Bisogno di Tenerezza – poesie di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Bisogno di Tenerezza

poesie di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

vany cartoon

Scivolando lungo

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

dedicata al mio furbo nipotino little heart

Occhi sgranati,
ti chiedi come mai
perché proprio a te;
a capo cerchi di venirne
almeno un po’.

Be’, ragazzino,
ti dirò che tuo padre
ha vissuto un po’ così e così;
non ne so molto di più,
ma ci proverò a insegnarti
il perché e il percome,
il modo in cui gira il mondo
che ho conosciuto;
sappi che la vita
per quanto strana sia
sempre è un viaggio
che ti fa camminare
in diverse direzioni.
E talvolta sì, ci s’incammina
da soli passo dopo passo.

Questa piccola grande vita
ti può andare al massimo,
certo che sì, non escludere però
che non possa essere difficile anche;
e qualche volta potrà forse dirti male;
divertente è questa nostra vita
che sol può venire rotolando lungo.

Ragazzino, vivi.
Non lasciarti andare proprio ora
che sei all’inizio della corsa;
dal male impara
che può venire il bene
ma sempre rotolando lungo.

Ragazzino, ragazzino mio bello,
dico a te, ridi oggi e ridi ancora
dei momenti divertenti
e nel cuore serbali vivi.
Le ragioni in lungo e in largo cerca
per portare amore a chi non ce l’ha,
perché davvero altro non si può fare.

Be’, ragazzino,
questo è quel che io so,
non è molto ma è.
Continua,
continua a rotolare lungo.

 Mamma

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

 Vien giù a dirotto la pioggia
soffocando ogni altro rumore,
resiste però sulle tegole bordeaux
lo scroscio dell’acqua nelle canalette
e uguale resistenza le oppone
il crudo suono delle antenne bagnate.

 Al giardino volgo lo sguardo,
un esule papavero s’erge bello bello
in mezzo al verde dell’erba bagnata;
così, un po’ malinconica rifletto.
Il sole, il sole solamente vorrei
qui ci fosse, per star con te,
per veder il sorriso tuo fiorire
mentre il gelato lecchi piano
e le vetrine del centro città
le osservi, sì, di sguincio però.

Con dolcezza mi hai cresciuta,
gli occhi mi hai aperto
sempre cogliendo semplici esempi
di sacrifici e dedizione; e gli zingari
delle mie fantasie hai scacciato,
e le paure, pure quelle, le hai sbriciolate
sotto il crepitante sole del tuo amore.

I figli tuoi, il babbo, noi il tuo tutto.

Le fiabe che da piccola mi raccontavi
eran treni per chissà dove, grilli e aerei invisibili,
ma anche streghe inquiete anguille e serpentelli,
e tutti mi portavano via il respiro.

E’ per noi ogni tua energia,
un pettine ruggente,
diga d’amore e protezione.

Estatica nella tua sublimità
ti ammiro; queste mie minime parole,
con immensa cura, metto ora qui in riga.

Ti voglio bene, Mamma.

Ti amo

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Ti amo
mentre ascoltiamo
quelle tue canzoni tanto tristi alla radio;
in queste lunghe sere d’autunno
cacciati a forza nella tua Fiat 500 rossa
illuminiamo strade di notte
contornate da rododendri e altri alti alberi,
e lampioni offesi anche
che qualcuno prima di noi
ha accecato per chissà quale rivoluzione
E tu piano porti una mano sulla mia spalla
E io fremente sussurro di tornare a ballare,
per non essere rapita dal tuo respiro orsino
che eppur mi gonfia il cuore
cantandomi amor animale

Ti amo
anche quando mi stai appiccicato
e mi racconti di streghe nere e cattive
che bucano la notte a cavallo
di lunghe lunghe scope di saggina;
e ancor ti amo, paurosa
mentre me le presenti all’uscita dell’autostrada
con il loro umbratile cachinno sdentato
che una volta a casa – io lo so – metterai nero
su bianco per pagine e pagine d’arcane fortune,
di avventure ai confini del mondo

Ti amo
quando mi porti dentro spessi letti di foglie
perché ti tira, perché ti va; e così tubiamo
prendendo sotto il nostro affanno formiche
e minuti e ore, ignari del fluire del tempo
lasciato al suo tizianesco sogno d’autunno

Ti amo
perché sei osceno enigmatico caustico,
allegro quanto basta e poeticamente incazzato;
ti amo perché nel cuore mi lasci tanti perché
e però dentro ai tuoi pensieri più riposti
sempre mi trascini con inusitata delicatezza
che carezza dopo carezza evolve in carnalità

Ho sognato di prenderti a schiaffoni

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Ho sognato,
che un’estate dopo pranzo
vestita d’un piccolo vestitino
confezionato con laccetti rosa e spalline
e col collo ornato da piccole perline
salivo io da te.

