Felice Muolo. Intervista all’autore di ”Quattro stracci, una rupia…” e di molti altri libri – a cura di Giuseppe Iannozzi

Felice Muolo

Intervista

a cura di Giuseppe Iannozzi

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Felice Muolo

Felice Muolo

1. Felice Muolo, “Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta”, in prima battuta, uscì per l’editore Fermenti. A distanza di tre anni, hai deciso di renderlo di nuovo disponibile per l’attuale pubblico ma anche per i posteri. Qual è il motivo che ti lega così tanto felicemente a questo tuo romanzo?

Nessuno in particolare. Anche il primo romanzo che ho pubblicato è stato rieditato, addirittura tre volte, e cercherò di pubblicarlo di nuovo. Il fatto che i miei romanzi vengano pubblicati da piccoli editori penalizza la loro diffusione. Il mio obiettivo è che vengano letti da quante più persone possibili, in modo che mi senta ricompensato dalla fatica che ho impiegato a scriverli. Penso che i libri che nessuno legge siano inutili, hanno solo un effetto terapeutico sull’autore che li scrive. Ma limitarsi a questo ragionamento resta un fatto egoistico. La cultura deve coinvolgere quante più persone possibili.

2. “Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta” è, in parte, un romanzo autobiografico, ma l’attenzione che tu dedichi è tutta per Pragasi, per tua figlia. Pragasi è la protagonista assoluta. La domanda sorge spontanea dunque: i dialoghi sono un esclusivo parto della tua fantasia, o è diversamente?

Come in tutti i miei romanzi, anche in quest’ultimo la realtà e la fantasia procedono a braccetto. Caso contrario, non saprei come imbastire una storia che possa avvincere il lettore per farlo procedere nella lettura. In questo romanzo, a differenza degli altri, ho cercato di entrare nella testa di una bambina di nove anni per renderla credibile, adottando uno stile di scrittura che fosse letto con uguale partecipazione sia dai ragazzi che dagli adulti. Una esperimento che, dal risultato ottenuto, posso dire di aver portato a termine con successo.

3. Tua figlia, che immagino abbia letto più volte la storia che le hai dedicato, che cosa pensa di te padre-scrittore?

Mia figlia, che ora ha un’età adulta, sembra contenta di quello che ho scritto. Si è scaricato il testo sul computer e credo che di tanto in tanto va a rileggersi un pezzo. E’ come se le abbia restituito una parte dell’infanzia che considerava perduta. Penso che ogni persona sarebbe felice di leggere le vicende del proprio passato impossibile da ricordare. Forse per la prima volta di me come scrittore mia figlia pensa in modo positivo. Come padre non sa se io sia il massimo perché, dice, non ha avuto altri padri per fare un paragone.

4. Hai dichiarato: “Non scrivo più. Nessun rimpianto, nessuna accusa: ho tirato i remi in barca. Aver pubblicato un tot di libri è più che sufficiente. Ci sono precedenti illustri a confermarlo. Mi batte il cuore più a smettere che a continuare, perciò smetto con il cuore che mi batte”. Che significa?

Significa che sono deluso. Vedo tanti libri, di valore o meno, che vengono pubblicati con facilità da grandi e medie case editrici mentre io fatico a imporre i miei. Ritengo che sia inutile che scriva altri libri se fanno la fine dei precedenti. Ho deciso di ristrutturare quello che ho scritto sinora e riproporlo. In base ai risultati che otterrò forse potrò cambiare idea.

5. A tuo avviso, Felice Muolo, cosa dovrebbe cambiare nel sistema editoriale (italiano) che, di certo, per le sue scelte, soprattutto nell’ultimo decennio, non eccelle? Nostro malgrado le librerie sono oltremodo piene di scaffali di libri, di troppi libri scritti da dei perfetti non-scrittori, ex atleti, vallette, presentatrici televisive, cantanti dell’ultima ora (che non sono né cantautori né ugole d’oro), etc. etc. Perlopiù sono libri che non vendono, che nella più rosea delle aspettative finiscono nei remainders, e poco o nulla conta che a pubblicarli sia stato un grande editore.

