Memorie critiche dal sottosuolo (2nda parte) – Iannozzi Giuseppe

Memorie critiche dal sottosuolo

Iannozzi Giuseppe

mucca pazza2nda parte

Signori, immaginate di trovarvi di fronte a Caligola, andreste forse in giro a dire d’averlo visto, d’aver parlato con lui? Forse che sì forse che no. Eppure Caligola, il suo spirito è nel fegato malato di ogni uomo bilioso… non è difficile doversi scontrare con un Caligola, per cui fareste proprio bene a gridare ai quattro venti che Caligola vi ha fatto visita; non uno con un po’ di senno infatti oserà mai dire che state mentendo, i più confermeranno senza giri di parole che anche a loro, purtroppo, ha fatto visita spacciandosi per poeta!
Ha un solo scopo nella vita un uomo come Caligola, dichiararsi vostro amico, tessere le vostre lodi, tranne poi dire tutto il contrario in pubblico illudendosi che l’opinione pubblica gli tributi il suo plauso. Purtroppo per chi come Caligola c’è sempre e solo l’indifferenza il più delle volte; ma non di rado raccoglie il pubblico ludibrio, per essere infine messo alla sbarra dalla sua stessa ridicolaggine. Corrotto nel fisico e nello spirito, quest’uomo malato di fegato ama presentarsi in società più o meno così: “Io sono un poeta e tu, a mio avviso, hai fatto il lavoro che ti sentivi di fare rispondendo solo alla tua coscienza e non al mercato. E questo ti fa onore, amico mio”. Ma in lui non c’è sintomo alcuno di rimorso né di rispetto per le regole della società e i sentimenti altrui, e proprio per questo tenterà di assassinarvi. Tenterà soltanto, perché, oggi come oggi, un malato di fegato lo si riconosce a colpo d’occhio. Ecco dunque che subito verrà fischiato e poi dimenticato, sepolto nella Tomba dell’Indifferenza. O se davvero fortunato finirà sepolto in cella a recitare le sue poesiole a un Charles Manson.

Signori miei, di poetastri il mondo è fin troppo pieno ed è questa una ragione più che sufficiente perché non dica di me poeta ridicolizzandomi.
Charles Manson credeva d’essere un poeta o qualcosa del genere. E Caligola, il nostro uomo il cui fegato macera nella bile? Anche lui si illude d’essere un poeta. Di poeti-Caligola, ahinoi, ne abbiamo fin sopra i capelli; dicono di essere per una poesia sociale, citano Pasolini sempre, ma guai a dir male in loro presenza di un qualche caudillo o di Stalin… Ho sentito con le mie orecchie più di un poeta-Caligola difendere le purghe staliniste e quelle (più recenti) di Fidel Castro e Hugo Chávez; e nemmeno mancano i poeti-Caligola che si schierano dalla parte di Cesare Battisti.
Signori miei, state alla larga dai poeti-Caligola. Ma se proprio volete stare con loro, per essere alla loro altezza, ho un solo consiglio da darvi: fatevi una bella bistecca, una bella bistecca al sangue di mucca pazza!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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