2 di picche. Racconto satirico di Iannozzi Giuseppe + Promo “L’ultimo segreto di Nietzsche” di Beppe Iannozzi

2 DI PICCHE

di Iannozzi Giuseppe

2 di piccheStasera dovrei raccontarvi una storia patetica, così almeno riuscirei a suscitar in voi un po’ di pietà o non so che altro, ma il solo problema è che non ce l’ho, ragion per cui mi toccherà ripiegare su Superman o sull’Uomo di Ghiaccio e sulla loro tragica adolescenza. Tuttavia il ripiego non mi piace, così credo proprio che non vi racconterò di loro e neppure del loro rapporto col sole. Però sappiate che il primo il sole l’amava alla follia, l’altro invece l’odiava con uguale follia. Mi vien voglia di trarre un grosso sospiro, ma non lo faccio. No, non preoccupatevi, non vi racconterò dei miei brufoli o di quelli del mio migliore amico. E non starò neanche a dirvi di come la mia migliore amica l’ha data via a tutti per ricordarsi – in ultimo – che a me non l’aveva smollata neanche per scherzo o distrazione. E questa nota – devo esser sincero – dovrebbe suscitar nell’animo – anche in quello del più tranquillo e pacifico degli uomini – almeno almeno un po’ d’umana comprensione; ma quell’animo che dovesse muoversi a pietà o misericordia, per favore, da me stia alla lontana. Anzi, facciamo così: questa nota fate finta di non averla mai letta e non prendetela neanche con beneficio d’inventario, giacché io, dalla mia amica, non ho preso proprio niente… solamente un due di picche grosso come una caserma. M’ha fatto male il due di picche? Be’, che indiscreti che siete! Davvero vorreste aver una risposta? Non ci posso credere. Eppure – non ricordo in quale film – qualcuno ebbe a dire che esistono solo risposte indiscrete e non domande imbarazzanti. Ecco, mio malgrado mi vedo costretto a dover rispondere: non mi sono sporcato con le major e ho preso il due di picche al prezzo di uno. Non capite, ve lo leggo negli occhi. A mia discolpa solamente posso assicurarvi che non c’è altro da dire o da capire su questo punto.
Mi son perso: avevo forse fatto una promessa? una storia? Oramai è tardi, il tempo è volato e non torna più, e io c’ho ancora la lavatrice che m’aspetta e un mare di capi colorati e bianchi, e non un grammo di detersivo. Mi dovrò arrangiare, non so come, ma l’arte dell’arrangiarsi non è cosa che si possa sottovalutare tanto alla leggera. Insomma, chi sa arrangiarsi, bene o male, riesce a restar vergine se non per tutta la vita, almeno per buona sua parte.


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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