Il seminarista, inedito Capolavoro di Luisito Bianchi sulla Resistenza – recensione di Iannozzi Giuseppe

Il seminarista, inedito Capolavoro
di Luisito Bianchi sulla Resistenza

recensione di Iannozzi Giuseppe

Il seminarista - Luisito Bianchi

Il seminarista – Luisito Bianchi

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Un’opera inedita, per incontrare ancora una volta l’autore della Messa dell’uomo disarmato in tutta la potenza della sua scrittura. 

Un romanzo di formazione ambientato nell’Italia fascista, a ridosso della guerra. La storia di una vocazione intrecciata agli eventi della Resistenza.

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Sironi editoreNell’ultimo romanzo postumo di Luisito Bianchi, scomparso l’anno scorso, la sera dell’Epifania, incontriamo un’innocenza gentile e innocente, quella di un bambino che, senza indugio, sente dentro di sé forte la vocazione per il sacerdozio.

Il seminarista fu scritto negli anni Settanta, ma in quegli anni non vide mai la pubblicazione. Prima di dipartirsi dal mondo di noi mortali, l’Autore è riuscito a rivedere il suo lavoro, lasciandolo a noi lettori. Un lascito spirituale, un testamento letterario di nobiltà e di valori dove la pietas manzoniana è più che mai viva. Oggi, grazie alla collaborazione del “Fondo Luisito Bianchi” della Fondazione Dominato Leonense, Il seminarista è finalmente in libreria. Chi ha amato La messa dell’uomo disarmato, non potrà non amare Il seminarista, perché se il Capolavoro di Luisito Bianchi  “è il romanzo che mancava dopo Il partigiano Johnny” e “il naturale completamento della Storia della Resistenza, degli uomini che fecero la storia con le loro vicissitudini-storie”, ne Il seminarista sono raccolte buona parte delle esperienze personali (e intime) dell’Autore antecedenti a La messa dell’uomo disarmato e della Resistenza. Ne Il seminarista, ambientato in un periodo compreso tra il 1938 e il 1945, il lettore dovrà fare i conti con un simpatico ‘diavolaccio’, un bambino di 11 anni che, giorno dopo giorno, in seminario imparerà il significato della vita, la sua sacralità e unicità.

Il seminarista è anche un romanzo di formazione, perché tra le sue pagine incontriamo una umanità che, oggi, forse non esiste più, la società di ieri che agl’occhi del lettore appare gioiosa e giocosa nonostante la povertà e le difficoltà dei tempi. Non è però soltanto questo: nella campagna lombarda, tra Cremona e Pavia, i venti di guerra fischiano forti, e ben presto il bambino matura l’idea in embrione di poter essere solo e sempre antifascista. Ascoltando Radio Londra, grazie a una vecchia ma ancora funzionale radio, il bambino ascolta il mondo, quello che accade e che invece non dovrebbe accadere.
Il padre del bambino non è granché felice di sapere che suo figlio ha la vocazione. E’ sospettoso, non ci crede e pensa che qualcuno lo abbia imbeccato per strapparglielo via. Per lui, il genitore avrebbe voluto un futuro diverso, da uomo, ma di fronte alla genuina cocciutaggine del figlio non potrà che assecondare il suo desiderio di farsi prete. In seminario il bambino impara il latino, si dà da fare, senza perdere quasi mai la gaiezza tipica degli anni dell’innocenza. In seminario tutti gli vogliono un gran bene e tutto andrebbe per il meglio non fosse che la guerra, che in un primo momento fu intesa come una burla, non minacciasse uomini e cose. Il bambino, di colpo quasi, si rende conto d’essere ormai un giovanotto. Le voci sulla guerra lo turbano, lo turbano sì tanto da fargli temere d’aver perso la vocazione. In seminario fa amicizia con un seminarista biondo e già forte di grandi ideali di libertà. Sarà proprio il giovane biondo a regalargli una copia di Umiliati e offesi, libro fondamentale che, in maniera definitiva, radicherà nel seminarista che importante è essere antifascisti oggi e sempre.
Il seminarista vorrebbe essere coi partigiani, sulle colline, a fianco dell’amico biondino di cui invidia l’estremo coraggio; la Resistenza è un ideale forte che lo alletta. I fasci rastrellano ogni cosa, anche in chiesa e in seminario. Con faccia di tolla non rispettano nessuno, men che meno Dio e la vita umana. I tedeschi oramai scorrazzano in lungo e in largo, la gente fugge, cerca rifugio sulle colline. Poi, un ex compagno di scuola del seminarista viene brutalmente falciato da una raffica di proiettili nazisti. Sangue innocente viene versato. Perché? Il seminarista si sveste della tunica di seminarista e decide così d’andare incontro al suo destino.

Il seminarista di Luisito Bianchi, scritto nella prima metà degli anni Settanta e pubblicato da Sironi editore nella redazione attestata nelle versioni dattiloscritte e riviste dall’Autore, è romanzo non minore rispetto a La messa dell’uomo disarmato, un lavoro che nulla ha da invidiare a La trilogia del ritorno (L’amico ritrovato, Un’anima non vile e Niente resurrezioni, per favore) di Fred Uhlman. Sostanzialmente un Capolavoro vero Il seminarista di Luisito Bianchi, opera più che mai attuale per questi tempi bui e di ombre che, nostro malgrado, stiamo attraversando non disdegnando la vigliaccheria la ruberia e la rivalutazione del fascismo.

Luisito Bianchi è nato a Vescovato (Cremona) nel 1927, è stato ordinato sacerdote nel 1950 ed è morto nel 2012. Con Sironi ha pubblicato il capolavoro La messa dell’uomo disarmato (2002), Come un atomo sulla bilancia (2005), I miei amici. Diari (2008), Le quattro stagioni di un vecchio lunario (2010).

Il seminarista – Luisito Bianchi – Sironi editore – Collana indicativo presente – pagine 224 – ISBN: 978-88-518-0220-2 – Prezzo: € 16,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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