LIBERA NOS DOMINE. Prosa e poesia dall’Aldilà (illustrazione di Valeria Chatterly Rosenkreuz) – di Iannozzi Giuseppe

LIBERA NOS DOMINE

Prosa e poesia dall’Aldilà

di Iannozzi Giuseppe

Via Crucis by Chatterly

Via Crucis by Chatterly

Via Crucis è Opera originale di Valeria Chatterly Rosenkreuz

VIA CRUCIS

a Chatterly, My Immortal Muse,
con immensa stima e infinito affetto,
ricordando tutti i caduti in guerra e il loro sangue
che impasta la nostra fredda terra

In questi giorni la terra mi trema dentro alle fredde ossa:
gli uomini si gettano a capofitto in una disperata impresa,
e poi, fra le mani, le nude budella espongono; invano cercano
di ricacciarle dentro all’epa in un atroce lamento, in un tormento
che di sé mai è contento. E inghiotte la terra ogni vita senza scampo.

In questi giorni non vedo né il sole né la luna ma solo un nullo cielo:
le donne piangono lagrime di sangue, si fanno pallide in volto
e, gridando mute che non è vero, su di loro cala un pesante velo;
e finiscono col strappare i giorni dal lunario tremando fragilità,
lasciando i capelli sciolti al vento, morendo piano nei confini del tempo.

C’è un urlo che si spande da cielo a cielo, poi è l’eco del Niente:
lo conosco, dalla mia bocca morta nasce. Ma non osa l’alma mia
di chiedere perdono a Dio, perché troppi ho lasciato a soffrire
e troppi ho seppellito accanto a me insieme al destino mio,
lasciando loro solo la triste eredità che più non c’è verità.

Avrei voluto vivere per sempre reggendo il tuo sguardo,
tenendo la tua mano nella mia come quand’eravamo bambini
a giocare nei prati la guerra dei primi innamoramenti.

E poi, ancora, avrei voluto dormire nei tuoi capelli d’oro e d’argento
per sognare insieme a te il miracolo dei fiori in boccio e la primavera.

E non so – o solo non oso – immaginare quant’altre gioie da scoprire
nella bocca tua di miele e d’amore. Ed invece è questa Via Crucis
che, stanca di sé, si trascina in mezzo a mille fiati raccolti in dolore.

LIBERA NOS DOMINE

“Sapevo che m’avresti risposto solo dopo averci pensato su, non una, ma due volte almeno. Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato un no. Ma ci ho provato lo stesso: era in me sopravvissuta una pallida scintilla d’illusione che non fossi cambiato.”
“Ti ho dunque deluso.”
“No, non troppo. Più di me hai deluso te stesso. Ma se vuoi saper tutta la verità, questa consapevolezza, or come ora, non mi fa né caldo né freddo. Anche il pallore che credi di leggermi in viso s’è spento, caro amico d’un tempo remoto.”
“Così crudele sei!”
“No, ti sbagli. Non lo sono. Sono solo libero di difendermi da te… ignorandoti.”

IL SACRIFICIO

Lui le fece scudo col suo corpo: tutti i proiettili l’accolse nel suo maschio cuore come fossero baci della donna amata. Ma quando si voltò, la trovò cadavere a terra: le turgide rosse labbra di lei sprigionavano esiziale sapore, quello della polvere da sparo; però lui la baciò lo stesso, un’ultima volta.

IL NIENTE

Quel giorno il vecchio critico sfogliò la prima e l’ultima pagina del voluminoso libro che gli era stato inviato affinché lo recensisse. Tutti i colleghi s’erano prodigati come scimmie, tutti avevano detto che il romanzo non poteva che essere l’opera prima d’un genio; ma il vecchio consumato critico solo si limitò a dire che era il primo e l’ultimo fallimento di chi aveva creato il niente in mezzo a mille pagine scritte fitte fitte.

Il giorno dopo sulle colonne del prestigioso Il Letterario apparve la recensione: “Il niente occupa sempre troppo spazio.”

 

IL CERCHIO DI GIOTTO

“Vorrei fare colla poesia quello che Giotto fece col cerchio! Vorrei la Perfezione.”
“Be’, per il momento accontentati di parlare come mangi e vedi di gonfiare a dovere quella cazzo di gomma.”

BALLERINA DI VITA

La vita è danzare sulle punta dei piedi, sempre volando, anche se le scarpette sono pianto di piombo.

IN VOLO

Nel raggio delle mie ali disegna la tua libera ombra in volo. O perisci insieme a me, qui, ora, tra scarafaggi santi e sapienti dove neanche un’inchiodata ombra è possibile sui muri quando il sole o la luna.

LIBERO

Tu che sai la mia vita
non chiedermi della tua
perché ignorante rimango
come sempre. Sempre,
e per sempre, libero.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a LIBERA NOS DOMINE. Prosa e poesia dall’Aldilà (illustrazione di Valeria Chatterly Rosenkreuz) – di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    questo è “un vecchio” post io ricordo. hai fatto bene a riproporlo..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vero, questo è un vecchio post, ma l’ho segnalato nella categoria “archivio privatissimo” nonché nei tag. Però è bello e meritava d’esser tratto fuori dall’oblio.

    beppe

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