Fontane di lacrime e di cielo. Poesie per Federico García Lorca – di Iannozzi Giuseppe

Fontane di lacrime e di cielo

di Iannozzi Giuseppe

Federico García Lorca

Federico García Lorca

La Fontana delle Lacrime
(canto per Federico Garcia Lorca)

Ora devi sorridermi,
perché sto per amarti,
perché sto per accecarti
Ora devi darmi un po’ di luce,
perché i miei occhi sono ciechi
E lo sai che la colpa è solo tua

Guarda! Guarda! Guarda!
Sono in ginocchio, sono nudo
Non puoi ignorare quest’uomo
Non puoi fingere che,
che ama solo se stesso
O l’acqua morta
della Fontana delle Lacrime

Le mie dita suonano il tuo corpo
Ma tu rispondi, dolore!
E io solo grido, amore!
La rima è facile,
più difficile legare noi
nel volo delle bianche colombe
che piangono poesie:
in Spagna, un morto
è più vivo
come morto
che in qualsiasi altro dove:
il suo profilo ferisce
come il filo d’un rasoio

Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho i polsi tagliati
e suono ancora la tua canzone,
quella che ci ha innamorati
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
Ho il cuore a pezzi
e batto ancora il petto
e il tempo perché non ho che te,
perché non ho altro che bianchi gigli,
la purezza e il tuo biondo capriccio
Guarda! Guarda! Guarda, ora!
No, non dire che non si può fare,
che non si può amare e soffrire
suonando uguali note sul piano
dei nostri corpi di luce

No, non lasciamo morire la Luna
e il suo splendore: questa fontana,
questa fontana ha pianto abbastanza
Sì, sono cieco, ma vedo che mi ami,
che mi piangi ancora con occhi di colomba

Ti perdono la colpa, ogni bianco giglio
Ti perdono il fiore di sangue
disegnato dalla tua inespressa poesia
sul mio cuore che batte, che batte ancora
per te, per i tuoi occhi spalancati su me

Ti prendo, prendo te e il tuo biondo capriccio
perché sto per amarti nelle tue lacrime,
perché sto per accecarti nella luce della Luna

Sei sempre un colpo al cuore,
una poesia che uccide e non sa uccidere
Ma sei sempre un colpo al cuore
No, non lo puoi negare, Amore!

La tua santa pazzia
(o Pour toujours!)

Vedi! La tua santa pazzia
sempre io l’ho amata come gioia,
quando gli occhi tuoi fiorivano
nella cecità del sangue
Non ero morto
o un vuoto a rendere
Solo aspettavo di prendere
la verginità più preziosa
Solo speravo di vivere
la verità più graziosa
per spogliarla

Lo sai,
lo sai che non posso dormir la pace
senza la carezza dei tuoi capelli,
senza la carezza
che intrica le bionde trame
dei desideri miei belli

Sì, ora lo sai,
lo sai che sono pazzo,
un passo e un sasso

Non so accontentarmi
di mordere l’osso
Dell’anima ho bisogno
e della sua controparte
per non morire
da solo
nell’assegnata parte
del destino,
del suo incognito dono

Vedi! Nei tuoi occhi fiorisco
Senza trucchi, ora lo sai

Pour toujours!

Donne matte

Donne, strane donne,
bionde, matte

Donne, dolci donne,
brune, sempre matte

Donne, dolci e strane,
matte, completamente

Un bacio, e un altro,
poi andate via in un sogno
O scivolate via nel pugno
della mia carezza di sabbia

Croce

Per te ho dimenticato il cervello
Per te ho curato l’amore d’un bordello
Per te ho lavato la faccia di Dio
Per te ho danzato sotto la pioggia
Per te ho detto addio alla carta d’identità
Per te ho ucciso un fiasco di vino
Per te ho prosciugato i sette mari

Niente ti è mai bastato
Neanche un più semplice mazzo di rose
in mano a un pazzo è stato sufficiente
Volevi tu solo la mia croce

Sole

Eri Sole, eri sola
Io come te

Mi hai acceso la sigaretta
Mi hai regalato un sorriso

Troppo soli per stare insieme

Occhi di cielo

1.

