”Lo zinco” di Maurizio Landini (Marco Saya Edizioni) – recensione di Iannozzi Giuseppe

”Lo zinco” di Maurizio Landini

di Iannozzi Giuseppe

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Marco Saya edizioniPoesia essenziale quella di Maurizio Landini, nella plaquette Lo zinco (Marco Saya edizioni, collana Poesiaoggi).
Lo zinco è il ventitreesimo elemento più abbondante nella crosta terrestre, ma lo zinco è anche nell’uomo, nell’insulina, in alcune proteine e in alcuni enzimi ad azione antiossidante. Lo zinco è presente nella maggior parte dei cibi che assumiamo: ostriche, carne, cereali, fagioli, noccioline, funghi. E di zinco è l’involucro che avvolge il corpo di una bara.

La poesia di Maurizio Landini non indica soluzioni né si presta a convincimenti di sorta. In apparenza la tentazione sarebbe quella di bollare i versi scabri e diretti di Landini come ungarettiani e morta lì; e però diremmo bestemmia, perché la rivoluzione che Landini porta (e rinnova) è anche majakovskijana oltreché ungarettiana, tenendo così fede a un suo personalissimo stile che scava nella drammaticità dell’umana (r)esistenza .
Nei versi di Landini prepotente si fa strada la precarietà del vivere quotidiano che, quasi mai, si disgiunge dalla caducità di cose e persone. La vita che Landini descrive è all’insegna della precarietà, nessuno si eterna e tutti sono potenziali vittime di Kronos, del dio che per paura d’esser spodestato dal trono divora i propri figli: “L’attimo prima/ del taglio è il rumore/ di carne che cede/ l’urlo che taglia il lume degli occhi.”

Non v’è salvezza dal dolore. In un post sul suo blog (giugno 2012) è l’autore stesso a specificare: “Di zinco è realizzato l’involucro che ricopre la bara di mio padre, a un anno dalla sua morte, durante il trasporto verso il cimitero di San Benedetto del Tronto, dove si trova il forno per la cremazione. Obbligatorio per legge, esso impedisce una possibile fuoriuscita di sostanze tossiche derivate dalla decomposizione. Anche le tombe sono scomparse, scrive Ungaretti nel verso di apertura a Chiaroscuro. Lo zinco ci separa dal marcio, dal miasma ma non può nulla contro il dolore del lutto. […]”. In apertura de Lo zinco una epigrafe: “Mio padre e la cenere li separava lo zinco”.

Maurizio Landini (Ancona, 1972) scrive poesie dal 1986; ha esordito nel 2011 con la silloge “Permanenze lontane”, per Edizioni della Sera. L’anno dopo è uscito l’e-book “Esacerbo” (Maldoror Press); sempre nel 2012, Marco Saya Edizioni ha pubblicato il libro Lo zinco. E’ creatore e curatore del progetto di poesia e immagine Versigrafìe.

Lo zinco – Maurizio Landini – Marco Saya Edizioni – Collana: Poesiaoggi – ISBN: 9788890750045 – Pagine: 30 – € 6,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a ”Lo zinco” di Maurizio Landini (Marco Saya Edizioni) – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. poesiaoggi ha detto:

    L’ha ribloggato su poesiaoggi.

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  2. Pingback: ”Lo zinco” di Maurizio Landini Marco Saya Edizioni – recensione di Iannozzi Giuseppe | Iannozzi Giuseppe in arte “Beppe Iannozzi” | HyperHouse

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie, Marco.

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