La sconfitta della Terza Repubblica – Giuseppe Iannozzi

La sconfitta della Terza Repubblica

Giuseppe Iannozzi

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Checché se ne dica le elezioni 2013 hanno sancito la sconfitta e della destra berlusconiana e della sinistra di Bersani. L’ultraliberismo di Mario Monti è stato rigettato al mittente, anche se, purtroppo, ha raccolto ancora qualche consenso, presumibilmente da banchieri e caste affiliate.

Chi oggi tuona che bisogna tornare alle urne per nuove elezioni non comprende che una simile soluzione comporterebbe per il Paese un nuovo esborso di milioni di Euro, che, in questo momento storico ed economico, non ci possiamo davvero permettere. Quella sinistra che vorrebbe tornare al voto, teme forse che con così tanti grillini al Senato gli sarà difficile se non impossibile continuare a macinare la vecchia strada, ovvero di lasciare l’Italia nell’immobilità.

Al Senato, il Movimento 5 Stelle ha raccolto 7.285.648 voti per un totale di 54 seggi; alla Camera ha raccolto 8.688.545 voti per un totale di 108 seggi. Siamo di fronte a quello che si può definire “un vento di cambiamento”: gli italiani sono stanchi, non credono più alle promesse dei politici e delle (loro) caste.

Sul suo blog, Beppe Grillo scrive:

(la fine della Terza Repubblica) “Ci sono una ventina di milioni di italiani che hanno galleggiato sulla crisi, che non hanno voluto osare perché forse forse, sotto sotto, gli sta bene così. Non so come si può fare: riconsegnare il Paese ancora a Berlusconi, questo Mastrolindo che ha contribuito ad affossare il Paese, per 6 mesi, un anno. E’ veramente un crimine contro la galassia, contro l’intera galassia. Noi intanto ci perfezioniamo, entriamo dentro e non pensino di fare inciucetti, inciucini. Saremo una forza straordinaria e faremo tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Reddito di cittadinanza, cominciamo a stare appresso agli ultimi: nessuno deve rimanere indietro. Cominciamo a usare parole diverse. Saremo 150 dentro e qualche milione fuori. E’ stata eccezionale questa cosa. Prima forza in assoluta in tre anni e qualche mese, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso. Adesso ci toccherebbero 100 milioni. Non prenderemo soldi, continueremo così. Aspettateci in Parlamento, sarà un grandissimo piacere potervi osservare. Mi sono chiesto dove ci collocheranno nell’ambito del Parlamento, spero dietro ognuno di voi.”

La prima reazione di Enrico Letta e Stefano Fassina (PD) è stata quella di gridare che loro vogliono tornare alle urne senza né ‘se’ né ‘ma’.
Il Movimento 5 Stelle è il primo partito alla Camera.
Il PD di Pier Luigi Bersani è uscito sconfitto da queste elezioni, molto di più della destra berlusconiana, che non si sa bene come e perché, è riuscita a risollevarsi, anche se non di molto.

Giorgio Napolitano, ancora per poco al Quirinale, non sa che pesci prendere. Ma se sua intenzione fosse quella di dare incarico a Mario Monti per un governo provvisorio, ovvero per un nuovo governo tecnico, non è difficile sospettare che ben pochi si schiererebbero con lui.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in editoriale, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe o King Lear, opinionismo, politica, politici, riflessioni, società e costume e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a La sconfitta della Terza Repubblica – Giuseppe Iannozzi

  1. Furbylla ha detto:

    finalmente un post senza parolacce auguri di morte e varie offese pesanti..mi sono molto arrabbiata su fb..sai come sono indipendentemente dal mio pensiero (non ho votato pdl) non odio chi vota diverso da me…condivido ciò che dici a parte il fatto che se non sbaglio i primi a parlare di nuove elezioni son stati proprio i grillini anzi Grillo. comunque girano voci di un possibile nuovo governo tecnico con passera…poveri noi speriamo siano deliri..fra i vari deliri…
    ciao Beppaccio
    cinzia
    p.s. io lo scrissi tempo fa che sarebbe finita così…

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non vedo perché ci dovrebbe essere il bisogno di alzare i toni, di usare parolacce, di insultare.
    Non sono per un giornalismo gridato a squarciagola e che non dice alcunché. Su i social network ho letto tanti che usano parole a dir poco infiammate, e non mi piace affatto: c’è bisogno di rispetto, ma parrebbe che in molti non lo abbiano ancora capito.

