“Ogni amore uno nuovo” di Iannozzi Giuseppe (poesie d’amore illustrate da Valeria Chatterly Rosenkeruz) + promo “Angeli caduti” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni)

Ogni amore uno nuovo

di Iannozzi Giuseppe

Talking of Love by Chatterly

Talking of Love by Chatterly

Talking of Love è Opera di Valeria Chatterly Rosenkeruz


Angeli Caduti - Giuseppe Iannozzi

Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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PARLANDO D’AMORE

a Valeria Chatterly Rosenkeruz

Parlando d’amore
ho incontrato una pietra
e la sua difesa in una piuma

Parlando d’amore
son caduto
e mi sono rialzato
cercando – provando –
sulle mie ginocchia stanche
quanto grande la pesantezza
e la sua infinita bellezza

Parlando d’amore
sono andato incontro a una catastrofe

Dovrei sentirmi pentito
E forse un po’ lo sono
Dovrei dire che è stato invano
amare e soffrire
Eppure, oggi, con le spalle al muro
so di non avere scampo alcuno
e che ancora inciamperò nei passi
d’ogni ombra che a me si dirà “amore”
Così credo, fermamente,
che farò del mio meglio per avere
e dare
Così credo, fermamente,
che l’amore è dare e non ricevere
anche se fa male
E anche se fa male
non ci posso proprio rinunciare
ad amare e a soffrire
portando la mano al cuore,
alla sfida che m’impone

LATITANTE COME ME

Convertito io?
No, mi sono pervertito
ed è un po’ diverso
Il mio dio non sta in cielo,
è umano e latitante come me
Spara cazzate a ogni ora,
poi si fa la barba con un rasoio di ruggine
e rutta e scoreggia un giorno senza fine

Non mi sono convertito
Sempre mi prendo il mio
e non busso alle porte
per un soldino o un santino
Solo mi guardo d’attorno
Qualcuno cerca scampo alla morte,
qualcun altro alla vita
E non so dire davvero chi più saggio
e chi invece semplicemente coglione

Prendi le mie grosse mani nelle tue,
scoprirai che son sporche d’antracite
Bacia la mia grande allegra bocca,
scoprirai che ho l’alito pesante di vino
Perditi in fondo negl’occhi miei neri,
scoprirai che gridano ancora
‘Hasta Siempre Comandante Che Guevara’
E poi guardami nelle tasche,
scoprirai che non ho due tessere
per mangiare alla mensa
ma solo quella del partito mai tradito
Semplicemente scoprirai che sono rosso
Semplicemente scoprirai quel che già sai

Mi sono pervertito alla verità
E’ umana, è di terra e di morte
E’ fallibile e fuma un sigaro cubano

SIMONE E MARIANNA SIRCA

Ci siamo cascati dentro all’amore
E’ stato il nostro primo e ultimo errore
e ci ha legati l’uno all’altra per sempre

Difenderai come allora il mio pugno di sabbia
o lo porterai sul tuo cuore perché sia cenere
alla cenere?

Quante stagioni hanno accolto i nostri pianti
e quante le nostre risate? Non oso confessartelo
Ma le tue lacrime di stelle, ma le tue risate di cielo
io non le ho dimenticate e ancora aspetto
che la tunga si apra a noi per una nuova verginità

Il sole muore e la luna si fa sua compagna
Io vagolo e di nascosto vengo a bussare alla tua porta
Ho cacciato un cinghialetto, mi son reso colpevole per te
E ora che muoio con una pallottola in corpo
capisco che ti fu impossibile amare i miei occhi
e la povertà che riposava dentro alle mie tasche

Se solo difendessi il mio pugno come allora!

Un tempo ci credevi
che avremmo avuto il coraggio d’amarci
E invece ora solo stringi la mia mano che si spenge
in magrezza nella tua che è di vita calda e colma
E invece ora solo mi vedi qui disteso in questo tuo letto
a tirar fuori dal petto l’ultimo respiro che s’arrende
sotto la benedizione d’un pretino tanto stanco

Amarci fu il nostro amore, fu la nostra morte
E domani sposerai un altro che avrà i miei occhi
E sarai forse felice, di più che non se fossimo restati
legati l’uno all’altra nella vita

Ma io ancora aspetto nel freddo balsamo della tunga
che una nuova verginità si apra e ci porti a noi,
perché l’amore è stato il nostro primo e ultimo errore,
e ci ha legati l’uno all’altra per sempre, nella morte

FRAGILI SIAMO

Fragili siamo, sempre, quando la carezza
d’una vagabonda piuma la raccogliamo in grembo
o la prima pietra dalla mano lontano la scagliamo
al di là delle umane ingiustizie

Sì, tu ricordi gli orti e com’erano verdi al sole
Sì, tu ricordi com’era bello perdersi fra i filari
e poi restare affannati e nascosti a fare all’amore
perché la vita fosse almeno parvenza d’eternità

Cristo è morto, Cristo è risorto: dove?
Tra le mani sol stringiamo un vento di parole;
e davanti al fuoco, per confortarci, restiamo
a raccontarci fole, scherzandoci su
perché noi mortali siamo e quaggiù viviamo

Fragili siamo, sempre – adesso
L’amore però lo tentiamo a nostra somiglianza
con la forza dei nostri lombi, dei nostri cuori
che batteranno all’infinito finché vita ci sarà
da donare alla solitudine che ci portiamo appresso

NELL’OMBRA

Nell’ombra nuove gioie cospirai,
ma di cuore mai m’ammalai.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a “Ogni amore uno nuovo” di Iannozzi Giuseppe (poesie d’amore illustrate da Valeria Chatterly Rosenkeruz) + promo “Angeli caduti” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni)

  1. furbylla ha detto:

    Fragili siamo eh si
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non così tanto fragili, ma lo siamo.

    beppe

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