Xonnai il non-dio – Iannozzi Giuseppe – racconto apocalittico illustrato da Valeria Chatterly Rosenkreuz

Xonnai il non-dio

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - Angelo caduto - by Chatterly

Iannozzi Giuseppe – Angelo caduto – by Chatterly

Valeria Chatterly RosenkreutzL’immagine che mi ritrae nei panni del non-dio Xonnai, ovvero di Iannox, è un regalo fattomi dell’Amica Valeria Chatterly Rosenkreuz in occasione del mio 41mo compleanno.

L’apocalittico racconto che state accingendovi a leggere, miei gentili Lettori, è ispirato all’Opera di Chatterly ed è a Lei dedicato con tutta la mia più profonda amicizia e stima.

iannozzi giuseppe


Che tempo che fa!
Questa storia trova la sua alba nella notte dei tempi, quando l’umanità non s’era manifestata come creazione di Dio, ma vero è anche che gli uomini hanno creato Dio a loro immagine e somiglianza.
Sono nato e non sono nato, ché esisto da sempre, da ben prima di Dio, di Atum, degli Diòscuri e di tutti gli dèi che poi son sorti dopo grazie alla fantasia degli uomini.
Il mio nome è sconosciuto ai più; e i pochi che lo pensano o lo pronunciano a bassa voce subito si bagnano di cieco terrore. Per sua convenienza, non sapendo in che altra maniera definirmi, la società mi ha donato nomea di Angelo Caduto, non sono però un angelo e nemmeno un dèmone. Xonnai, questo il mio vero nome, nome che non mi è venuto né da un padre né da una madre.
Ho attraversato i millenni, restando dietro le quinte sempre. Ho visto sorgere e franare civiltà in gran quantità di cui, nella Storia che l’homo sapiens ha vergato di sua mano facendo il buono e il cattivo tempo, non è rimasto un solo granello di sabbia, nemmeno nella mia seppur immensa memoria.

Dio s’è fatto vivo l’altro ieri.
Ha urlato come un dannato. Sono abituato alle sue sfuriate, uguali a ogni morto di papa, e sempre inconcludenti.
“Xonnai, che diavolo succede sulla Terra?”
Gli ho risposto: “Hai solo da gettare l’occhio dabbasso. O ti è forse sforzo troppo divino?”
Dio s’è fatto scuro in volto.
“Xonnai, l’ho chiesto a te”, ha fatto lui, ma con tono di chi già pronto a gettare la spugna.
“Dio, io sono da prima di te. Odio ripetermi.”
A questo punto Dio ha buttato un’occhiata veloce alla sua bella umanità e subito ha rimesso anche l’anima.
“Xonnai, sono questi gli uomini che io avrei creato! Mi vien voglia di farli finire tutti nelle viscere della Terra, un bel terremoto… non un diluvio universale come l’ultima volta. Ci vuole un terremoto che seppellisca tutto il Male ben bene nel profondo.”
“Fa’ pure.”
“Non te ne frega niente dunque!”
“Tu hai creato l’umanità, non io.”
“Ma tu la ami l’umanità.”
“Non è esatto. Io apprezzo l’idea di una umanità, ma da quando hai schiaffato l’uomo sulla Terra non ne ha azzeccata una.”
“E’ quello che penso anch’io. Dunque non mi fermerai!”
“Xonnai non ti fermerà. Forse.”
“L’umanità che è venuta su non è com’era nella mia idea originale…”.
“Dio, tu non sei mai stato granché originale. Sei piuttosto ovvio, ed è per questo che sono mio malgrado costretto a farti da badante. L’umanità sarà pure un disastro, ma tu sei peggio di quella che dici essere la tua Creazione.”
“Tu dici?”
“Io dico di sì. Una soluzione radicale, anzi divina, sarebbe che levassi le tende.”
“In che senso?”
“Leva dalla testa degli uomini l’idea di Dio e vedrai che le guerre cesseranno.”
“Se facessi una cosa del genere, Xonnai, nessuno più mi adorerebbe e diretta conseguenza sarebbe che io Dio cesserei di esistere.”
“Perfetto. Che altro vuoi di più?”
“Xonnai, tu sei fuori di testa.”
“Io? Devo forse ricordarti che sei stato tu a lasciare le tue pecorelle libere di fare pogrom, campi di concentramento, errori grammaticali, e milioni di altri orrori simili?”
“Un bel terremoto e tutto sarà a posto. Credimi!”
“Non ho il maledetto vizio di credere, in te.”
“Sei proprio l’Angelo Caduto!”
“Sei così vecchio e corrotto oramai che parli alla stessa maniera degli uomini che ti hanno creato.”
Dio s’è subito fatto bianco.
L’ho guardato in tralice, con sguardo maligno, giusto per fargli capire che con me non può permettersi di fare il dio.