Credo, ma posso sbagliarmi, che il sistema editoriale italiano sia uguale a quelli degli altri Paesi. Se in Italia si legge poco o niente, dipende essenzialmente dagli italiani. Nelle librerie, accanto ai cosiddetti libri spazzatura, ci sono buoni libri. Se i lettori preferiscono acquistare i primi, per magari neanche leggerli, invece dei secondi, la colpa non è attribuibile al sistema editoriale. Agli editori interessa solo vendere libri, buoni o cattivi che siano. Se si pubblicizzano massicciamente i libri spazzatura, evidentemente il gioco vale la candela: è molto più facile convincere un potenziale acquirente ad acquistare un libro che non leggerà mai che indurlo ad acquistare un libro che è determinato a leggere.

6. Tanti, tantissimi cervelli italiani hanno da tempo lasciato il Belpaese: il motivo è uno solo, l’Italia non porta gratificazione alcuna a chi sa fare, non spende per la ricerca scientifica. Lo stesso accade in campo editoriale: oramai, sol più cerca di portare sul mercato un prodotto che possa vendere al di là della qualità e della sostanza. Ahinoi, alcuni libri che finiscono al macero perché non hanno venduto, vengono subito ristampati da un altro editore; emblematico è il caso Giulio Mozzi, che con il suo ultimo lavoretto (d’una bruttezza ignobile), pubblicato per Mondadori, nel giugno 2012 finisce al macero: ma già oggi, nel mese di gennaio 2013, Mozzi è stato ristampato da Laurana editore. Tutto ciò per me non ha senso. Per te, ce l’ha forse?

Mozzi è una griffe, viene pubblicato a scatola chiusa. Per qualsiasi editore, averlo in catalogo è un valore aggiunto, venda o non venda le sue opere. Se azzardo una parodia servendomi del titolo del suo libro di cui parli, lui è l’ultimo a scendere dal treno perché se lo può permettere, dal momento che scende da parecchi treni, mentre io sono ancora in stazione con la speranza di prenderne uno. Recentemente, un editore ha respinto un mio manoscritto senza neanche leggerlo. E’ evidente che non sono una griffe, nonostante abbia pubblicato libri che sono stati apprezzati.

7. Sono io dell’opinione che essere oggi un vero scrittore è un po’ come trovarsi nel triste ruolo di soldato in prima linea: o fai fuori il tuo nemico o sarà lui a farti fuori, senza pensarci su una sola volta. Tu che ne pensi?

La penso come te ma mi sono sempre rifiutato di badarci, altrimenti non avrei scritto una sola riga. In me prevale l’opinione: chi mi ama mi segua e amici come prima. Sono fatalista, lo so, ma non intendo sparare addosso a nessuno. Se i miei ‘nemici’ mi fanno fuori sapendo di commettere un delitto gratuito, non sarò io ad avere la coscienza sporca e questo mi basta.

8. Quale sarebbe il tuo editore ideale, sempreché ce ne sia uno?

Uno di una certa consistenza che crede in quello che scrivo, tanto da investire i suoi capitali su di me. Siccome stento a trovarlo, mi sono trasferito su Lulu.com. Come ho detto prima: chi mi ama mi segua. C’è chi lo sta facendo.

Quattro stracci, una rupia
e una bambola di cartapesta (eBook – 1,30 €)

introduzione e postfazione di Giuseppe Iannozzi
Copyright: Felice Muolo
Pubblicato: 21 gennaio 2013
Lingua: Italiano
Pagine 82
Formato del file: PDF
Dimensioni del file: 1,65 MB

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Che aspettate dunque?
Non è proprio il caso di esitare o di farsi due conti.


con preghiera di diffusione

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, autori e libri cult, casi letterari, consigli letterari, copia e diffondi, cultura, e-book, editoria, editoria digitale, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe consiglia, interviste, letteratura, libri, narrativa, NOTIZIE, promo culturale, romanzi, segnalazioni, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

28 risposte a Felice Muolo. Intervista all’autore di ”Quattro stracci, una rupia…” e di molti altri libri – a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. Felice Muolo ha detto:

    Benissimoissimo. Grazie.
    Felice

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  2. romanticavany ha detto:

    Che dire caro Felice … hai ragione non credo sia facile trovare un editore, tu non sei un vip o un milionario così almeno credo, così non ti resta che aggrapparti ai tuoi sogni magari chiedendo una raccomandazione ad un politico corrotto forse potrebbe aiutarti a vederli realizzati.
    Ma io ti preferisco così : candido, trasparente e sognatore quasi come l’irrequieto e zukkeroso king.

