Prima il programma, poi il nome (M5S) – a cura di Giuseppe Iannozzi

Prima il programma, poi il nome

a cura di Giuseppe Iannozzi

Vito Crimi

Vito Crimi

Vito Crimi, capogruppo al Senato, oggi 10 marzo 2013, nel corso della conferenza stampa all’Eur (Roma) spiega: “Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S. Se Napolitano accetta un governo 5 stelle deve accettare 20 punti di programma e non un nome. Prima viene il programma, poi il nome”.

Dopo una manciata di secondi, Beppe Grillo su Twitter: “Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica”. E sul blog, Grillo puntualizza: “In campagna elettorale il nostro slogan è stato ‘Mandiamoli tutti a casa!’ e per questo il M5S è stato votato da più di 8 milioni di italiani. Per quanto mi riguarda non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l’appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica”.

Lombardi ha sottolineato con forza che non si è “assolutamente discusso della possibilità di dare l’appoggio a Bersani. Nessuna ipotesi di una alleanza con il Pd è sul tavolo”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Prima il programma, poi il nome (M5S) – a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. Furbylla ha detto:

    Grillo non ha capito nulla…la maggior parte di chi lo ha votato lo ha fatto perchè si alleasse con il pd dandogli però uno scossone… tanto come la simette la si mette è una bruttissima situazione stiamo affondando
    cinzia

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  2. annamaria49 ha detto:

    Io vorrei che il Movimento avesse la possibilità di governare per mettere in pratica i venti punti del programma. Il “mandiamoli tutti a casa” non credo sarà attuabile: gli italiani li hanno votati.
    La vedo dura, che ne sarà di noi?
    Un saluto
    annamaria

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io credo invece abbia capito e molto anche. Si è stanchi della partitocrazia, non se ne può più di Berlusconi Bersani Prodi e affini. Sono la stessa cosa.
    Io non l’ho votato perché si alleasse con il Pd. Tu hai mai preso parte a uno dei tanti comizi di piazza di Beppe Grillo? Forse no. Io sì. Chi come me era in piazza sa benissimo che per Grillo e per chi ha deciso di votare il M5S Bersani è Gargamella, l’altra faccia di Berlusconi.

    Bersani è uno che blatera e basta: i rimborsi elettorali se li è presi tutti, come del resto gli altri partiti. Che diavolo di comunista sarebbe mai Bersani? Un comunista che si riempie le tasche di MILIONI DI EURO, vale a dire che non pensa al bene comune. Personalmente Bersani mi fa schifo, quanto e più di Berlusconi, il malato immaginario che non si vuol far processare.

    Il M5S è stato l’unico a rifiutare il rimborso elettorale.

    Stiamo affondando?
    Bene, così perlomeno si starà tutti sulla stessa barca.
    Non è più sopportabile che ci siano gli straricchi e gli strapoveri.
    Se non si vorrà affondare, allora che Berlusconi e Bersani si facciano da parte e tirino fuori i milioni di euro, incominciando dai rimborsi elettorali, con i tagli ai perlamentari e un ECCETERA ECCETERA LUNGO UNA QUARESIMA.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ci sono troppi politici che sono oramai sol più dei politicanti attaccati in maniera a dir poco maniacale alla loro poltrona, che non guardano neanche di sguincio i problemi di questa Italia oramai sul baratro del collasso sociale. Parlo di collasso sociale, perché oggi a soffrire la povertà non sono più soltanto le famiglie, con uno stipendio da 1000 Euro o molto meno; quanti piccoli imprenditori, quanti negozi sono scomparsi dall’oggi al domani? Migliaia.

    Non credo che si possa mandare tutti a casa nel giro di un giorno. Ma la classe politica deve essere cambiata alla radici, altrimenti fra 50 anni ci troveremo con gli stessi politici di oggi. Il “mandiamoli tutti a casa” è una cosa che si potrà fare, che deve esser fatta, e ci vorrà del tempo. Ma se non cambia la classe politica, per questo paese sarà la fine.

    Un caro saluto a te

    beppe

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