    Ho fatto una analisi molto sintetica, ma credo giusta, di quello che queste elezioni del 2013 hanno portato all’Italia.

    Il M5S, che piaccia o no alla sinistra e alla destra, c’è e ha più di 150 seggi fra Camera e Senato, ragion per cui, per il bene del paese, per la governabilità di questa Italia, sarebbe bene che si iniziasse a lavorare, invece di invocare nuove elezioni che, a mio avviso, sì, porterebbero soltanto un gran scompiglio e un salasso non da poco per gli italiani, perché le elezioni sono gli italiani che le pagano, con le tasse.

    E’ una possibilità quella del governo tecnico, ma se Napolitano pensa che questa possibilità possa passare affidando l’incarico a Monti o a Passera, beh, è mia personale opinione che non troverà sostenitori. L’Italia ha votato contro i governi tecnici: Mario Monti è il grande sconfitto di queste elezioni, segno più che mai chiaro che gli italiani non accetteranno un governo tecnico, un governo che fa gli interessi delle banche.

    Al momento si stanno producendo diversi deliri, poco ma sicuro. Lasciamo i deliri da parte. Non servono ora. E lasciamo che chi ha voglia di delirare lo faccia: perlomeno si sfoga un pochetto.

    Non c’è niente di definito, non sappiamo come sarà questo governo e avanzare adesso delle ipotesi è quantomeno assurdo.

    Bacione

    beppe

    Mi piace

  3. vita ha detto:

    Ora hai la responsabilità di fare pulizzzzzzzia e magari di salvarci. Provaci!!!!!!!!!!!!!
    Vita

    Mi piace

  4. annamaria49 ha detto:

    Ho esultato: Grillo è l’innovazione, il cambiamento che stavamo aspettando. I precedenti governi hanno fallito, basta con le manovre spendaccione a loro vantaggio. Tutto il programma del “Movimento a Cinque Stelle” nasce dal malessere degli italiani; Grillo in campagna elettorale, fatta nelle piazze come si usava fare, è stato il nostro portavoce.
    Un saluto
    annamaria

    Mi piace

  5. Felice Muolo ha detto:

    Vedrete che un modo per salvarsi a scapito dei soliti illusi lo troveranno. Non dimenticatevi del gattopardo.

    Mi piace

  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non dimentico “Il Gattopardo” e la sua grande lezione, romanzo stroncato da Elio Vittorini, ed è questa una delle poche ragioni per cui mi ricordo di Vittorini, non di certo per le sue opere. In ogni modo credo che sarà piuttosto difficile per destra e sinistra non fare i conti con i grillini: hanno un quorum non indifferente e Bersani ha peccato di vanità, ha perso, di fatto ha perso queste elezioni e in maniera clamorosa.

    Mi piace

  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Bersani ha ignorato almeno due generazioni, le loro richieste. Ha peccato di vanità credendo di poter far risorgere la vecchia sinistra, una sinistra in cui gli italiani, giustamente, non credono più. Il cambiamento significa essere propositivi, portare il nuovo, cambiare dalle radici quella politica che nel corso di 20 e più anni ha portato l’Italia al collasso sociale ed economico. Il Pd non ha mai fatto accenno a un rinnovamento, ed è per questo che si è beccato una batosta madornale, più che storica.

    Un bacione

    beppe

    Mi piace

I commenti sono chiusi.