Ogni tanto mi scrivevi una carezza,
io, in bianco e nero, le solite mie.

Dicevi che era blu il tuo sangue.
Io però solo amavo i tuoi occhi di cielo,
la profondità che annegava la gioia mia.

Mi scrivesti l’ultima volta
che cercavi un cielo blu più profondo di te;
ti risposi io che eri una uguale a tante altre.

Fraintendesti, gridasti un vaffanculo,
perché a te, puttana, nessuno l’aveva mai detto.

2.

No, non lo capisti allora
che eri una sognatrice.
E neanche ora
che mi squilli: racconti infelice
del tuo amore che non ti capisce
e che, forse, dovresti cambiarlo
con un altro più profondo di te.

Oggi continuo ad ascoltarti,
ad amarti come ieri.
Tanto lo so che non cambierai:
invecchierai da sola
portando a spasso il guinzaglio
e la museruola del mio amore
per scriverlo in una carezza.

E io dormo il tuo cielo blu,
ma non c’è niente di più
che possa fare per te o per me.

3.

No, non lo capirai mai
che siamo profondi uguali.
E che di meglio non c’è.

Il canto di Odino

Sono Odino
e tu sei bionda,
questa volta
non potrai fuggire
né i miei baci
né la mia follia.

Stringerò i tuoi polsi,
ti farò piangere, Donna:
urlerai tutto il tuo odio
e che ancora non mi ami.
Oh sì, ti bacerò
affogando le tue lagrime
nei carnivori miei baci.

Ti metterò
in serio imbarazzo:
non avrò pietà
né di te né di me.
Mi dovrai amare
o denunciare
o ammazzare.
Ma prima,
prima ti bacerò
togliendoti il respiro,
mortificando la tua paura
nel mio cuore.

Donna, sono Odino
e tu sei bionda.
Lo sai anche tu
che sei nata
per essere mia:
anima e corpo,
amante e amica,
puttana e religione.

Ti prenderò così,
su due piedi,
farò volare via
il tuo orgoglio
sopra il mio
con un passo di tango.
Non hai bisogno
di resistermi ancora,
perché lo sai anche tu
che sono più forte di te.
Ho solo un difetto:
ti amo più di me stesso.
Così questa volta
mi dovrai amare
o denunciare
o ammazzare.
Ma prima,
prima ti bacerò,
perché sono Odino
e tu sei bionda.

Lo capisci anche tu
che sei nata già mia
per soffrire
il battito del mio cuore
e la sua follia.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, attualità, Beppe Iannozzi, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Fontane di lacrime e di cielo. Poesie per Federico García Lorca – di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    direi proprio di si che “qualcuna” è bella 🙂
    Buona domenica Beppaccio
    cinzia

    Mi piace

  2. ventisqueras ha detto:

    e lui ti sorriderà sempre e comunque , perché sorride sempre a chi lo ama

    Mi piace

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Capisco che ti sono piaciute. 😉

    Accidente, sono poche le poesie mie che non ti piacciono. ^_^

    Bacione

    beppe

    Mi piace

  4. furbylla ha detto:

    è vero 🙂 ma qualcuna c’è tanto tu ormai sai benissimo quali mi piacciono e quali no. in fondo penso che il “rapporto” con autore che stimi si basi anche su questo leggere ciò che scrivere e pensare questo si,questo no. .
    bacio
    cinzia

    Mi piace

  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non posso che convenire, oramai so bene quali sono i tuoi gusti, ragion per cui quando non commenti un mio post capisco che non ti è piaciuto. 😉

    Bacione

    beppe

    Mi piace

I commenti sono chiusi.