KILLER DI EDITORI (racconto dark) – di Iannozzi Giuseppe

KILLER DI EDITORI

di Iannozzi Giuseppe

killerOdio le persone che non ringraziano. Che pensano che tutto gli sia dovuto. Che ti guardano dall’alto in basso senza darti una diavolo di risposta. E’ per questo che quando becco uno che mi ha fatto un torto lo faccio secco.

Lui non ha ancora capito perché. Il perché è semplice. Non mi ha ringraziato. Non ha risposto al mio invito. Eppure ero stato ben chiaro anche se scrivo alla boia d’un giuda, cioè come mi sono imparato in galera tra coltellate alla schiena e teste rotte l’una contro l’altra. Non sono mai stato uno stinco di santo e le sbarre non hanno fatto altro che peggiore il mio già pessimo carattere.
Lui non ha ancora capito perché gli ho schiaffato la canna della mia 45 in bocca.
Forse vorrebbe parlare, dire qualcosa in sua difesa, ma è troppo tardi.
Sembra uno che tiene voglia di staccare un pompino, ‘sto figlio di puttana. Non è importante, perché lo voglia o no tutto dipende dal mio dito sul grilletto. La pallottola la ingoierà, e se non ne sarà capace raccoglierà quel poco di cervello che tiene con la lingua, per dio!

Forse spera di cavarsela in un modo o nell’altro. Forse.
Com’è che si dice? Lasciate ogni speranza voi che ce l’avete corto. E’ così?
Piange lo stronzo.
Mi fissa negli occhi, manco fossi sua madre.
Mi fa gli occhi dolci. Mi supplica con lo sguardo. Non capisce. E’ un idiota e io odio gli idioti.
Spingo forte la canna della 45 nella sua cazzo di bocca. Voglio che la senta tutta.
Non capisce, è di sicuro un idiota totale.
Non gli dirò perché deve morire però. A quest’ora avrebbe dovuto capirlo da solo.
Non hai risposto al mio invito, non mi hai ringraziato, questo dovrei dirgli agli spicciolata prima di mandarlo al Creatore. Ma non lo farò. A questo punto non gli servirebbe a niente conoscere il suo peccato contro di me. Deve pagare e il prezzo è la morte.
Non c’è posto per la pietà. Il mestiere che faccio non me lo permette. Devo essere crudele perché è l’unico mezzo per essere un giusto nel giusto. Confesserò solo che un po’ mi piace far secco chi mi manca di rispetto.

E’ finita.
Non ho più voglia di…
Adesso lo faccio secco in quattro e quattr’otto.
Avrebbe dovuto rispondere quando gliene ho data la possibilità. Non l’ha fatto, solo perché è un editore e si crede il padreterno. Poco ma sicuro che si crede al di là del bene e del male. Non ha però tenuto conto che io sono un avanzo di galera. Avrebbe dovuto rispondere. Avrebbe dovuto ringraziarmi per avergli inviato in visione le mie “Memorie di un killer”.
Avrebbe dovuto accettare il mio invito senza pensarci su due volte e pubblicare seduta stante le mie “Memorie di un killer”. Invece mi ha trattato come uno dei suoi stupidi scrittorucoli con la lingua di fuori.
Lo faccio secco perché mi ha fatto un torto che uno come me non merita.
E poi puzza, puzza troppo. Se l’è fatta sotto. Non ha spina dorsale. Non ce l’ha proprio.
Ecco, premo il grilletto così impara la lezione per sempre. Com’è che si dice? Uccidine cento per educarne un milione.

Bene, uno l’ho fatto fuori. Ne rimangono novantanove e poi anch’io sarò al di là del bene e del male. Forse.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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11 risposte a KILLER DI EDITORI (racconto dark) – di Iannozzi Giuseppe

  1. lauraetlory ha detto:

    Ahahahahahahahahhahahah, mitico e terapeutico. Da leggere dopo l’ennesima mail di rifiuto da parte di un editore.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se dovessi far sul serio fuori tutti gli editori che non mi hanno risposto o che mi hanno risposto con una delle solite lettere prestampate, cavolo, avrei bisogno d’un arsenale. 😉

    Talvolta gli editori sono proprio dei grandi stronzi, non c’è niente da fare: pubblicano l’impubblicabile, ci vanno in perdita pure, ma pubblicano perché il tizio è figlio di caio che è immanicato con tal dei tali etc. etc. La malaeditoria, questa sarebbe da abbattere, ma è un moloch brutto da abbattere e che resiste a troppi colpi.

