Ballate di Ieri, di Oggi, Bastarde – di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreuz

Ballate di Ieri, di Oggi, Bastarde

di Iannozzi Giuseppe
illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreuz

Iced Moonlight by Chatterly

Iced Moonlight è Opera originale di Valeria Chatterly Rosenkreuz

Luce appare, scompare
(la ballata della Luce)

Luce appare, luce scompare,
quando la notte, quando la notte.
E’ giocare col lupo cattivo,
ma tu vieni lo stesso
in questo bosco a trovare
la tua bimba: non ci saranno
confini dove la pace,
quando la notte, quando la notte.

Calmo è il bosco, calmo è il cuore,
posso allargare le braccia,
posso sconvolgerti la vita,
quando le mani si sposano ai rami,
quando il bosco sveglia il lupo
che è in te,
quando il bosco addormenta la fata
che è in me.

More selvatiche, questo il mio sapore;
tu vorresti però solo un tenero agnellino di dolore
quando il bosco sveglia il buio che è la tua anima.
Solo affondare i denti, solo straziare la pace,
per un po’ di sangue selvatico, rosso come l’amore,
per un po’ di carne fatata, tenera come l’amore,
quando un milione di morsi fa era il bosco il letto,
quando un milione di morsi fa era il bosco il letto.

I cuccioli nascono e nelle tane restano nascosti,
lupo Pelo Bianco ulula la Luna e muore lontano.
E tu, tu vorresti prendere il suo posto col tuo manto nero.
E tu, tu vorresti stanare carne della tua carne,
quando la notte, quando non è la Luna,
quando è l’artiglio della sfortuna
a strisciare sul mio bianco seno.

E’ giocare col lupo cattivo,
ma tu vieni lo stesso
in questo bosco a trovare
la mia morbida gola: accarezzala
e sbrana i confini dove la pace,
quando la notte, quando la notte
è l’artiglio della sfortuna
a strisciare sul mio bianco seno.

E’ giocare con la strega cattiva,
ma tu – lupo bello! – vieni lo stesso
in questo bosco a scoprire
le mie unghie d’avorio: t’amerò
incidendo coltelli sulla tua schiena
prima che tu possa osare oltre i confini,
prima che la notte sia condannata al giorno.

Sì, è stato bello scoprire insieme il crepuscolo:
un milione di morsi fa era il bosco il letto,
un milione di morsi fa era il bosco il letto.
Sì, è stato bello ferirci insieme,
quando si era solo noi: io bimba, tu amore,
un milione di morsi fa era il bosco il letto,
un milione di morsi fa era il bosco il letto.
Ma adesso, adesso quando la notte,
luce appare, scompare,
quando, quando, quando la notte,
cessa d’uccidere la luce,
non gridare più, non gridare
(*)

(*) gli ultimi due versi sono riadattamento di “Non gridate più” di Giuseppe Ungaretti dalla silloge “Il dolore, 1947”

Il canto della differenza

Iersera ho lasciato
che una poesia, una,
morisse
perché il vento via
lontano dal mio cuore
la portasse.

Forse non avevo da dire,
o chissà quale altro sconcerto
m’ha preso l’alma al pensiero
che avrei regalato un’altra,
un’altra foglia alla voglia
del vento in posa di tormento.

Avrei potuto raccontare
dei capelli grigi,
o d’un amore
che m’è tornato in mente;
è stato un attimo
comprendere
che avrei solo alimentato
il concerto
che da sempre ripete
“è nato prima l’uovo
o la gallina?”
Così ho deposto
nel calamaio la penna:
rifugiato in sogni inespressi,
questi ho continuato a navigare
come se da sempre lo sapessi
che non vale interrogare
le già tanto spremute meningi di Dio,
la loro silente preghiera
per una solitaria morte.

Non pensavo
veramente
fosse vero:
la solitudine umana
spinge a riesumare
il pensiero lontano
che ha pensato
una vita migliore.
Non credevo
veramente
fosse possibile:
un momento
di vuoto
può dar corso
a una malattia più forte
dell’Amore.

Gliel’ho detto,
con insistenza,
al gioco del riflesso
che ogni superficie specchia
solo il suo desiderio
e in esso si sposa,
senza mai andare
fino in fondo
veramente.

Gliel’ho detto
alla sigaretta spenta
che non l’avrei più riaccesa
per soffocarla nell’eccitazione
di credermi ancora innamorato
del fumo
e dei suoi ghirigori segnati
nell’aere ma futili,
stupidi come il battere
di carezze
la schiena d’un morto.

Gliel’ho detto
alla penna
che non serve
farsi candela
e fiamma al vento,
perché già tante
son quelle spente
e un’altra
non avrebbe fatto la differenza
né per l’Amore
né per il coito interrotto
nel desiderio d’essere al di sopra
delle passioni umane.

Tutto questo
ho spiegato
a quegli oggetti,
che circondavano
il mio corpo
nel sudore della notte
quasi prossima all’Aurora.
E ho detto
alla gamba di legno
di riposare nel suo angolo:
non sarei sceso,
un minuto o due,
a prendere le sigarette
o a commettere
un omicidio.
Illudermi
che nessuno,
– ma proprio nessuno -,
ne potesse mai venire
a conoscenza
solo perché io favorito
dalla profondità
delle tenebre,
sarebbe stata follia.