    AuguriSSimi ad entrambi
    ♥ vany

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  3. Furbylla ha detto:

    Sono felice di questa intervista perchè mi permettere di conoscere meglio Felice,persona che mi piace molto anche se spesso un pò’enigmatico” 😉 non in questa intervista però .Io non sono dentro il mondo editoriale ma da quel che vedo e anche da quel che leggo in giro credo che quanto entrambi affermate sia purtroppo realtà ma credo che purtroppo accada in moltissimi settori ormai dove difficilmente va avanti il merito…Non sono affatto contenta della decisione presa da Felice ma scrivere con il suo attuale stato d’animo sarebbe possibile? io non credo per questo non ho più insistito spero però che accada qualcosa che possa fargli cambiare idea Tornando al libro spero che molti lo leggano perchè è un’esperienza da vivere, è un libro che “rimane dentro”
    un bacione ad entrambi
    cinzia
    p.s. Felice tua figlia deve essere una forza…..ahahahaha 🙂

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  4. Felice Muolo ha detto:

    Grazie, Vany. Siamo fatti tutti e tre della stessa pasta e ci preferiamo così.

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  5. Felice Muolo ha detto:

    Mia figlia cos’è? Di pure una deliziosa spina nel fianco, come tutte le donne, del resto. Enigmatico? Lucio Angelini dice che sono garbato. Del libro, Maria Rita Battaglia, un’amica, dice che semina.
    Un abbraccio a tutti.

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  6. Felice Muolo ha detto:

    Per quanto riguarda il libro sarà quello che sarà.

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  7. romanticavany ha detto:


    e buona domenica a tutti
    ♥ vany

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Come ho già detto, caro Felice, Vany è un angioletta.
    E noi tutti ci preferiamo così, della stessa pasta, più o meno, perché io rimango pur sempre l’orsetto bastardiSSimo. 😉

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non è enigmatico, Felice. E’ sobrio, molto sobrio.
    Credo che questa intervista metta bene a nudo quello che è l’animo di Felice Muolo, che non ha mai il dente avvelenato. Io non sarei stato così posato, se mi avessero posto le domande che ho posto a Felice, e avrei sparato fuori tutto.

    Il settore editoriale è brutto, sono anni che vado ripetendolo: si fanno scelte sbagliate, e peggio ancora si ristampano libri di nessun valore, solo perché uno si chiama Tizio piuttosto che Caio o Sempronio. Credo bene che poi buona parte dei potenziali lettori si allontanino dalle letteratura, perché se la letteratura è riproporre sino alla noia libri di nessun valore, che già a loro tempo furono dei flop, non val davvero la pena di consumarsi gli occhi il cervello e le tasche.

    Io posso incoraggiare Felice a non demordere, perché se si abbandona un amore – e per Felice, così come per tanti altri, scrivere è un atto d’amore – poi è difficile riconquistarlo. Comprendo la sua delusione. Siamo nel Belpaese, dove non si tiene in nessun conto la meritocrazia: questo è un problema non solo presente in ambito culturale, ma in un po’ tutti gli ambiti; ed è questa una delle motivazioni principali per cui oggi l’Italia è un paese devastata dalla crisi, una crisi più forte che in altri paesi europei e non.

    Spero dunque che Felice metta a posto i suoi precedenti lavori e che ne crei di nuovi, continuando a battere le porte, anche se lo dico sin d’ora che di porte in faccia ne riceverà tante. Bisogna farci l’abitudine e soprattutto bisogna essere anche un po’ come un soldato per poter portare i propri libri all’attenzione degli altri scrittori-soldati.

