Premio Strega lialesco – di Iannozzi Giuseppe

Premio Strega lialesco

di Iannozzi Giuseppe

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Mandami tanta vita di Paolo Di Paolo: Romanzetto giovanilistico, uguale a cento altri nei secoli dei secoli. Non basta far finta di ambientare la storia a inizio Novecento per levarsi di torno il tanfo del vuoto giovanilismo. Romanzetto? No, peggio. A ‘sto punto mi faccio la cara e buon vecchia Liala e ci guadagno, letterariamente parlando.

La precedente edizione del premio liquoroso vide Alessandro Piperno ubriacarsi con lo Strega; ma il suo sciropposo Inseparabili rimase ben lontano da un grande successo di vendite, e la critica, così come aveva stroncato il suo precedente Persecuzione, non si fece pregare due volte per tagliare la gola ai due pappagalli in copertina.

Probabile che questa ennesima annacquata edizione del liquore venga sbolognata per insistente vecchiaia a Walter Siti, dopo l’esclusione dalla cinquina dell’unico romanzo valido, quello di Aldo Busi, El especialista de Barcelona. Aldo Busi brilla di luce propria, la critica lo ama, i lettori lo amano. Gli altri per riuscire a ottenere un cincinnino di visibilità devono invece farsi vecchie scarpe e fasciocomunisti in odor di berlusconismo.

Farsi dare lo Strega, oggi come oggi, è cosa ben triste. Lontani lontanissimi i bei tempi di quando Sebastiano Vassalli vinceva con La chimera, con della vera alta altissima letteratura. L’attuale momento storico vuole romanzetti molto meno che lialeschi, che resteranno vivi giusto per il tempo della moda, poi basta. E questo è quanto.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Premio Strega lialesco – di Iannozzi Giuseppe

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  2. romanticavany ha detto:

    Aldo Busi è un uomo che ha vissuto molto più di Paolo,
    sono ingiuste le tue considerazioni.
    I premi non si sa con quali criteri vengano distribuiti, ma se vengono donati qualcosa di importante sarà stato recepito.
    Uffy è inutile caro King essere sempre contro le persone giovani, perché secondo te non sanno di nulla.. Invece sono più fantasiose, più sognatrici meno salaci e licenziose del tuo modo di pensare.

    Il mondo degli scrittori è impermanente, se immaginano qualcosa devono scriverla come comanda il cuore. O devono rifiutare il loro mondo, le relazioni, l’amore, il sesso, il lavoro, la bellezza della natura e di tutte le sue creature? Assolutamente no! Devono cercare solo trasformare l’idea in qualcosa di partecipante per il lettore.

    In fondo veniamo al mondo per essere parte della vita, non per fissarci e aggrapparci ad alcuni frammenti dell’esistenza scritta da grandi e famosi e dalle loro metafore. Anche i piccoli contribuiscono al movimento dell’esistenza e della transitorietà. Poi se un libro non ti piace lo jetty, se ti ossessiona sta cosa fattene una ragione non scivolare sempre su note dolenti; in fondo chi sei tu..?? Quanti premi Nobel sono stati donati che non ti sembravano giusti? Così i premi strega… ti dirò da quando ti leggo non ne hai trovato uno meritevole, quanti giornalisti meritano e quanti no ecc.. ecc.. ecc

    Non essere troppo arrabbiato con me; il fatto è che a volte per la tua giovane età ti trovo troppo troppo rinco;)

    Bacetti ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Certo che sì, Busi ha vissuto molto di più, ma nel 1984 aveva già consegnato alle stampe un Capolavoro, “Seminario sulla gioventù”, un capisaldo della Letteratura.
    Paolo Di Paolo scrive robetta per quanto mi riguarda, un po’ sulla falsariga di Carlos Ruiz Zafón. E però Di Paolo non ha un decimo del talento di Zafón: è a mio avviso una copia e mal riuscita.

    Tu non lo sai, vero. Ma io qualcosa in più la so su come vengono assegnati i premi: oggi a vincere non sono gli autori e le loro opere, ma l’editore e tanto più l’editore è forte tanto più ha grandi possibilità di vincere. Niente di nuovo in realtà.

    Non sono sempre contro le persone giovani, tutt’altro. Ho appena postato un bellissimo brano di un libro che ti consiglio vivamente, “Stringimi prima che arrivi la notte” di Claudio Volpe, anche lui autore giovanissimo, poco più di venti anni ma un talento grandissimo. Anche lui presentato al premio Strega. Lo intervisterò a breve, ma nell’intanto puoi leggere qui la prima intervista che gli feci:

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/04/12/claudio-volpe-e-il-vuoto-intorno-intervista-allautore-a-cura-di-iannozzi-giuseppe/

    Vedi che non ce l’ho affatto coi giovani? Ce l’ho invece con i romanzi giovanilistici che è cosa ben diversa.

    In quanto ai premi Nobel, credo d’aver avuto davvero molto poco da ridire, questo perché c’è molta moltissima più serietà nell’assegnarli.

    E’ vero, gli ultimi 22/23 anni del premio Strega sono una delusione, questo perché si fa vincere l’editore e non l’opera dello scrittore. Ciò non significa affatto che non ci siano libri buoni e anche dei Capolavori, che però il premio Strega ha ignorato.

    Io sono un perfetto nessuno. Su questo hai pienamente ragione, sono un fra 60.000.000 circa di italiani.

    Arrabbiato?
    E perché mai?
    Hai tutto il diritto di esprimere quella che la tua opinione, ci mancherebbe altro.

    Io rinco? E’ che sono un sognatore. ^__* E’ per questo che trovi sia un un po’ rinco. E poi sono vecchio.

    Ti lascio la buonanotte con questa canzone-poesia del grandissimo Poeta Leonard Cohenk, che come ben sai adoro:

    ♥ ♥ ♥ Bacetti e lekkatine

    orsetto di VaNY

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