Mi sono così deciso a cadere sulla Terra, giusto per vedere coi miei occhi lo sconquasso.
Vista da vicino l’umanità mi ha fatto più schifo che pena: tutti in strada a manifestare per sé stessi, per pubblicizzare la loro propria immagine. Femministe, maschilisti, poveracci spiantati, politicanti con le mani in pasta, esponenti religiosi. Tutti uguali. Tutti in strada perché le telecamere li inquadrassero. Tutti pronti a dannarsi l’anima, pronti a farsi accoppare, pur d’avere i loro dannati cinque minuti di celebrità. Ho rivolto gli occhi al cielo e Dio mi ha risposto con uno sguardo torvo, come a significare che non aveva poi tutti i torti a voler scatenare un terremoto che seppellisse tutta quell’immondizia strisciante.
Dio, fosse stato un po’ divino, di fronte al disastro che ha lasciato libero di riprodursi per centinaia di anni, non avrebbe dovuto esitare un solo istante a impiccarsi; e invece s’è stretto nelle spalle, e basta.
Oltremodo schifato, prima di tornare ai piani alti, mi sono sbattuto una donnina allegra per meno di 30 $. Consumata questa esperienza, ho preso la mia decisione.

Dio mi ha accolto con freddezza, la solita: “Vedi anche tu che non si può fare altrimenti.”
L’ho guardato di sottecchi, senza dare importanza alle sue parole.
Siamo rimasti in silenzio, per un’eternità forse, a sfidarci guardandoci negli occhi.
Alla fine Dio ha abbassato lo sguardo, ed è stato in quel preciso esatto momento che ho tirato fuori il mio fucile Carcano 6,5 mm da sotto il pastrano nero. Gli ho esploso due colpi, due colpi precisi, in testa. La sua materia grigia è schizzata fuori dal cranio sporcandomi la punta degli stivali. Mi sono leccato le labbra.
Non è cambiato granché.
A mia discolpa va detto che sin dall’inizio ho nutrito forti dubbi sulla bontà dei bipedi.
L’idea di Dio, seppur estirpata dalle loro menti, non ha ricevuto manco il tempo d’esser seppellita. La verità è che nel momento stesso in cui io facevo fuori Dio, i bipedi già avevano cominciato a ponzare una nuova idea in merito a Chi potesse sostituirlo.

