Groppi in gola (opinioni su questo e quello) – Giuseppe Iannozzi

Groppi in gola

Giuseppe Iannozzi

destra sinistraTra Fenoglio e Pavese

Beppe Fenoglio e Cesare Pavese non possono mancare. Sono le bibbie per chi vuole scrivere bene, ma proprio per bene. Se Georges Brassens è stato maestro per Fabrizio (De André, gran poeta), allora per lo scrittore in erba o no, Fenoglio e Pavese sono maestri per chi s’accinge a scrivere, foss’anche solo una cartolina. Sì, posso dire d’aver letto tutto dei due maestri: e quando esce una edizione nuova la compro, pur sapendo che non ci troverò niente di nuovo, forse solo un accento in più o una virgola spostata.

L’uomo, un brutto essere

Non sono troppo convinto che l’uomo sia così giusto in quel poco che ogni dì fa fra una carezza all’amante – a ogni alba più stanca, sfatta da una vita ad ascoltare del marito il barbaro russare – e un groppo di stitichezza in gola quasi a strozzarlo nel tempo d’uno sputo… quest’uomo che noi siamo, appunto un animale anale, o per dirla fine freudiano; col tempo mi sono spostato verso un’idea più junghiana, per poi accettare con un po’ di nausea l’amara verità che l’uomo solo in sé ha bacilli e puzze a corredo della poca mente quasi sempre preoccupata o ubriaca, cioè è di certo meglio vederlo con occhio esistenzialista.

Berlusconi finanzia il Leopardi

Berlusconi finanzia la traduzione del Leopardi?
Bene.
Anzi, molto bene.

Sempre a lamentarsi.

La Sinistra non esiste, non più. E’ diventata un buco nero in un x-files, un oggetto terrestre non identificabile.
La Sinistra italiana non esiste più da anni e anni. Nessuno più se la ricorda.

Chi è rimasto? Fidel, Putin, Chavez? Dei dittatori di cui il mondo può fare a meno.

Non è agghiacciante: se la Sinistra non ha capito il valore della cultura, di Giacomo Leopardi, se ancora oggi non la finanzia né la paga, allora, per me, che Silvio Berlusconi, ma anche altri, si facciano pure avanti e finanzino l’Arte, loro che i soldi ce li hanno, anche se poi forse non gli interessa granché sapere cosa stanno finanziando. Ma poi è un luogo fin troppo comune pensare che la Destra viva nell’ignoranza: io non lo penso affatto. Gli ignoranti sono in tutte le fazioni politiche. Se i soldi di Berlusconi finanzieranno la traduzione del Leopardi, se gli inglesi e tanti altri avranno così modo di conoscere un grande della cultura, allora non vedo perché no. D’altro canto la cultura è tanto di Destra quanto di Sinistra, e non mi sembra che il Leopardi fosse un animo particolarmente socialista. Storicamente parlando la Letteratura che oggi leggiamo non è stata salvata e finanziata dal socialismo, ma quasi sempre da mecenati oculati, colti o meno.

Er Monnezza

Gli italiani – che si dicono di Sinistra coi milioni che gli straripano dalle tasche dei jeans – amano oltremodo le porcate di Quentin Tarantino. Non si capisce perché non abbiano dato il giusto peso culturale e morale al Tomás Milian cubano, quando questi era ancora insieme al regista Bruno Corbucci. Oggi anche lui, Er Monnezza della Squadra Speciale Antiscippo, è passato al fianco di Steven Spielberg. Giustizia è stata fatta!

Giustizia in comune

Il bello della giustizia americana e italiana è in comune: chi ha soldi per avvocati – e giudici! – non finisce mai in galera. Il poveraccio, che ruba una mela rossa perché costretto dai morsi dalla fame, viene ammanettato e sbattuto in gattabuia: la chiave della cella viene presto dimenticata da tutti, da chi in odor di marxismo e da chi invece allo scoperto con la camicia bruna.

Groppi in gola

Gli scrittori italiani, il più delle volte inferiori a dei vili scrivani, pretendono di essere la letteratura del tempo presente, quasi a decretare che in fondo in fondo le patrie lettere altro non sono che ingredienti semplici, ricette culinarie popolari (o della nonna), bestemmie e peperoncino, cipolla e uno spicchio di aglio. Groppi in gola! Molti di loro, che oggi si danno da fare imbrattando fogli su fogli, sarebbero delle ottime massaie se solo imparassero a prendere in mano un bel pezzo di sapone di Marsiglia anziché la penna di pavone.

Citarsi addosso

I più citano libri che non hanno mai letto, come se gettassero noccioline americane alle scimmie (ai loro quattro lettori, non manzoniani).

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Groppi in gola (opinioni su questo e quello) – Giuseppe Iannozzi

  1. furbylla ha detto:

    affermazioni condite da coerenza e logica. non so però se sarebbero ottime massaie…anche per essere ottime massaie ci vuol “arte”..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Chiaro che sì, che ci vuol arte anche per essere massaie. In questi groppi in gola il termine massaie è usato in senso spregiativo, vale a dire: meglio che stiate a casa.

    bacione

    beppe

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