisogno e non può proprio farne a meno; Anabel invece fa proprio la vita, è una prostituta per necessità. Sia Ramon che la moglie sanno benissimo che cosa significa per le loro due belle figlie andare in città, e però tacciono soffrendo dentro di sé bisticcio infernale di sentimenti: se non vendessero il loro corpo difatti, per quanto Ramon si dia da fare, non riuscirebbe comunque mai a portare a casa abbastanza soldi per tenere insieme la famiglia. Le speranze della famiglia sono risposte nel talento di Juanito. Forse un giorno sarà anche lui un grande calciatore come Ronaldo. Isabel, moglie di Ramon, attende un altro figlio e Ramon, seppur felice, sa che dovrà lavorare il doppio, sempre stando attento ai poliziotti che se lo dovessero beccare lo caccerebbero in prigione senza pensarci su due volte. Ma i poliziotti brasiliani chiudono entrambi gli occhi quando Anabel e Maria vanno a letto con gli stranieri danarosi.

Il Brasile che Gordiano Lupi descrive è quello più autentico e che i giornali non vogliono far conoscere, perché la stampa può solo parlare dello sviluppo economico del paese, senza però mai dire che la più parte dei brasiliani vive stipata nelle baracche.

Ne L’Inferno e altri racconti brevi di Virgilio Piñera Llera, traduzione e note di Gordiano Lupi, non c’è il mondo ovattato e feroce del figlio di Gerald o le patate lesse dell’èra del jazz, c’è invece la quotidiana lotta per la sopravvivenza per un esistenzialismo tanto assurdo quanto realistico, un esistenzialismo cubano, che pur contenendo in sé gli elementi principi dell’esistenzialismo francese di Sartre, Camus e Vian, si contiene entro “una nudità salvifica”.
Virgilio Piñera è animo disincantato votato alla lotta contro il regime totalitario cubano e non solo. Nelle sue prose brevi c’è la nudità dell’individuo, per cui anche chi volesse uccidere il proprio compagno di cella, tra le quattro mura non troverà nessuna potenziale arma; e gli uomini sono troppo fiacchi per venire alle mani, per farsi fuori (o tirarsi fuori dall’Inferno) a suon di cazzotti. Il dramma che Piñera descrive è anche quello di uomini che divorano montagne (nella loro interezza, con alberi, animali e uomini), ma che non verranno creduti da nessuno. Per i divoratori di montagne di Piñera, come compenso alla loro titanica fatica, c’è soltanto una “azzurra lontananza” e “mandibole esauste”. E, non da ultimo, il Pappagallo sentenzia che gli scrittori sono liberi di scrivere quanto vogliono, certo che sì, ma non per questo verrà cancellata l’accusa, il “delitto di essere dei grafomani”.

Il ragazzo del Cobre di Gordiano Lupi e L’Inferno e altri racconti brevi di Virgilio Piñera (traduzione e note di Gordiano Lupi), nella nuova collana DEMIAN de Il Foglio letterario, vengono offerti ai lettori a un prezzo più che mai popolare e in una elegante veste grafica. Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, in questo volumetto di 110 pagine c’è dell’autentica sostanza e ce n’è molta, più di quanto possiate mai immaginare. L’unico grave e imperdonabile peccato è farsi mancare una lettura importante come questa per magari scegliere uno dei tanti insipidi libracci stereotipati e seriali che, ahinoi, propongono i supermarket e gli autogrill.

Il ragazzo del Cobre e L’Inferno e altri racconti breviGordiano Lupi e Virgilio Piñera – Collana Demian – Il Foglio letterario –  ISBN 978-88-7606-430-2 – Pag. 110 – Euro 4,90

IN TUTTI GLI STORE ONLINE
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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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