Sdraiati belli belli dentro al dondolo
sul terrazzo
in mezzo a vasi di gerani,
cassette di frutta, angurie e meloni,
ti riempivo il collo
di piccoli teneri morsi
accompagnati da grandi baci.

Ho sognato poi che tu mi prendevi
la manina conducendola in basso
lontano; ma quando mi hai guidato
quasi fin sotto al lardo del tuo pancione
ti ho mollato un sonoro schiaffone.

La tua idea era forse giusta
ma per me svantaggiosa,
ed allora ti ho gridato un “no”,
un “no” così forte e infinito
che t’ha spaccato i timpani:
diamo tempo a ogni cosa,
io non ti tocco finché non
sarò la tua sposa.

Statte accuorto guagliò!
Se ci provi un’altra volta
ti prendo a schiaffoni,
e non me ne fregherà una cippa
che sei il mio orsetto tutto matto.

Migliore amico

di Romantica Vany

Credo in te amico,
credo nel tuo sorriso
finestra aperta del tuo essere.

Credo nel tuo sguardo
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano
sempre tesa per dare.

Credo nel tuo abbraccio
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola
espressione di quel che ami e speri.

Credo in te, amico,
così semplicemente
nell’eloquenza del silenzio.

Di castità impazzirò

di Giuseppe Iannozzi

Così tu mi condanni
a un’insana castità;
che dovrei far io,
toccarmi e toccarmi,
affondar sempre più giù,
dar sfogo al plettro
sulle corde della chitarra
e cantare, cantare di te
che non me la smolli
manco morto?

Mi raccomandi al prete
che in fondo in fondo
sono un bravo ragazzo
anche se in pubblico
non lo do troppo a vedere;
gli confessi che un giorno, sì,
davanti all’altare mi sposerai
E quello io me lo immagino
che annuisce con aria seria
ma poco convinto e allora
si fa gl’affari tuoi e ti chiede
con gran faccia di tolla
quante volte hai peccato
Immagino il tuo rossore
diffondersi sulle gote bambine
E io qui muoio
a forza di cantare
Stonato, maledetto e stonato
come una campana a morto
canto come un ossesso il sesso,
mi sfogo come posso
su dieci ragazze per me
Mio dio, quanto canto!
E alla fine rimango solo
e piango, disperato piango

Questa castità, questa religione,
amor mio, proprio non mi va giù
Non riesco a farci il callo
ai sepolcri imbiancati,
nemmeno l’aspirina funziona più:
Battisti o non Battisti non è più
il mio problema, è che qui
non si scopa, non si scopa proprio

Divento pazzo pazzo pazzo
Chissà poi che te ne farai
d’uno schizzato davanti all’altare,
amor mio, davvero non oso
immaginare

D’accordo, hai ragione tu,
come sempre del resto, Gesù!
Vado a prendere le sigarette,
tu però non ti disperare
se non mi vedi tornar su
Vado a prendere le sigarette,
ci metto due minuti suppergiù
Vado a prendere le sigarette
e già che ci sono arrivo
fin sul tramonto, fin sul tramonto
mio solo e unico amore

Non provarci e riprovarci

Queen – traduzione e adattamento di Iannozzi Giuseppe

Se sei alla ricerca di qualcosa,
non provarci in maniera così ostinata
Se ti senti una nullità
non provarci in maniera così ostinata
Quando i problemi sembrano montagne
e senti il bisogno di trovare delle risposte
puoi rimandarle a un altro giorno
Non provarci in maniera così ostinata

Ma se cadi e fai un capitombolo
il momento non è lontano
Se fallisci non devi lamentarti
Ringrazia la tua buona stella,
gusta ogni boccone
e fa’ tesoro di ogni istante
Quando la tempesta infuria intorno a te
rimani al tuo posto
Non provarci in maniera così ostinata
Non prendere ogni cosa a cuore in questo modo,
soltanto gli stupidi stabiliscono regole così
Non provarci in maniera così ostinata

Un giorno ti sentirai sergente maggiore
e sarai così orgoglioso di te
urlando i tuoi maledetti ordini
Ehi, ma non troppo forte
Luciderai i tuoi bottoni lucenti,
vestito da agnello invece che da montone,
ma non cercar mai d’allontanarti dalla cerchia

Che mondo meraviglioso
E’ questa la vita per me
Che mondo meraviglioso
E’ questa la vita semplice che fa per me

Non provarci in maniera così ostinata
Non prendere ogni cosa a cuore in questo modo,
soltanto gli stupidi stabiliscono regole così
Non provarci in maniera così ostinata
Non provarci in maniera così ostinata
Non provarci in maniera così ostinata

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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