    Bacione

    beppe

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    io non ho fatto niente, ti ho solo fatto una intervista e tu hai risposto. Hai fatto tu.

    beppe

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  11. Felice Muolo ha detto:

    Beppe, è inutile sparare a destra e a sinistra. In Italia, si può invogliare a leggere in un solo modo, regalando buoni libri. La gente non compra volentieri un libro ma se glielo dai gratis lo accetta volentieri. In una situazione d’emergenza qual è la nostra, lo Stato dovrebbe intervenire.

    Vany, spicciolo più spicciolo meno….

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  12. Felice Muolo ha detto:

    Macchè! L’ideatore sei tu. Io ti ho solo seguito.
    Felice

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  13. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ho solo posto delle domande, null’altro.

    beppe

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non sarei così ottimista. Anche a regalarli i libri la gente non li legge.
    La gente quando compra un libro è perché ha sentito la pubblicità o durante un quiz televisivo o perché propagandato in un talk-show.
    Lo compra e morta lì. Non lo legge però.
    Il problema, a mio avviso, è uno e uno solo: siamo ancora troppo italiani, come cantava qualche tempo fa Luca Carboni. E questo spiega perché siamo una nazione votata al fallimento.

    beppe

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  15. Felice Muolo ha detto:

    Esperienza personale. Molte persone mi chiedono libri in regalo, e li leggono, quando li mollo, ma di comprarli non ne vogliono sapere.
    Notte.
    Felice

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  16. Furbylla ha detto:

    Che tu sia garbato e sobrio come dice Beppe non ci piove ma per me anche un pò enigmatico nel senso di misterioso e guarda che non lo dico come critica. Forse perchè ho la fissa di cercare di capire il più possibile le persone che trovo interessanti.
    Buona giornata a te e a tutti 🙂
    cinzia

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  17. Furbylla ha detto:

    io li chiamo in un certo modo.
    cinzia

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  18. Felice Muolo ha detto:

    Cinzia, non ho nulla da nascondere tranne il vino fatto con i piedi in cantina.

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  19. Felice Muolo ha detto:

    Anch’io. Su questo ampio bacino bisogna lavorare.

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  20. Felice Muolo ha detto:

    Beppe, di porte in faccia ne ho ricevute tante in tutti i campi. Ora non ci sto più.

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  21. Furbylla ha detto:

    Che tu Felice non abbia nulla da nascondere non l’ho mai messo in dubbio forse diamo un significato diverso a “misterioso” in questo caso.
    ciao
    cinzia

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  22. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Li chiedono anche a me.
    Ho provato a regalarne qualcuno.
    Pochi leggono, sul serio intendo. I più si limitano a una rapida sfogliata.
    Di comprare libri poi, peggio che se gli proponessi la peste. E non parlo dei miei libri, parlo di classici, di libri che tutti avremmo dovuto leggere.

    beppe

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  23. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sei un beone, Felice. 😀
    Scherzi a parte, lo sappiamo bene che non hai nulla da nascondere.

    beppe

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  24. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non credo che sia poi un difetto. Sei didascalico talvolta, ma sempre chiaro, non sei criptico quando esponi un pensiero. E questa è una virtù che apprezzo molto.

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  25. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Penso che nella vita non si smetta mai di prendere porte in faccia, ragion per cui, caro Felice, mio consiglio è di continuare. Se non si prendono porte in faccia, non c’è neanche la possibilità che prima o poi una rimanga aperta per darti il benvenuto.

    beppe

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  26. Furbylla ha detto:

    ???????? mi sa che Beppe facasino con i commenti ahahaha
    cinzia

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  27. Felice Muolo ha detto:

    Cinzia, so cosa intendi. La mia era una battuta che non aveva niente a che vedere col tuo pensiero.

    Beppe, le uniche porte aperte che mi hanno dato il benvenuto e iniettato fiducia sinora sono state quella di Bartolomeo Di Monaco e la tua. Ve ne sarò sempre grato.

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  28. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, io non faccio casino con i commenti. E’ che tu non hai ancora capito come funziona il sistema wordpress con i commenti a cascata.

    beppe

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I commenti sono chiusi.