Provo noia, null’altro che noia camminando in mezzo a queste scimmie su due piedi.
Preso dallo scazzo ho falciato un paio di metropoli, con un semplice schiocco delle dita; e subito ‘ste scimmie pelose mi hanno detto dèmone. E’ poi bastato che facessi schioccare di nuovo le dita per ridare la vita a quanti l’avevo tolta, perché tutti si prostrassero ai miei piedi adorandomi più d’un dio.
Mi sono cacciato in un postribolo, più per noia che per altro. E lì un vecchio porco ha pronunciato il mio nome, facendosi bianco in volto più della sua canizie: “Xonnai.”
“Così è”, gli ho risposto fissandolo per un breve istante da dietro le lenti scure dei Ray-Ban.
“Non mi uccidere, Angelo Caduto.”
“Sei solo un vecchio porco, non vedo perché dovrei farti fuori.”
“Allora sei un Dio. Sei Dio.”
“Nulla affatto. Né Angelo Caduto né Dio. Non farti strane idee.”
Ma il danno era già stato fatto, tutta colpa d’un attimo di debolezza. Avrei dovuto farlo secco.
Uscito dal postribolo, nudo come un verme, il vecchiaccio ha sparso in lungo e in largo il suo seme dicendo a ogni donna di malaffare che… Non è importante quel che ha detto, le conseguenze del suo inutile parlare però sì: non mi ci vedo proprio nelle vesti di novello dio e, soprattutto, non la voglio questa croce: l’idea d’esser tradotto a immagine e somiglianza degli uomini mi fa stomacare.
Sento che invocano il mio nome, che intonano preghiere e maledizioni.
Non sarò il loro burattino. Non farò la fine di quel fesso di Dio; forse avrei dovuto lasciarlo libero di scatenare un terremoto che sconquassasse la Terra e seppellisse ogni forma vivente, invece di fargli schizzare il cervello dalla testa.
Non posso fare diversamente, il mio Carcano 6,5 mm farà saltare le cervella a chiunque osi credere in me pensandomi Dio. Il primo a cadere ai miei piedi sarà il vecchio porco che, per colpa d’una momentanea debolezza, ho lasciato in vita. Seguiranno poi tutti quei bipedi che hanno prestato fede alle parole del vecchiaccio, poco ma sicuro.

Che tempo che fa, qui, dietro le quinte degli studi televisivi della IAR. Fuori piove a dirotto, ma servirà la pioggia a lavar via un po’ di sangue dirottandolo nei tombini, nelle fogne. Il mio sporco lavoro è appena al suo inizio e solo io Xonnai posso portarlo a termine.


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angeli_caduti_giuseppe-iannozziAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Xonnai il non-dio – Iannozzi Giuseppe – racconto apocalittico illustrato da Valeria Chatterly Rosenkreuz

  1. romanticavany ha detto:

    Non voglio essere cattiva; ma ke cose complicate, noiose, inverosimili scrivi ,devi avere qualche rotella fuori posto, non c’è altra spiegazione.., che destino avverso incontrare i tuoi personaggi 😉

    Buonaserata
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Invece lo sei, sei cattiva, una bimba cattiva e dispettosa. 😀

    Ma è un racconto apocalittico, mica una favola per bambini. ^__^

    Dici che ho qualche rotella fuori posto?
    Sei tu la dottoressa, ma non credo tu sia specializzata in psichiatria.

    Neanche stavolta la leKKatina, solo una linguaccia.
    E tu non saresti una bimba cattiva? 😀

    ♥ ♥ ♥

    prrr

    orsetto di VaNY

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  3. romanticavany ha detto:

    Appunto probabilmente hai assunto troppi farmaci digestivi ed é per questo che scrivi perfettamente in modo apocalittico.
    😉
    Bonn nuit.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ciccina, ti assicuro che non ho problemi di digestione né di altro. Ho solo la calvizie, però metto i bei cappellini che mi hai regalato, indi per cui non posso aver preso freddo alla succa. 😀

    Forse la colpa è dovuta al fatto che non mi dai più lekkatine amorose. Tu che dici?

    Bonne nuit, mio Uccellino del Paradiso ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  5. furbylla ha detto:

    in fondo non sarebbe male…
    Pensavo che solo Valeria poteva riuscire a farti quasi affascinante 😉
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    L’importante è che non mi si dica dio, altrimenti vesto davvero le parti di Xonnai. 😀

    Hai notato i riferimenti nascosti? Ad esempio, l’arma che Xonnai usa? Non è stata scelta a caso. E’ un fucile molto molto particolare. Vediamo se indovini. 😉

    Ovvio che sì, solo Valeria poteva rendermi affascinante senza il quasi. Sono proprio tenebroso, un Essere Oscuro al di là del Bene e del Male. 😉 Grandissima Chatterly.

    bacione

    Xonnai 😀

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