All’inferno senza ritorno – Iannozzi Giuseppe

All’inferno senza ritorno

Iannozzi Giuseppe

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hell

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Angeli Caduti - Giuseppe IannozziAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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presto

presto, così presto, così presto
devono piombare a terra i cieli
e non sono ancora appassiti i fiori
e l’orologio fermo alla stazione
questo sciopero generale, questo sciopero
ha messo a soqquadro i miei passi
il bambino che sono stato non ha smesso
di tirare sassi sullo specchio d’acqua

così presto, così presto per lasciarsi
il tramonto alle spalle
il meglio deve ancora accadere
il peggio un’ipotesi
pronta a cadere dal calendario

se mi ami come dici non mollare adesso
che ogni cosa è coinvolta nel caos
l’ovest non è lontano dall’est, ci credi?
il muro del pianto e il muro di berlino,
la grande muraglia cinese e la torre eiffel,
la legge di gravità e la prima atomica
ma le rondini puntano per un dove
che non sia qui nell’immediato
e i gabbiani gareggiano con le nuvole
con la fortuna e le donne in mare

presto, presto, presto anche per il silenzio
se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

anche un simulacro tenta il volo d’una colomba
e sognano gli androidi pecore elettriche
c’è la crisi, nove orsi polari rischiano d’affogare
c’è la tragedia, le foche sotto i picconi muoiono
sul bianco del ghiaccio e dio non starnutisce più
da troppo tempo

presto, presto, così presto
per lasciarsi il tramonto alle spalle
così presto per fare dire baciare
così presto, così presto per questo caos
non è frutto del caso, no che non lo è
questo andare su e giù senza uno scopo
riesci a vedere l’ombra che si estende?
riesci a sentire la pioggia sulla pelle?

così presto, così presto, questo è!
muhammad ali non è sceso dal ring
quelli in ascensore bevono drink allungati
e decidono il destino
è così, è questo questo questo, così è
così duro non accettare questo stato di cose

presto, presto, troppo presto
per voltare le spalle
troppo presto per lasciare indietro
il tramonto, non trovi anche tu?

presto, presto, presto anche per il silenzio
se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

asini e serpenti

asini e serpenti, amanti e stretti parenti
tieni la testa sulle spalle, non toccarti le palle
la schiena dritta, il mento squadrato bene in vista
quello che ti hanno insegnato a scuola
è tutto sbagliato
non hai forse visto come l’aquila piomba
sull’agnello?
vuoi forse finire anche tu crocifisso a testa in giù?
se ti gambizzano continua a camminare
non far vedere loro che hai paura
se ti accoltellano alle spalle fingi di respirare ancora
non farti pensare una signorina con il moccio al naso
loro non aspettano altro per metterti la corda al collo
per sbatterti in prima pagina per darti allo SCANDALO
per darti in pasto alla tentazione di eva vestita di serpenti
and bye bye

asini e serpenti, asini e serpenti, asini e serpenti
vivono la stessa casa la stessa causa la stessa sporca cosa
la schiena dritta, a testa alta sputagli dritto in faccia

asini e serpenti, amanti e stretti parenti
non perderti fra le nuvole, sono alte ma a livello d’uomo
non farti fregare, aspettano solo un tuo passo falso
per tagliarti la gola e aprirti un sorriso su due piedi
tu ricorda sempre che hai una sola parola e lo sputo lungo
da una sola bocca, da una sola bocca, da una sola bocca

quante Madonne!

Pregate per noi, per noi che pecchiamo,
scalzi con ostinazione a ogni età

Domani organizzo, porto il turibolo
Lo farò oscillare a destra e a manca
coi fedeli ai miei piedi, chi alla pecorina
chi a gambe larghe larghe,
chi invece chiuso coi ginocchi a croce
Lanceremo urla di gioia e di dolore
Perdere la verginità è sempre un fatto,
un fattaccio di sangue, come la mafia
che regola un conto; perderla di dietro poi
è invece missione parlamentare…
uno ci dev’essere portato,
però la prima volta è sempre uguale…
un dolore prolungato infernale senza pace

Domani mi preparo, vestirò in nero
I paramenti più demoniaci per dir messa
e tosto invitare i fedeli a scopare
senza concedere al proprio vicino
un solo attimo di requie
Domani darò il meglio di me, in prima pagina
accusato di blasfemia con lo Scandalo
a urlarmi la sua Menzogna negli orecchi