Nonostante
mi fossi raccomandato
all’occhio di vetro
di non cercare i volti
degli amici andati
nel respiro soffocato
di Dio, quello smaniava
perché il passato
s’insediasse nel presente.
Ed è stato così
che mi son visto costretto
ad accecarlo per sempre,
per sempre scagliandolo
fra i mendichi ciechi
della biblioteca
caduta accidentalmente
in rogo,
forse per colpa
d’una cicca mal spenta
che un’amante
dell’ultima ora
aveva dimenticato
di spegnermi sul petto.

Tutto il resto scoppierà

Istigatori sputano male il momento sbagliato
in faccia al disgraziato capitato lì per caso
Presidenti si riempiono le tasche di sale
per distribuirlo sulle ferite aperte dell’ingiustizia
E tutti in corsa dietro a una rabbia che scoppierà,
(che scoppierà – che scoppierà – che scoppierà)
Ed io non posso dimenticare l’odore di buono di te:
e l’interno, le tue gambe che sfregano l’una contro l’altra,
e l’ingegno, i miei sogni e la tappezzeria e la nostalgia

Tutti hanno bisogno d’una ragione per vivere
o rubare, così proviamoci anche questa notte
ad amarci con le imperfezioni che abbiamo
Così proviamo a non vergognarci e ‘fanculo
Così proviamo a non vergognarci e ‘fanculo
Tutto il resto scoppierà, scoppierà, scoppierà

La ballata dell’uomo libero

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani avrò un mazzo di rose,
domani sarò un lama di coltello,
o di luce, sarò vivo o morto
Non fa differenza,
perché tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Non guardarti intorno,
non è difficile:
qui si battono i cucchiai,
si disegnano svastiche
E qualcuno ci rimette la pelle
E qualcuno smette d’usar le palle
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione,
perché domani sarà un altro giorno
E qui, qui è sempre uguale
Il sole non attraversa mai
le sbarre della cella
E la luna non accarezza mai
le lenzuola che dormo

Ho una Vecchia Bibbia
che mi tiene compagnia:
me la racconta
un vecchio Matusalemme
destinato al braccio della morte,
ma non ci credo
che morirà veramente
C’è il Pazzo Nazista
che blatera arianesimo,
ma è qui e serve pure lui
a ricordarmi
che fuori non è meglio
di questo mio stare dentro
Però domani sarà un altro giorno
E busserò alla tua porta
rompendo il tuo pianto
E prima incontrerai le rose in dono,
poi la mia faccia
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione
Non guardarti intorno
solo per pensarti sola e abbandonata

Ti dico che,
che domani sarà il nostro giorno
Evaderò, in qualche modo evaderò,
in orizzontale o sulle mie gambe,
ma non avrai un uomo piegato
al tuo fianco
E tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore

Addio Bimba

Si dice che un uomo
che fruga nella borsetta d’una donna
o è un filosofo o un perfetto imbecille
No, non t’ho rubato la borsetta al primo incontro,
ma sono stato comunque un imbecille
No, non t’ho stuprato con mille lettere d’amore,
ma sono stato comunque ridicolo

Si dice che una donna
che accarezza il culo d’un uomo
o è una puttana o un’affarista
No, non m’hai baciato al primo incontro
e neanche l’ultima volta che abbiamo riso insieme
No, non m’hai regalato una notte e un po’ di sesso,
ma sei stata comunque stordimento indimenticabile

E’ stata una scommessa ricordarci com’eravamo
E l’abbiamo persa nella filosofia, nell’imbecillità
Questa storia, solo un po’ di fragilità
E ci ha lusingati essere così troppo noi stessi
E ci ha fregati essere così attaccati per finta

Così, adesso addio, addio Bimba
Così, adesso addio, addio Bimba

Ho una borsetta da rubare,
un cuore da far soffrire,
un amore da consumare.
E una lacrima da ingoiare

Così, adesso addio, addio Bimba
Così, adesso addio, addio Bimba

Hai un principe che ti fa la posta,
un altro cuore su cui dormire,
una fortuna nuova tutta da consumare.
E non una lagrima da ingoiare

Così, adesso addio, addio Bimba
Così, adesso addio, addio Bimba


frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

cico_feltrinelli

L'ultimo segreto di Nietzsche - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioni
L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)

Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Ballate di Ieri, di Oggi, Bastarde – di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreuz

  1. furbylla ha detto:

    ma quando pubblichi e rileggi poesie come la ballata dell’uomo libero non ti viene da chiederti il perchè del tuo non aver desiderio di scrivere poesie? non lo fai veramente mai? non ti capitamai di scriverne una così di getto senza motivo?
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Scrivo ancora poesie, qualche volta, ma non so quanto siano belle. Non sono mai stato convinto d’esser un poeta. Tutti scrivono poesia, pelopiù mediocre. Io non voglio essere mediocre.

    Ho messo online delle poesie inedite ma non te le sei filate, segno questo che non ti sono piaciute?

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2013/06/21/sette-scimmie-al-di-la-del-bene-e-del-male-poesie-inedite-di-iannozzi-giuseppe-promo-lultimo-segreto-di-nietzsche-di-beppe-iannozzi-cicorivolta-edizioni/

    bacione

    beppe

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