Benedetto XVI o Papa Ratzinger il Papa della pedofilia – Giuseppe Iannozzi

Benedetto XVI o Papa Ratzinger il Papa della pedofilia
Occultò almeno 200 casi di pedofilia in Chiesa

Giuseppe Iannozzi


Oggi 11 febbraio 2013, Ratzinger annuncia: “Lascio il 28 febbraio. Sento la fatica dell’età”.

Lo ricordo così, con questo pezzo di qualche anno or sono, Joseph Ratzinger e Lawrence C. Murphy. – g.i.


Ratzinger

Ratzinger

Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, occultò la verità, tutti gli abusi di un prete americano in forte sospetto di aver violentato fisicamente almeno 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin.
Quando Gesù disse “lasciate che i pargoli vengano a me” non stava invitando alla pedofilia.
Ma da San Pietro a oggi i drammi peggiori, manifesti e sempre occultati dal clero sono stati promossi dalla Chiesa Cattolica: tra questi il canchero inestirpabile della pedofilia, che ha continuato nel corso dei secoli a mietere innocenti vittime, condannando migliaia e migliaia di bambini a irripetibili abusi sessuali.
Alla luce di ciò non fa strano che anche Joseph Ratzinger abbia coperto casi di pedofilia. Al pari dei suoi predecessori, Giovanni Paolo II incluso per cui oggi si invoca la beatificazione, Joseph Ratzinger si è macchiato della più ignobile colpa che uomo sulla terra possa commettere: quella di seppellire lo scandalo della pedofilia.

Il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso, corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, mette a nudo una orrenda verità: la priorità era quella di proteggere la Chiesa cattolica dallo scandalo.

Lawrence C. Murphy

Lawrence C. Murphy

Il NYT rivela che lo scandalo che oggi investe Joseph Ratzinger riguarda un prete del Wisconsin, il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1977. Il prestigioso quotidiano riferisce che nel 1996 l’allora cardinale Joseph Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland. Ma c’è molto di più: otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni, ai vescovi del Wisconsin, di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy. Tuttavia Bertone fermò questo processo, dopo che Lawrence C. Murphy scrisse di suo pugno al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione: “Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”.

Come farà oggi Benedetto XVI a giustificare questa immonda porcheria agli occhi della società civile tutta?
Con quale vergognosa scusa si appellerà al Cielo invocando la benedizione e il perdono di Gesù Cristo?
Forse che per la Chiesa Cattolica un prete pedofilo merita comunque e sempre il perdono dei suoi confratelli se non quello di Dio e di Cristo?

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sta oggi tentando di mettere una pezza sullo scandalo che ha travolto Benedetto XVI precipitandolo in un inferno senza fine qui in Terra. Padre Federico Lombardi  adduce la malsana scusa che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. Nel comunicato di padre Lombardi si legge: “Il sacerdote ha certamente abusato di bambini particolarmente vulnerabili e violato la legge. Si tratta di un caso tragico. Il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini”. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che “il diritto canonico non prevede punizioni automatiche”.

Il NYT rivela inoltre che dai documenti ottenuti dai legali di cinque uomini, che fecero causa alla diocesi di Milwaukee, non c’è traccia della risposta di Joseph Ratzinger alla lettera di Murphy. Lo scandalo fu difatti seppellito con molta discrezione, lontano da occhi indiscreti: Murphy fu trasferito in gran segreto e con una fretta del diavolo presso altre parrocchie e scuole cattoliche, dove di lui e delle sue porcherie nessuno poteva immaginare. L’allora cardinale Ratzinger si adoprò dunque non poco per far sì che lo scandalo non venisse a galla. A Murphy il Vaticano non torse un solo capello, non una punizione, non una sanzione, non un richiamo. Fu trasferito punto e basta. Morì nel 1998 felice come una pasqua.

Ma oggi Benedetto XVI dovrà rispondere del suo operato in primis agli uomini, alla società civile, alla Giustizia e alla Legge qui in Terra, poi forse anche a Dio e a suo Figlio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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