    beppe

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  3. romanticavany ha detto:

    Probabilmente è proprio vero che l’essere umano vive, lotta, conquista con il solo scopo di sopravvivere mirando ai propri obiettivi egoistici?
    Ringraziarti… Molte persone non sanno salutare, non sanno sorridere, non sanno essere riconoscenti, non sanno poi dire grazie. Ma poi le cose gratificanti si conquistano solo attraverso le difficoltà; questo poi può portare al raggiungimento della gratificazione.
    Ma perché cavoli te la prendi volendoti vendicare.
    Non so, se le tue lezioni di Bon Ton per così dire siano utili.
    Lascia perdere.
    Meglio fuggire i nostri spettri,le nostre illusioni e tutte le paranoie. Meglio vivere con semplicità piuttosto che affrontare tutti quei malesseri esistenziali che ci disturbano o annoiano, annegando per l’ennesima volta la sofferenza e cercando qualcuno in grado di alleviare le nostre pene supplendo le nostre vanità.
    Non è così interessante forse quello che scrivi o quello che narri o che dici, forse non vale risposta e tu continuando, imperterrito, mostri la necessità di voler sedurre attraverso comportamenti stereotipati illusioni di una giustizia non giusta, forse dall’infanzia ti è stata presentata la felicità come lieto fine,così come nelle fiabe…però realmente nella vita non sempre accade. Non serve la violenza forse meglio fare una bella doccia e se ti va prenditi un’estate di colore cercandoti persone amiche con la A maiuscola e ridimensiona le nemiche.

    Dolce sera King
    Bacetti ♥ vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La mia adoratiSSima Agnellina. ♥ ♥ ♥
    E’ un racconto di finzione che vuol mettere in evidenza quella che è un cattivo comportamento in certi ambiti editoriali, senza per questo voler fare di tutti gli editori un solo fascio. Ci mancherebbe altro.
    Il protagonista è un assassino che è uscito di galere e che ha scritto un libro che gli è stato rifiutato.
    Gli editori non gli hanno risposto e lui si vendica. E’ una satira, come tante se ne fanno, per riderci su, per non prendere troppo sul serio i rifiuti che un autore riceve dagli editori o sedicenti tali. E però se Mehmet Ali Ağca, che sparò a Paolo II, esce di galera e dice d’avere un libro, bene, gli editori glielo pubblicano subito. Mehmet Ali Ağca ha pubblicato un libro perché ha sparato al Giovanni Paolo II.

    Non ho spettri, tranquilla.
    Mi piace semplicemente scrivere per il piacere di scrivere così come a te piace prendere il sole.
    Mi piace leggere dei bei libri.
    Mi piace leggere e scrivere, e non cerco il lieto fine. Ho i piedi ben cementati nella realtà.

    Non è un racconto di violenza, è un racconto pregno di satira e di umorismo che forse non hai saputo cogliere che, peraltro, ridicolizza le Brigate Rosse che fecere loro il motto “colpiscine uno per educarne cento”.

    Trovi che sia sbagliato che ridicolizzi le BR? O che evidenzi, attraverso la satira, con un racconto di finzione, quello che accade in certi ambiti pseudo-culturali?

    Bacetti e leKKatine, Agnellina innocente ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  5. furbylla ha detto:

    direi che sarebbe terapeutico non solo con certi editori ma anche con altre categorie 😉
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ovvio che sì, rapportabile anche ad altre realtà. E’ un racconto di chiaro stampo satirico, per ridere su certe cose che non dovrebbero esistere e che eppure ci sono ahinoi.

    beppe

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  7. Felice Muolo ha detto:

    Vany e Cinzia: a chi dare torto non saprei. Ma penso che entrambi abbiano ragione. Per camminare in questo mondo bisogna avere una gamba che la pensa come Vany e una come Cinzia. Forse per questo Beppuzzo non puoi fare a meno delle delle Due.

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  8. Felice Muolo ha detto:

    scusate il refuso.

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per il refuso sarai giustiziato. 😉

    beppe

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Forse è vero, non posso fare a meno delle Due, ma Cinzia è maritata e felice e Vany quando viene fuori il mio lato più dark si spaventa. 🙂

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ma sono buono, non ho mai ucciso manco una lucertola quand’ero ragazzino, mentre i mei compagni di giochi sì.

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