Oltre la bellezza – Iannozzi Giuseppe

Oltre la bellezza

Iannozzi Giuseppe

Dall’archivio privatissimo perché non ce l’ha solo lui…
e chi ha orecchi per intendere intenda. – g.i.

geisha

geisha

Oltre la bellezza

Hai ragione
Tu sei bella
Io invece no
Hai ragione
Tu metti le scarpe,
quelle con il tacco;
io vado scalzo
e l’eskimo non l’inchino
né alle signore all’Opera
né ai loro buffi partner

Hai ragione
Io procedo deragliato
sotto questo cielo bigio,
senza mai pensare
di farmi una doccia
e dormo in stazione
quando butta bene;
tu invece riposi
fra lenzuola di seta
e origlieri imbottiti
di piume d’oca

Hai ragione, hai ragione,
tu sei bella, tu sei bella
Io sono solo quel che sono

One moment

Piccola, piccola Befana, dove sei?
A cavallo della tua scopa magica
a solcare cieli imperituri
vasti più della poca saggezza umana

Piccola, piccola Befana, mi ameresti
per un momento soltanto?

Cuor di fanciulla

Tu mi fai sempre sorridere
Con tutto il bene che mi vuoi
se a ogni istante l’avessi colto
oggi sarei l’uomo più ricco,
sì, dell’intero Creato

In punta di piedi mi porti baci
quando già quasi ho l’alma nell’oblio
Con occhi di lacrime sorgive
piano abbozzi un sorriso,
e chiedi presto perdono
al mio cospetto battendoti il petto,
scappando poi veloce,
fanciulla in fiore;
ma l’unica colpa che io ravvedo
è quella bella schiettezza
che fa nobile viver giovinezza

Oh, non vedermi irato,
non lo sono affatto
Mi fa invece sorridere
la bella giovinezza che t’accompagna
a ogni momento con l’oro e l’argento
di albe e tramonti, lieto cuor di fanciulla

Se mi lasci

Un giorno butta bene,
quello appresso male
La domenica la gente scivola in chiesa
con una scusa e due soldi di elemosina

Se mi lasci così non vale
Un giorno continui a passare
davanti agli inviti al suicidio,
il giorno dopo ti senti un fallito
e vorresti il mondo finito
Il glicine non porta
fiori tutto l’anno, certo che no
Le geishe camminano piano
per via dei piedi piccini,
ma piangono in silenzio,
di nascosto dagli amanti
Non c’è mai niente
che si possa dire perfetto

A volte lo capisci da te
che si cade come corpi morti
A volte lo intuisci
che la carta è bianca o nera in sorte,
che non c’è
una via di mezzo da percorrere
A volte lasci semplicemente
che le cose accadano

Se mi lasci perché non credi
Se mi lasci così,
con lo stomaco sottosopra
Marilyn Monroe
quel giorno si addormentò per sempre
E’ ancora così bella,
così bella che stordisce l’anima
Lo pensi anche tu?

Se mi lasci così non vale
Se mi lasci così su due piedi
Basta così poco,
così poco per addormentarsi!

Se mi lasci così non vale
Se mi lasci così
Basta così poco,
così poco per addormentarsi!

Dolcezza!

Sei una strana ragazza, Dolcezza!
Mi sposi in chiesa con il velo bianco
e il giorno dopo mi chiedi quante altre volte
avrei detto “sì, lo voglio” davanti all’altare

Da bambino sognavo di fare il fochista,
di spaccare tutto con la mia locomotiva
per portarla al di là dei binari morti
Quand’ero giovane avevo mille grilli per la testa
e non uno che mi consigliasse per il giusto
Dopo la prima barba ho imparato sulla mia pelle
che con i sogni ci si può rovinar la faccia

Sono stato con i punk per farmi le ossa
Sono stato un affiliato del Club degli Scacchi
per capire che diavolo fanno tutto il giorno
il Re e la Regina, e sono quasi finito matto
Ho sognato anch’io dieci ragazze tutte per me
Ho sofferto anch’io come un cane per il primo amore
Ma tutto questo non mi ha risparmiato,
perché oggi sono solo un uomo uguale a tanti altri

Ho pensato tante volte a come venirne fuori
Ho perso le mie notti per niente
e il tempo è la sola ricchezza che ho
al pari di tutti, la sola cosa che conta
L’amore va e viene, le donne comprano scarpe
Ho pensato tante volte alle cose del tempo
e sempre sono finito davanti allo specchio
a strapparmi i peli bianchi dalle orecchie

Sei una strana ragazza, Dolcezza!
Mi sposi in chiesa con il velo bianco
e vuoi sapere se è più bello farlo
con una vergine o con una donnina allegra
Io solo ti dico che il caffè mi piace
con un po’ di zucchero in più del normale

Sei una strana ragazza, arricci il nasino
e soffochi una lacrima, però il caffè è buono
e ti piace raggomitolarti contro di me,
cercandomi nella ruvidità della prima barba

Sei una strana ragazza, Dolcezza!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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