VINCENT – traduzione e adattamento di Iannozzi Giuseppe

VINCENT

di Don McLean – traduzione e adattamento di Iannozzi Giuseppe

Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh

Stellata notte di stelle,
il pennello intingi nel grigio e nel blu,
affacciati a un giorno d’estate
con occhi che conoscono l’oscurità della mia anima.
Ombre sulle colline
abbozzano alberi e narcisi,
rapiscono la brezza e il freddo dell’inverno
nei colori sul biancore della neve d’attorno.

Solo ora capisco cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano proprio come.

Forse ascolteranno ora.

Stellata notte di stelle,
fiammeggianti fiori, luccichio che sfavilla
e nubi impazzite d’una foschia violetta
si riflettono negl’occhi di cielo-china di Vincent.
Colori cangianti,
aurore nei campi di grano a maturare,
facce consunte e dal dolore segnate
si riscattano sotto l’amorosa mano del pittore.

No, non sapevano amarti loro,
nonostante il tuo amore così vero,
e quando non ci fu più ombra di speranza
in quella notte di stelle…

in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei voluto dirti, Vincent,
che questo mondo non era adatto
a un uomo così tanto bello, come te.

Stellata notte di stelle,
ritratti appesi in stanze deserte,
volti senza cornice su anonime pareti,
coi loro occhi scrutano il mondo e non dimenticano.
Uguale agli sconosciuti che hai incontrato,
poveri vagabondi vestiti di stracci,
una spina d’argento d’una rosa insanguinata
in frantumi giace sulla vergine neve.

Solo ora credo di capire cosa cercavi di dirmi
e quanto soffrivi sapendo d’aver ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
e forse mai lo faranno…

Breve brano tratto da: “Vincent il Vecchio”

Angeli caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioni(…)

Si sentiva stanco nel corpo, ma più stanco era nell’anima, stanco della società che non comprendeva la vita e l’arte e l’amore.

Vagolava attraverso i campi di fiori sintetici e dovunque posasse lo sguardo non poteva non provare un profondo senso di disgusto. Un refolo di vento gli strappò il cappellaccio. Non se ne curò. Da tanto tempo ormai non dava più importanza a tante cose, e il suo cappello era una di quelle cose. Il cappello, che sempre aveva portato calcato in testa, adesso era volato via: il vento artificiale l’aveva tradotto in un dove a lui ignoto.

(…)

Angeli cadutiBeppe IannozziCicorivolta edizioni – ISBN 978-88- 97424-56-7 – pagine: 230 – © 2012 – prezzo: € 13,00

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a VINCENT – traduzione e adattamento di Iannozzi Giuseppe

  1. Furbylla ha detto:

    che post… che libro..
    cinzia

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  2. Felice Muolo ha detto:

    Confermo quello che ha detto Cinzia.
    C’è un altro pittore che merita di essere esplorato: Modigliani. Non dipingeva fiori ma donne, che sono la stessa cosa. Il suo stile scarno forse è più vicino al mio che al tuo. Se te ne occuperai, non trascurare la sua compagna.

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ una delle canzoni che preferisco, scritta da un cantautore coi controcazza, Don McLean, che è molto più di un cantautore.
    Questa è la mia versione della canzone-poesia.

    Qui puoi ascoltarla nella versione originale.

    Il libro Angeli caduti è belle, ne sono soddisfatto. E vedrai “L’ultimo segreto di Nietzsche”, che è un romanzo di cui non hai letto una sola parola, non ne ho difatti mai postato neanche un accenno.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Adoro Modigliani. E’ un altro che è stato molto disprezzato e sfortunato in vita, nonostante fosse un GENIO ASSOLUTO. La sua pittura era poesia.
    C’è un bel film, I colori dell’anima

    Se non lo hai visto devi vederlo assolutamente.

    Credevi non amassi Modigliani e invece sì. E quanto non immagini.

    beppe

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  5. Felice Muolo ha detto:

    Non credevo che non amassi Modigliani. Ti spronavo a considerarlo.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il film che ti ho segnalato è bello, ma tieni conto che ci sono diversi svarioni storiografici. E’ un adattamento romanzato, per cui ci sono dei falsi storici.

    Amo Modigliani. Devo aver scritto anche qualcosa. Dovrei ripescare dall’archivio.

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  7. RosaOscura ha detto:

    Pittura e poesia: splendido binomio.

    Baci

    Giò

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La poesia non è mia, cara Giò. Io mi sono limitato a tradurre, spero bene. Ma credo di sì.
    L’originale è di Don McLean.

    Baci

    beppe

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