Domani ti dimostrerò che cuore di Drago sono
Infiammato davvero non mi hai visto mai
Domani, te lo giuro, le tue labbra prenderanno
su di sé fiamme preghiere e bestemmie
Domani sì, mi spoglierai della tonaca
per farti infine mia personale Madonna

confesso

Padre, raccolga la mia confessione, ho peccato e non sono pentito
Padre, ho fatto fuori con un solo colpo chi mi ha ostacolato il cammino,
l’ho fatto perché Dio mi ha comandato d’essere un eroe
E’ tanto tempo, tanto che non vado più a messa;
eppur ancora ricordo l’odore dell’incenso e l’oscillare del turibolo,
la mestizia dell’acqua santa sulla fronte;
e rivedo in lenta processione le tonache nere venire e battere i tacchi,
ricordo i volti tristi e scavati, il loro alito di tomba e la luce dalle vetrate
Padre, è tanto tempo che scavo fosse proprio dietro casa
alla luce del sole, senza che nessuno dica mai niente
Non crede anche lei che sia un vero miracolo?
Par quasi che tutti abbiano le bocche cucite e occhi di bottoni

Trovo tutto molto bello qui, il confessionale non è cambiato:
le macchie sono in sovrappiù, ma di tempo ne è passato,
non potevo pretendere che questo segreto rimanesse congelato

Padre, lei assomiglia parecchio a quel vecchio che mi dava l’ostia
Padre, è forse per lei che oggi sono qui a mani giunte?
E’ forse per questo? E’ forse per questo? E’ forse per questo?

Padre, legga il labiale, si faccia vicino proprio come quand’ero piccino
Le confesserò un segreto, una frase fatta e che Dio ha dimenticato:
la strada per il Paradiso è lastricata di buone azioni,
ci arrivano però tutti d’un pezzo solo gli assassini e quelli come me;
i segaioli e i pederasti invece aspettano per tutta la vita uno come me

Ora raccolga la mia confessione, ho tanto peccato e non sono pentito
Padre, lasci che l’abbracci come quand’ero una pecorella smarrita
Padre, venga tra le mie braccia aperte, le darò il conforto che merita
Padre, vede? So tenere le mani giunte come mi ha insegnato lei
e so allargare le braccia proprio come Gesù, proprio come Gesù

Padre, perché si è fatto così bianco in volto?

sfidare il Diavolo

non si dovrebbe mai sfidare il Diavolo
se non si è più che certi di poterlo battere almeno sulla distanza…
troppi gli stolti che lo sfidano a cuor leggero

tu che ora sei qui davanti a me credi d’avere una possibilità?
io sono certo di no ed è ormai troppo tardi per tornare indietro
la vita è una puttana, è breve… troppo breve, è bionda
e dio è un pompino

non si dovrebbe mai giocare a poker con un demonio
neanche se hai un asso nella manica e una gamba di legno
quello ti mette alle strette e ti strappa le budella
per vaticinare chi vincerà la mano
non si dovrebbe mai scendere a patti con il Diavolo
più abile di paganini i suoi artigli non danno valore alla pietà
tu che ora sei qui davanti a me con la testa fra le preghiere
e i piedi affondati nelle fiamme, ti illudi davvero
che vedrai la luce di dio? forse non ti hanno informato,
ma è venuto, è venuto, è venuto, il suo seme riposa sterile
è sempre stato meno di un pompino – un charlie manson
senza spina dorsale

non si dovrebbe mai andare incontro a Caronte
se non si è più che certi di poterlo battere almeno sulla distanza…
troppi gli stolti che provano a sfidare il Lete a cuor leggero

indietro non si torna, lasciate ogni speranza voi che osate
indietro non si torna, lasciate ogni speranza voi che osate
indietro non si torna, lasciate ogni speranza voi che osate

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a All’inferno senza ritorno – Iannozzi Giuseppe

  1. Furbylla ha detto:

    “Presto” sarebbe un meraviglioso testo per una canzone
    Buongiorno Beppe 🙂
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Hai detto giusto, Cinzietta. In effetti queste, tutte, sono state pensate per essere più che altro dei testi di possibili canzoni. Non siamo dunque di fronte a della poesia. Decisamente no. Ma in lingua inglese suonano meglio, adatte a una metal band. 😉

    Buondì Cinzietta

    beppe beppaccio

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